Il gatto sulle strisce non si può tradire

Mentre i blog chiudono ed i giornalisti scioperano c’è chi, come ogni giorno, ride. Ride perchè invece di raccontare questa Italia preferiamo lasciare tutto così com’è, tanto è solo un altro sciopero, cosa vuoi che cambi da domani?

Quello che penso, e lo dico con assoluta modestia, è che stare zitti sia sempre sbagliato, in ogni circostanza. Contro una legge che impone il silenzio non si può tacere: non era più saggio fare uscire i giornali, ma si anche quelli online, con uno speciale approfondito dedicato alla legge Alfano?
Pensate quanti italiani si sarebbero concentrati sull’argomento ed avrebbero approfondito, qualcuno avrebbe addirittura conservato la copia del giornale a futura memoria in modo da tirarla fuori per l’occasione giusta (l’entrata in vigore della legge o un caso di censura). E invece cosa ricorderanno gli italiani oggi? L’n-esimo vuoto d’informazione.

E poi perchè non parlare di quei giornalisti senatori che hanno votato a favore della legge Bavaglio? Questo blog è stato attento alla legge Bavaglio fin dall’inizio, quando anche ai blogger più prezzolati non importava parlarne mentre oggi sono tutti lì a fingersi paladini.

Per questo oggi, se ho tempo per scrivere altri post, li dedicherò tutti a questo tema. Perchè la cosa più sbagliata, soprattutto in Rete, è mettersi il bavaglio da soli.

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

4 thoughts on “Il gatto sulle strisce non si può tradire”

  1. Tu vai sempre un pò oltre, sei sempre un pò più avanti ed effettivamente il tuo punto di vista non è sbagliato anzi ..per una legge che vuole zittire, che si fa?…ci stiamo zitti! Questo silenzio generale è la manifestazione di uno scontento che penso sia cmq funzionale alla cosa, l’importante è non abbandonare l’argomento nei prossimi tempi ;)

  2. concordo, dario: lo sciopero è un’arma troppo generica per questo scopo e controproducente in quanto attira l’attenzione sul “no” di categoria invece che sul “sì” (alla ricerca dell’informazione corretta) della cittadinanza…

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