In Italia si sta male (si sta bene anzichè no)

Così cantava Paolo Rossi in un azzeccatissimo (come al solito) inedito di Rino Gaetano: spesso le classifiche, le hit parade, sono realizzate soprattutto per i media e per incuriosire i lettori, le persone, animare le chiacchiere da bar. Ricordo un articolo su Nòva tempo fa (non ricordo la firma) che ben descriveva come vengono fatti i sondaggi, le statistiche, l’esistenza di un presupposto preciso dal quale spesso si parte.

La notizia rilanciata da Repubblica in questo articolo è l’uscita del rapporto annuale dell’UNDP (United Nations Development Programme), il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, che ha condotto una ricerca per indagare in quale Paese al mondo si vive meglio tra i 175 membri delle Nazioni Unite.
I dati completi sono disponibili qui con tutti i valori e gli indici, quali quello HDI di sviluppo umano: indicare con un numero il tasso di benessere di una popolazione deve essere abbastanza difficile quanto improbabile da realizzare.
In ogni modo nella classifica al primo posto spicca l’Islanda mentre l’Italia si trova al ventesimo posto: vinciamo soprattutto (ottavo posto addirittura) come aspettativa di vita; sapevamo già di essere un Paese di anzianotti. Nel 2006 uscì questo report che indicava la Norvegia come best, miglior Paese.
Si tratta sempre di Nord Europa: che ci sia un esodo di massa verso quelle terre?
Grave errore perchè si inizierebbe poi a vivere male messi lì tutti insieme.

Consoliamoci: per una volta nella Penisola Italica non si sta poi così male.
E poi vuoi mettere avere una delle connessioni Internet più veloci al mondo?

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

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