Giocare a FarmVille con la salute degli italiani

Che fine ha fatto sui media l’influenza H1N1, la Swine Flu? Ed i vaccini: quanti sono stati usati e quanti quelli prodotti?

Non vorrei che dietro tutto il trambusto sull’ultima pandemia ci fosse solo una forte spinta per il business delle case farmaceutiche. Ad esempio l’accordo firmato tra il Governo italiano e la Novartis, produttrice dei vaccini, pare che non tuteli molto i cittadini anzi soddisfi solo l’esigenze di Novartis.

A leggere le clausole c’è da stare poco tranquilli. Chi ci perde di più è lo Stato ed eventualmente la salute e le tasche di chi si è vaccinato:

Novartis è obbligata a produrre le dosi di vaccino e a rispettare l’accordo con il ministero della Salute. Ma solo fino a quando ciò sia ritenuto “ragionevole”. E ancora, se il siero vaccinale è dannoso per la salute “il Ministero è tenuto a tenere indenne Novartis da qualsiasi perdita che l’azienda sia tenuta a risarcire in conseguenza di danni a persone e cose causati dal prodotto”. In altre parole, se il vaccino fa male a chi lo assume paga lo Stato. La multinazionale risponde soltanto dei difetti di fabbricazione. Infine, se il prodotto non viene consegnato per mancato ottenimento dell’autorizzazione all’immissione al commercio e di prove cliniche positive, è ancora il Ministero a pagare. Il forfait è di 24 milioni di euro netti.

Articolo 4: garanzie e indennizzi. E se dall’assunzione del vaccino deriva un danno alla salute? L’azienda non è responsabile. Si legge nell’articolo 4.6: “Il Ministero è tenuto a indennizzare, manlevare e tenere indenne Novartis da qualsiasi perdita che l’azienda sia tenuta a risarcire in conseguenza di danni a persone e cose causati dal prodotto”. In altre parole se il vaccino è dannoso paga lo Stato. La multinazionale risponde soltanto dei difetti di fabbricazione.

Author: Dario Salvelli

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