Fantola Sindaco 2.0

rovinare la reputazione di un politico online a volte contribuisce una maldestra PR oltre che un cattivo modo di fare politica. Benvenuti al quinto numero di Trashpolitique, rubrica semi-seria e occasionale sulla cattiva comunicazione online e offline dei politici. Per segnalare casi studio anche positivi inviare una email a: trashpolitique@dariosalvelli.com

Dal saluto romano alla Lega Nord. Il candidato a sindaco di Cagliari, Massimo Fantola (63 anni, ex Dc e una vita in Parlamento), non si fa mancare nulla.

E lo dimostra il video sopra caricato su YouTube e pubblicato come intro al suo “obamiano” e coloratissimo sito web: basta la musica da massaggiatore (la famosa Now We Are Free de Il Gladiatore, avranno pagato la SIAE?) come soundtrack per entrare nell’olimpo dei politici dediti al Trashpolitique, arte ormai sempre più diffusa in questa nostra Italia.

Il sito web di Fantola è come un uovo di Pasqua, ricchissimo di strumenti da utilizzare (ci sono perfino MySpace, FriendFeed e il Tumblr) mentre i contenuti che veicolano non sono genuini. Il nostro vecchio ma moderno amico Fantola veste sempre North Sails (divisa ufficiale ripresa anche da alcuni candidati della sua lista) ed ha lanciato Fantola Sindaco 2.0: così si autodefinisce questa campagna elettorale online che ieri ha segnato un piccolo-grande autogoal.

Tutto parte da un autore di strisce satiriche che si firma con il nome di Banana e che prende di mira la politica sarda: a fine settembre 2010, Banana, un giornalista di Cagliari, costruisce per gioco la pagina Facebook “Intanto in Viale Trento” dal nome della sede principale della Regione Sardegna dove ha l’ufficio il presidente Ugo Cappellacci figlio dell’ex commercialista di Berlusconi (è il principale bersaglio delle strisce di Banana dove viene dipinto come un personaggio passacarte, un fighetto che parla nel più sgangherato dialetto cagliaritano).

Dopo 6 mesi Banana pubblica circa 145 strisce con l’obiettivo di sbertucciare la pochezza dei politici sardi tanto da diventare un piccolo fenomeno locale ed avere più di 5 mila fan: foto, filmati ridicoli, dichiarazioni stampa e quant’altro finiscono nel giornaliero obiettivo di Banana che diventa quindi un punto di “riferimento” per chi fa politica. Quando la satira cerca di dare voce alla verità può dare fastidio: o la combatti oppure la cavalchi.
Ed è qui che sta l’autogoal: Fantola pubblica sul suo sito la sezione Parodia di una campagna elettorale (attenzione: in queste ore questa pagina viene continuamente cambiata sul sito di Fantola, usate la cache di Google!) senza citare la fonte (e chiedere l’autorizzazione) di Banana. Strisce e finti manifesti che lo riguardano finiscono sul sito strumentalizzando così a proprio favore il lavoro dell’autore di satira la cui parodia principale prende di mira proprio il suo recente videomessaggio da centro estetico.

Intanto in Viale Triento, la pagina di Banana, riceve la segnalazione da un lettore e fa sentire la sua voce chiedendo a Fantola almeno la citazione della fonte mentre ieri sera lo staff pubblica questa pagina un po’ paracula sulla decisione di pubblicare le “tante” parodie (che poi l’autore è sempre lo stesso).
In seguito a questa appropriazione come avranno recepito il messaggio gli elettori di Fantola? Con un “ohhh ma è anche autoironico!”?
Massimo Caputi, che ieri ha intervistato Fantola, gliel’avrebbe potuto chiedere ma immagino che sia stato più semplice e comodo parlare di calcio. Proprio come indossare una giacca North Sails.

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me