Ho ammazzato Berlusconi

Il trailer di “Ho ammazzato Berlusconi”

Che curiosa coincidenza! Dopo aver parlato di Bye Bye Berlusconi che ho sempre dimenticato di guardare (tra l’altro è introvabile) ritorno a scrivere qui sul blog con qualcosa di analogo. Lo scorso sabato sono andato a recensire per l’associazione/magazine online Casertamusica il film: “Ho ammazzato Berlusconi“. Riporto qui di seguito quanto ho già scritto su Casertamusica; sono le impressioni di un semplice spettatore, lascio ai critici cinematografici una (noiosa) analisi puntuale.

La prima serata della seconda edizione del DIFF 2008, il Drake International Film Festival che si tiene a Caserta tra la Reggia, il Duel City ed il Crowne Plaza, si apre con il film “Ho ammazzato Berlusconi” ) dal titolo provocatorio ed inequivocabile.

Rimaniamo delusi dalla – numericamente scarsa – presenza delle persone nella calda sala dell’ex cinema San Marco: l’impressione è che Caserta abbia ancora e sempre più bisogno di fare cultura dal basso più che da eventi blasonati che sfruttino le sue bellezze e risorse puntando ad un audience esclusivamente internazionale. La proiezione del film, già uscito in Italia in pochissime sale, si apre con il protagonista principale, il professore Matteo Luisi, che, circondato dal terriccio, è alle prese nello scavare una buca profonda. Non fatevi trarre in inganno, è solo l’inizio del racconto che come nelle più classiche trame finirà proprio qui: anno 2001, Berlusconi ha appena vinto le elezioni e Matteo litiga con sua moglie Livia (nel film inizialmente“Rutelliana” per necessità più che per vocazione ma decisamente una donna di estrema sinistra) perché ha votato proprio per il vincitore, il nemico.
Livia vorrebbe un mondo migliore di questo, se non perfetto almeno possibile, è così appassionata che dopo aver litigato violentemente con Matteo scappa di casa delusa e tradita dalla scelta del marito: purtroppo troverà la morte in un fatale incidente.
Il professore Luisi, disperato e confuso, esce in auto nel cuore di una notte tempestosa ed investe un uomo dalla dubbia quanto angosciante identità. Non vogliamo raccontarvi la sceneggiatura (il soggetto è disponibile sul sito ufficiale), possiamo dirvi che il film, nonostante sia stato probabilmente girato con pochi mezzi e con una regia abbastanza mediocre, riesce a incuriosirci perché l’idea della morte del potere più che quella politica di Berlusconi, è in fondo affascinante.

Il film è tratto dal romanzo Omicidio Berlusconi di Andrea Salieri e vede il susseguirsi di situazioni ironiche e grottesche come l’incontro tra Luisi, interpretato da un espressivo Alberto Bognanni, ed una fantomatica triade della quale, anche dalle sembianze viscide e dai nomi , ne riconosciamo i, in questo caso è il caso di dirlo, probabilmente casuali, riferimenti ai personaggi reali: Giuliano (Ferrara), Cesare (Previti), Gianni (Letta) parlano di potere e di come funziona la politica, si preoccupano del ritrovamento del cadavere del premier che continua, nonostante la sua apparente morte, a comparire sorridente sui media. “Non è Berlusconi quello in tv” ripete Matteo, deve essere un sosia, pensateci bene: la foto con quel gesto imbarazzante con Aznar, le continue gaffe sulla storia ed altre marachelle mettono in dubbio l’identità di Berlusconi.
Matteo, come De Andrè, alla fine scoprirà che “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”. “Ho ammazzato Berlusconi” rappresenta allo stesso tempo il sogno e l’incubo di molti, dove potere è sinonimo più spesso di ingiustizia che di libertà. Prodotto da Collepardo Film, fa parte di quel filone dell’industria del cinema indipendente del quale il nostro Paese ha bisogno, se non altro per una “democrazia delle arti”, che come il sempre troppo trascurato Teatro, è una delle tanti componenti assolutamente necessarie per un’Italia che ha bisogno e vuole, nel nuovo millennio, crescere. Anche artisticamente.

Author: Dario Salvelli

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