Il global warming è già una pandemia

Si parla tantissimo di virus come l’influenza suina o l’HIV che uccidono l’uomo. Ci dimentichiamo troppo spesso che c’è un’altra pandemia in atto: Kofi Anna ha dichiarato che il riscaldamento globale colpisce 300 milioni di persone ed è il responsabile della morte di 300 mila persone ogni anno. Se le emissioni non cesseranno a diminuire si stima che nel 2030 il global warming ucciderà 500 mila persone l’anno e che questi cambiamenti climatici costeranno circa 600 miliardi di dollari.

I dati sono stati estrapolati da un report realizzato dall’ONU. Il paradosso è che le popolazioni più a rischio di disastri climatici sarebbero quelle nella zona dell’Africa sub-Sahariana, il Middle East, Asia del Sud, le piccole isole e gli stati del Pacifico. Perchè nessuno parla, senza usare i soliti toni catastrofici ma costruttivi, di queste tematiche?
Perchè nell’agenda setting del nostro Paese non c’è un punto che riguardi il global warming? Hai mai letto queste problematiche nel programma elettorale di un politico?

Author: Dario Salvelli

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2 thoughts on “Il global warming è già una pandemia”

  1. Nei programmi dei nostri politici non c’è MAI niente di concreto per l’ambiente…

  2. Le innumerevoli allarmanti notizie sugli effetti del global warming fanno parte ormai di ogni discussione, sia tra i comuni mortali che tra le forze politiche e i gruppi industriali. Migliaia di scienziati annunciano una catastrofe, altri la negano ed altri ancora attendono verifiche piu’ approfondite. L’ente Spaziale Giapponese , lo scorso febbraio ha lanciato con successo, un loro satellite che sta rilevando le emissioni di gas serra in 56000 punti del pianeta. Mi dicono che i dati saranno disponibili a inizio inverno e mi auguro che presentino i risultati alla conferenza di Copenaghen sul clima il prossimo 7 dicembre. Finalmente forse sapremo la verita’ su quanto centri l’apporto umano e quanto possa essere dovuto ad emissioni naturali di gas dalla crosta terrestra, sia metano che gas di emissioni vulcaniche. O forse scoprire l’ininfluenza di entrambi e per l’aumento delle temperature la causa imputabile all’attivita’ solare.
    Rimane il fatto che abbiamo iniziato molto tardi ad osservare quel famoso ”principio di precauzione” stabilito da decenni alla Convenzione di Rio. Se i catastrofisti avessero ragione non credo che faremo in tempo a cambiare le cose molto facilmente. I benefici delle nuove tecnologie energetiche a impatto zero li sentiremo tra 50 o cento anni. Dovremo tornare alle candele?

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