L’equo compenso immortale ora diventa tassa su Pc e cellulari

L’ordine su Internet si crea naturalmente, non è possibile imporlo“. E’ una frase che ha detto Nicholas Negroponte l’altra sera in tv e che va contro la politica del Governo di indossare i panni dello sceriffo tra un sito web ed un altro. Così che il Web diventi una grande scatola televisiva dove spegnere siti dall’alto con un grande telecomando.

Non ci può essere troppo commercio, troppo business. Il 50% delle persone al mondo guadagnerà direttamente ed indirettamente da Internet.” diceva ancora Negroponte.
Anche qui c’è un’altra proposta, quella del ministro Bondi, che va nettamente controcorrente: estendere con questo decreto (file .PDF) l’equo compenso che già viene versata alla SIAE (o ai fonografici) per i supporti magnetici (cd, dvd, masterizzatori) a tutti i dispositivi che hanno memoria. Dunque PC, cellulari, hard disk, qualsiasi sistema di storage con il quale è possibile fare una copia privata. Ne parla Repubblica proprio oggi, qualcuno ha già fatto i conti per calcolare l’aumento dei prodotti.

E’ buffo, siamo nel 2010 ma sembra di essere tornati al 2000. Già nel 2005 si parlava di ribassi per CD e DVD in modo da favorire l’industria discografica. L’Europa è sempre stata molto attenta al copyright senza creare grossi terremoti con nuove leggi tanto è vero che l’equo compenso è ancora rimasto appannaggio dei singoli stati.
Nel 2007 c’era una proposta che mirava a “superare la questione dell’equo compenso con l’idea di stornare alla SIAE una parte dell’IVA che oggi grava fortemente sulle vendite delle opere originali”, scrivevo in un vecchio post.

Non è successo nulla di tutto ciò anzi ora si colpiscono altri beni tecnologici sempre più diffusi nelle nostre case. Questa nuova probabile tassa non dovrebbe riguardare i dispositivi che già si possiedono ma solo i nuovi acquisti fatti in Italia. Un bel modo per favorire l’economia ma solo quella d’importazione. I prodotti comprati all’estero infatti non dovrebbero essere colpiti dall’equo compenso.

[UPDATE]

– Ovviamente ci siamo sbagliati. La SIAE dice che l’equo compenso non è una tassa. Troppo comodo vederla così.