iPhone OS 4.0 fa tornare gli sviluppatori alla preistoria

Gli Apple fan non li ho mai capiti. Sia chiaro: non ho mai compreso il fanatismo tecnologico riguardante qualsiasi prodotto hardware o software nei confronti di una specifica marca.

I fan di Apple però sono una razza curiosa: con il nuovo sistema operativo dell’iPhone OS 4.0 si sono esaltati perchè avrà il multitasking che li costringerà a tenere le applicazioni aperte in background senza poterle terminare, perchè ci sarà finalmente il contatore dei caratteri degli SMS ed altre innovazioni.

La cosa più grave del prossimo iPhone OS 4.0 invece riguarda gli sviluppatori che vogliono fare applicazioni per iPhone ed è contenuta in un articolo dell’iPhone Developer Program License Agreement:

3.3.1 — Applications may only use Documented APIs in the manner prescribed by Apple and must not use or call any private APIs. Applications must be originally written in Objective-C, C, C++, or JavaScript as executed by the iPhone OS WebKit engine, and only code written in C, C++, and Objective-C may compile and directly link against the Documented APIs (e.g., Applications that link to Documented APIs through an intermediary translation or compatibility layer or tool are prohibited).

Per tagliare le gambe al Flash di Adobe i programmatori non saranno liberi di usare lo strumento che vogliono ma il codice deve essere scritto direttamente ed originalmente in C. Non ho mai visto un’azienda che in qualche modo obbliga e prescrive gli sviluppatori ad usare un tipo di compilatore sul proprio hardware. Neanche negli anni ’80-’90.

Su Daring Fireball provano a spiegare perchè Apple ha fatto questa scelta. Se per voi questo è Web 3.0, l’anno del mobile con l’era delle apps che rivoluzioneranno il mondo….beh, probabilmente possiamo tranquillamente farne a meno e scegliere dell’altro.

[UPDATE]

Steve Jobs dice che le considerazioni di Daring Fireball non sono così negative, anzi. E che la posizione di Apple è sempre stata questa.

– Dall’altra parte Adobe ha fatto una scelta anni fa e dunque non può che accettarne le conseguenze.

– 37 signals invece spiega alcune ragioni per essere contro il 3.1.1 di Apple.

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

4 thoughts on “iPhone OS 4.0 fa tornare gli sviluppatori alla preistoria”

  1. Il multitasking e la multiutenza li usavo mi sembra nel 1981. Con un umilissimo processore 8086, che a confronto uno smartphone di oggi è decine di volte più potente, 4 persone scrivevano software, compilavano ed eseguivano programmi, in qualsiasi linguaggio su piattaforma Unix.

    Quando uscì il primo Mac anch’io non mi capacitavo… ma come? Non ci si può mettere le mani dentro? Non si sa cosa e come il sistema operativo opera? Liquidai la cosa con “va beh… mica tutti vogliono capire le cose in profondità ed essere consapevoli dello strumento.. molti vogliono un sistema semplice per fare le loro cose senza stressarsi”. Legittimo. Ma poi la faccenda diventa una trappola…

    La storia di Steve Jobs lo porta ad agire nei suoi prodotti in modo proprietario, segreto e avido, come ho scritto in un mio recente articolo. Ma che milioni di persone si entusiasmino nell’essere servomeccanismo di Apple questo sì è stupefacente ma, per parafrasare quel tale, umano, molto umano.

  2. Non ero a conoscenza di questa clausola ma a pensarci bene non mi sorprende, la filosofia di apple é sempre stata questa,sui suoi prodotti ci installi solo quello che vuole lei e Lo usi come vuole lei,va da se che gli sviluppatori devono scrivere come vuole lei, il tutto per mantenere il controllo assoluto sui suoi prodotti. Contenti i fan boy contenti tutti,noi siamo sempre liberi di usare ciò che vogliamo :)

  3. Fa piacere leggere ogni tanto qualcuno che si permette opinioni dissenzienti.

    Quelli che ora ti attaccano sguaiatamente sono la versione moderna di quelli che, quindici anni fa, o DOS o morte. Sarebbe anche divertente conoscerne il background culturale, che studi hanno fatto e a che titolo si ergono ad esperti di tecnologie.

    Curiosa nemesi di un marchio che nasce quasi libertario (nella mitologia, la realta’ e’ ben diversa), passa per il topos del “think different”, ed ora e’ il marchio del “think same”. Come ha scritto un ragazzo americano su friendfeed qualche tempo fa, a vedere un evento Macworld oggi hai la sensazione che un atleta con la fionda debba apparire da un momento all’altro correndo nella sala…

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