Il marketing del ragazzo con il trolley

Disclaimer: Post lungo, ma non vi annoierà ne sono certo.

Il titolo è tutto un programma: diciamo che ho fatto “giornalismo integrato”, come Fabrizio Gatti per il Policlinico degli orrori ma nel mio caso davvero senza volerlo. Il paragone è ovviamente eccessivo ed a solo titolo d’esempio.

Ho risposto tempo fa ad un annuncio di lavoro che recitava così: “Grosso gruppo Italiano di servizi per le imprese con filiali in tutta Italia cerca 10 ambosessi in qualità di Addetti Marketing per apertura nuova sede”. Mi son detto: ma cosa intendono per “Addetto Marketing ” ?
Dovevo superare la mia ignoranza e dopo aver googlato ho trovato un documento ufficiale del Ministero del Welfare: questo (file .PDF). Si tratta di un vecchio report (2002) che analizza la figura dell’Addetto Marketing quale una delle più ricercate nell’ambito dei tecnici di marketing, pubblicità e PR.
Cito dunque il documento: “le funzioni dell’addetto marketing si possono riassumere nell’analisi del mercato e della domanda, nella collaborazione all’impostazione dei programmi promozionali e degli obiettivi, nonché nella raccolta e studio dei dati sulle attività promozionali.” Ma quindi non stiamo parlando di Direct Selling, della vendita diretta che viene fatta al consumatore saltando i canali di distribuzione tradizionali: un pò come avviene direttamente attraverso Internet nell’ambito del marketing strategico. Pare non sia proprio così.
Dopo aver svolto un colloquio di lavoro piuttosto informale e semplice (forse a causa di una veloce lettura del CV) dove mi veniva solo presentata l’azienda mi è stata offerta la possibilità di trascorrere una giornata di lavoro (non retribuita!) nella quale avrei seguito i tutor, visionato le loro attività e deciso al termine dell’orario lavorativo se proseguire nell’assunzione: il tutto mi ha incuriosito perchè il responsabile mi ha indicandomi un contratto indeterminato di 5° Livello senza specificarmi null’altro. Non lo trovate strano ? Dovevo capire cosa c’era sotto.
Al giorno stabilito mi sono recato in sede e dopo essere stato accolto da un vespaio di ragazzi con il trolley ho avuto contatti con il tutor e siamo partiti per la giornata: si, è il termine esatto.
Il tutor è uno dei ragazzi con il trolley che ogni mattina dopo piccola riunione in sede parte per iniziare la sua giornata lavorativa. Ogni “addetto marketing” ha una sua zona operativa da scannerizzare per vendere i prodotti contenuti nel suo capiente trolley: Telefoni cellullari e contratti mobili.
Nessuna auto aziendale (si parte in piccoli gruppi con auto proprie), nessun rimborso spese ma un fisso mensile ed una provvigione su ogni prodotto/contratto venduto.
Mi sono trovato a vedere scene assurde: vendita porta a porta, telefonate ambigue, incontri in bar o in luoghi più noti come Stadi di calcio per la presa contatto e successiva vendita.
Le aziende di marketing sono il diavolo, non v’è dubbio, ma mi sembrava davvero eccessivo l’esistenza di “campagne di marketing” di tal genere.
Non ho finito la mia giornata (degradante ed inutile perchè, per fortuna, assistevo soltanto) ed alla prima occasione ho chiesto di essere accompagnato (gentilezza zero, ma li posso anche capire).
Conclusioni: quando fate un colloquio di lavoro chiedete nello specifico di cosa si tratta la posizione specie se come nel mio caso vi viene omesso e peggio risposto che “no, non si tratta di vendita“.
Se vedete il “ragazzo con il trolley” siate gentili con lui ma declinate l’offerta (magari neanche vantaggiosa) e non fategli perdere tempo. Cercherà clienti altrove con il suo magico trolley.

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

4 thoughts on “Il marketing del ragazzo con il trolley”

  1. Io risposi tempo fa ad un annuncio simile a Catania. Lo avevo sentito alla radio, ho chiamato e mi hanno fissato un appuntamento. Avevo chiesto se fosse disponibile un orario part time e la risposta fu affermativa, invece poi al colloquio mi venne detto il contrario. L’offerta era molto generica, non mi venne detto niente di specifico sul lavoro da fare (erano disponibili “varie posizioni”), e anche lì si doveva fare una prima giornata di prova. Non ho scoperto di più perché ho rifiutato alla fine di quel colloquio, sia perché i miei impegni non mi permettevano un lavoro a tempo pieno sia perché la cosa mi sembrava alquanto strana.

  2. @Paolo: Ho appreso anche da altri durante quel poco tempo che sono stato di aver sentito un annuncio alla radio; a quanto pare funziona bene come recruiting.
    Non escludo per le modalità che mi dici che l’azienda possa essere la stessa: inviami una email magari. ;)

  3. Tantissimi auguri anche a te.. trovo molto interessante il tuo blog quindi tornerò spesso! Ciao ciao

  4. Anche a me è capitata una cosa del genere, però al tempo avevo rifiutato subito, anche perché mi potevo permettere di farlo. Il problema è che nella maggior parte dei casi non è così, si ha veramente bisogno di lavoro e annunci di questo genere cercano solo di confondere le idee del già confuso alla ricerca di lavoro.

    PS: A questo punto Buona Pasquetta! ;)

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