Facebook e Twitter: generazione plagio?

Si parla di “generazione plagio” nell’educazione (c’è anche nella ricerca) alimentata dall’influenza e dalla continua disponibilità di informazioni online. Questa generazione c’è sempre stata nell’arte come nella cultura e per finire anche nell’informatica.

Di recente c’è stata una diatriba tra il creatore di Wodpress, Matt Mullenweg, e l’ideatore del tema Thesis Chris Pearson riguardo la licenza con la quale distribuire quest’ultimo che estende in sostanza la piattaforma gratuita già basata su licenza GPL. Le ragioni di Mullenweg hanno vinto e quindi ora Thesis è compatibile con la licenza di WordPress.

Pearson ha creato un’opera derivata da quella di Mullenweg e quindi è stato costretto ad “adeguarsi”. Il CEO di Creative Commons, Joi Ito ha scritto un post riguardo i pezzi di codice che vengono riutilizzati dagli sviluppatori che mettono insieme software open source: è il problema della License Proliferation che ha creato molta confusione sulle licenze sia per le complessità che vengono aggiunte al nuovo codice che per il suo uso da parte degli utenti.
Ito cita la licenza utilizzata da Wikipedia fino allo scorso anno: la GNU Free Document License (GFDL) era molto simile alle Creative Commons ma nata principalmente per le documentazioni del software libero e quindi non ottimizzata per la scrittura collaborativa di Wikipedia.

Perchè scegliere una licenza come le Creative Commons o la GPL? Sembra una domanda banale e scontata al tempo di Facebook e Twitter che miscelano e fanno sfoggio di software open source ad arte.
La risposta arriva proprio da Ito: “Tweaking a free content license is a lot like tweaking character codes or the Internet protocol“.

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me