Il business delle aste al ribasso: chi ci guadagna veramente?

Delle aste al ribasso ne ho già parlato abbondantemente segnalando che probabilmente non sono poi così legali (cosa dicono gli esperti in diritto?). Recentemente ne ha scritto anche Repubblica delineando lo scenario (per certi versi preoccupante) di un mercato in continua crescita:


Secondo i dati Nielsen online, a Ottobre 2008 i primi tre siti (Bidooo, Bidplaza e YouBid) hanno superato tutti il milione di visitatori al mese. Bidooo, il sito più visitato, è stato aperto appena a metà luglio e già può contare su 1 milione e 700 mila visitatori. Solo una piccola percentuale di questi utenti partecipa alle aste, ma i numeri sono di tutto rispetto e danno l’idea del giro di affari che si può generare. Un giro d’affari che inoltre rischia di drenare soldi dalle fasce sociali più deboli. Dai dati demografici dell’agosto 2008 che ci ha fornito Nielsen online, si rileva che questa tipologia di servizi attrae soprattutto disoccupati e le persone con redditi annuali al di sotto dei 18 mila euro, la prima e più bassa fascia del panel Nielsen.

Come per le lotterie il gioco dell’offerta forse non vale la candela: se offri spendi più soldi di ciò che guadagneresti (cioè il bene oggetto dell’asta).
I siti cloni che offrono questi servizi sono andati via via moltiplicandosi tanto che continuo ogni giorno a ricevere commenti qui sul blog di aste andate a male o esempi significativi. Se partecipi a queste aste condividi pure qui nei commenti la tua esperienza purchè sia in qualche modo documentabile. Non si accettano infatti alcun tipo di spam o fake.