Impariamo ad amarla come loro – Trashpolitique vol. II

rovinare la reputazione di un politico online a volte contribuisce una maldestra PR oltre che un cattivo modo di fare politica. Benvenuti al secondo numero di Trashpolitique, rubrica semi-seria e occasionale sulla cattiva comunicazione online e offline dei politici. Per segnalare casi studio anche positivi inviare una email a: trashpolitique@dariosalvelli.com

Giorgio Magliocca era il sindaco del Pdl di Pignataro Maggiore, un comune dell’alto casertano, zona molto delicata e abbandonata nei decenni dalle istituzioni e senza mai una vera politica di sviluppo. Magliocca ha rassegnato le dimissioni in seguito alla pesante accusa di concorso esterno in associazione mafiosa che l’ha portato all’arresto.

Sul suo sito web, un blog realizzato in Joomla pieno di comunicati stampa e bannerini delle vecchie campagne elettorali con La Russa come starring partner, in primo piano nella sidebar di sinistra colpisce una immagine forte sulla legalità che richiama due storici magistrati che per combattere la criminalità sono morti: Paolo Borsellino e Giovanni Falcone intrisi in un tricolore che ha come slogan “L’Italia impariamo ad amarla come loro!”.

Evidentemente ci sono diverse scuole di pensiero su come si può amare l’Italia e dimostrare amore per questo Paese ma forse non diremmo una novità. Dopo i recenti fatti quell’invito ha il sapore sgradevole e digustoso della beffa pur considerando sempre la presunzione di innocenza. La speranza è che Magliocca abbia seguito davvero i suoi alti ispiratori, quei suoi colleghi avvocati che non hanno mai ricevuto un avviso di garanzia e che hanno combattuto la mafia fino alla morte delegittimandola in continuazione, arrestando boss, sequestrando fino all’ultimo bene.
Ha fatto lo stesso Giorgio Magliocca da avvocato prima e da sindaco poi? Un altro Magliocca, l’assessore Giovanni, aveva pubblicato nel 2009 un elenco di beni confiscati nel comune di Pignataro Maggiore con una serie di progetti ed idee per utilizzarli. Ne parla anche in questa conferenza stampa:

Nel canale YouTube di Giorgio Magliocca (dove i commenti sono chiusi) c’è questa breve intervista realizzata a Casal di Principe durante una commemorazione di Don Peppino Diana dove diversi sindaci firmarono il protocollo d’intesa “Uniti per la legalità“.

Magliocca parla di passi in avanti nella lotta alla camorra nel suo territorio:

E per finire questo intervento di Giorgio Magliocca che consegna l’encomio al comandante della stazione locale dei carabinieri, Mar. di Siena, per la cattura di diversi esponenti del gruppo Lubrano-Ligato, proprio quel clan che secondo i magistrati Magliocca avrebbe in qualche modo favorito:

Su 8 video del canale YouTube di Magliocca almeno 2-3 parlano di Legalità, un termine che in queste terre è diventato quasi un brand da usare in ogni occasione possibile ed esportare. L’impressione è che a coltivare veramente il grano della legalità di Pignataro e di altri comuni siano rimasti in pochi.

[AGGIORNAMENTO 21 Marzo]

– Sul sito di Magliocca appare una petizione per sostenerlo, firme raccolte che a quanto scrivono “verranno consegnate a Magliocca a solo scopo di solidarietà”.

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