Equo Compenso: la tassa sui CD e DVD ed il mercato della musica

Han fatto tutti un gran baccano riguardo i numeri delle vendite dell’album dei Radiohead “In Rainbows” ma pochi si sono soffermati a riflettere sulla situazione del mercato della musica e sull’impatto che Internet ha sullo stesso: ma soprattutto di quello della grande distribuzione in eterna lotta (leggi negli UPDATE al post) con i piccoli negozi.

Sono passati circa due anni da quando anche qui si parlava di equo compenso e del taglio delle tasse sui CD e DVD vergini che la SIAE definisce usati per copia privata.

Come scrive il Guardian sembra che la Commissione Europea non sia in grado di rivedere la tassazione per l’acquisto dei prodotti dell’elettronica di consumo ovvero questi supporti che sono sovraccaricati da un compenso fisso per copia privata: in Italia questa cifra è versata dai produttori e dagli importatori alla suddetta SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) che comporta un inevitabile aumento dei prezzi per i consumatori che sono costretti a pagare CD e DVD con un prezzo quasi raddoppiato.
Dunque la Commissione Europea lascia tutto invariato (non è la prima volta) e nelle mani dei singoli Paesi decidere la scelta dell’Equo Compenso: in Italia ovviamente questa imposizione fiscale è sempre stata una delle più alte (qualcuno ha una tabella di confronto aggiornata?) portando così all’acquisto dei supporti ottici all’estero mediante il Web, il mercato nero (vogliamo farla anche qui la lotta al sommerso?).

Già nel 2006 Punto Informatico citava uno studio sull’equo compenso ed il relativo danneggiamento a danno degli artisti stessi: i Governi Italiani in molti casi hanno snobbato il problema ma ultimamente sembra ci sia l’intenzione di voler fare qualcosa in questo campo come leggo nell’Ordine del Giorno datato 25 Ottobre della VII Commissione Permanente (cultura, scienza e istruzione) della Camera dei Deputati: la discussione (che vi invito a leggere, ci son cose interessanti anche riguardo i blogs) ha riguardato delle disposizioni concernenti la SIAE che ha portato a queste decisioni che veranno trasmesse al Senato.
La Commissione presieduta dal deputato Pietro Folena impegna il Governo a superare la questione dell’equo compenso con l’idea di stornare alla SIAE una parte dell’IVA che oggi grava fortemente sulle vendite delle opere originali: il ribasso dell’IVA è una vecchia questione sulla quale molti artisti hanno dato il loro parere positivo anche perchè riduce i margini di profitto delle vendite sui CD.

La speranza è che con questa legislazione si decida stavolta in maniera definitiva quale politica adottare nei confronti dell’equo compenso e della SIAE cercando di combinare ciò che finora è stato difficile se non impossibile: la tutela del diritto d’autore e quella del consumatore.

[UPDATE November 14, 3.00pm]

– Andrea riassume benissimo ciò che è successo riguardo l’articolo del Corriere e la querelle “In Rainbows”.

– A proposito di P2P e del suo impatto sulle vendite discografiche mi preme segnalare questo studio canadese ed i relativi dubbi sulla sua attendibilità: credete davvero che il peer to peer sia così dannoso?

– Non posso non segnalare due post di Daniele Minotti, qui e qui, dove si parla della sentenza riguardo il bollino SIAE: ne sento parlare poco in giro, come mai?

– Riguardo i bollini SIAE per fortuna vengo quasi subito smentito: ne parla oggi infatti Punto Informatico con questo articolo.

Author: Dario Salvelli

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3 thoughts on “Equo Compenso: la tassa sui CD e DVD ed il mercato della musica”

  1. Troppo riduttivo un commento ad un tema spinoso come questo (una tassa assolutamente impopolare e iniqua) sopratutto dopo un mini-dossier così ben strutturato come il tuo post.
    Una puntata di Report ( per chi ha voglia di rispolverarla) sviscerò ben bene cos’è e a chi vanno e sopratutto con quale metodologia viene spartita la torta. Se si parte da qui, tutto il resto è inutile, non c’è discussione che tenga contro una lobby così radicata nello stato eppure a gestione privata, basta guardare da chi è composta. Ben vengano artisti che non aderiscono alla siae e che guadagnano cantando ai concerti senza rimpinguare le tasche dei soliti noti.

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