Il “peticismo” di Webkinz: il Second Life degli animali

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Photo Credit: ryteclick

Ho sempre considerato troppo alti ed esigenti i requisiti di sistema di Second Life, il più chiacchierato mondo virtuale nella vita di tutti i giorni. E’ uno dei motivi per i quali pur avendo macchine potenti a disposizioni ho sempre evitato di entrarci: scaricare il client e vivere tra città e situazioni urbane in 3D potrebbe essere un’esperienza unica ed esaltante non solo dal punto di vista ludico. Ma c’è qualcosa che ne migliora l’accessibilità e ne consente l’utilizzo anche a chi ha un computer datato: metti poi che voglio usare il PC di un amico?

Movablelife è un piccolo mashup delle UI di SL ovvero un’applicazione web che permette di collegarci a Second Life ma di non avere le funzioni 3D: ci sono funzioni “sociali” come chattare e gestire la lista di amici e di gruppi, elementi interattivi e di comunicazione presenti su Second Life.
Certo, usare MovableLife vuol dire restringere Second Life riunchidendo questo mondo virtuale nel browser, snaturandolo: mi farebbe piacere sapere cosa ne pensano gli utenti più assidui e preparati (penso a David), se questo utilizzo di SL può essere almeno un punto di partenza soprattutto per i newbie.

C’è un’altra Virtual Life che sta emergendo: è quella di Webkinz.

Webkinz è partito a Gennaio ed è rivolto al mondo dei più piccoli: si tratta di registrarsi, scegliere il tipo di peluche (di animale dunque) con il quale giocare, decidere nome e sesso ed altre caratteristiche e iniziare a curarlo, tenerlo in salute e farlo divertire. Detto così sembra quasi che Webkinz sia una specie di Tamagotchi 2.0 ma sotto c’è un piccolo video tour con il quale è possibile capire di cosa sto parlando: forse molti lo confonderanno con il The Sims dei peluche ma anche in questo caso posso dirvi che non posso smentirvi perchè non ho ancora provato Webkinz.
Nel caso voi bambinoni vogliate farlo potete usare Multiverse che consente di utilizzare lo stesso account che avete su SL o altri mondi come World of Warcraft.
Ho una nipotina ma è ancora piccola per queste cose e non credo in futuro la spingerei davanti a questo gioco però farei leggere subito ed attentamente le Faq ai genitori: una Generazione Webkinz (quelli che ora hanno dagli 8 anni in su) a me non esalterebbe più di tanto. Già la Facebook Generation (i ventenni per intenderci) mi inquieta.

Nel frattempo le aziende di marketing hanno già preso la palla al balzo è il caso di dire: ci sono già strategie riguardo il kids advertising e di business come l’acquisto selvaggio di peluche in cambio di un accesso a più caratteristiche ed aree su Webkinz.

Questo “peticismo” di Webkinz che ti fa diventare “responsabile” a 9 anni non mi convince. Tornate a giocare con le Barbie e Geeg Robot, vi prego.

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

2 thoughts on “Il “peticismo” di Webkinz: il Second Life degli animali”

  1. Grazie per aver chiesto la mia opinione! :)

    I mondi online devono offrire flessibilità, permettendo la costruzione di interfacce che vadano oltre i loro client specifici, per esempio con i cellulari. Ma gli sviluppatori che realizzano queste interfacce alternative non possono trascurare l’analisi dei veri valori dei mondi online che non risiedono nella mera comunicazione di base, già possibilissima con strumenti non 3d. Questi valori sono l’empatia della comunità, l’indentificazione con l’avatar, la manipolazione interattiva di oggetti, ecc.

    Oggi le alternative sono totalmente incompatibili con questi obiettivi. Ma le possibilità sono numerose. Penso per esempio ai cellulari di prossima generazione che avranno un proiettore incorporato…

  2. @David: Credi sia dunque nell’immediato futuro un discorso d’interfaccia e portabilità? Insomma il futuro sarà nel possedere un mondo virtuale in tasca e conoscerlo così bene da tirarne fuori tutte le caratteristiche migliori (i valori che tu citi sono sono solo alcuni)quando, come e dove si vuole?

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