In un Paese normale

Resto indifferente quando dicono questa frase usando la parola “normale” come se ci fosse un metro di giudizio preciso: tutti gli altri sono popoli normali in nazioni anormali, aliene, dove succedono cose strane e lontanissime da noi perchè qui ce le sogniamo.

Per cominciare a usarlo – se davvero si vuole – l’aggettivo “normale” bisogna darne una definizione. Possiamo cominciare da oggi: in un Paese “normale” si parlerebbe più della vittoria dell’Inter in Champions League o di quel 23 Maggio di 18 anni fa?

Giovanni Falcone muore nella comunemente detta strage di Capaci, il 23 maggio 1992. Stava tornando, come era solito fare nei fine settimana, da Roma. Il jet di servizio partito dall’aeroporto di Ciampino intorno alle 16:45 arriva a Punta Raisi dopo un viaggio di 53 minuti. Lo attendono quattro autovetture tre Fiat Croma, gruppo di scorta sotto comando del capo della squadra mobile della Polizia di Stato, Arnaldo La Barbera.
Ale ore 17:58, presso il Km.5 della A29, una carica di cinque quintali di tritolo posizionata in un tunnel scavato sotto la sede stradale nei pressi dello svincolo di Capaci-Isola delle Femmine viene azionata per telecomando da Giovanni Brusca, il sicario incaricato da Totò Riina.