Electric car: la rivoluzione dell’auto elettrica che tarda ad arrivare

Ecco come dovrebbe funzionare il progetto Better Place, l’auto elettrica del futuro

Vivere in un posto migliore – Better Place – aumentare la qualità della nostra vita nel rispetto dell’ambiente dovrebbe essere un obiettivo di ogni governo ed azienda. Non parlo solo delle emissioni di Co2.
Perchè non si sente parlare molto di mobilità sostenibile? Silvio Berlusconi sopra ci costruisce delle gaffe e questo a me preoccupa molto.
Iniziative come il bike sharing di Roma’n’bike sono un buon inizio ma vanno estese a più comuni possibili, specie quelli del Sud dove non c’è mai stata una cultura del genere e si associa ancora l’auto come bene di vitale importanza, in molti casi assolutamente necessario se vuoi coltivare relazioni sociali.
Le automibili elettriche e quelle ad idrogeno che fine hanno fatto, sono rimaste dei divertenti prototipi? Tutte le case (Renault ha in programma tre auto elettriche così come pure Pininfarina) sono talmente accecate da non fare promozione ad alcun modello che usi queste tecnologie ma spingano su dei bufali inefficienti come i SUV? Prezzi troppo alti e difficile implementazione? E’ la solita storia degli interessi da proteggere? Lascio a voi le risposte ed a persone attente al problema come Beppe Caravita.

Una novità importante è questo nuovo tipo di auto elettrica ideata da Dean Kamen: si basa su un motore di Stirling (che fu inventato nel 1816) ibrido che consente a questo veicolo di fare con un “pieno di batteria” 60 miglia (circa 96 km).

Infine, la nascita in Australia di una rete di auto elettriche che a breve verrà estesa e costruita sul territorio: immagina di prendere l’auto e fermarti vicino ad una piccola stazione per caricare la batteria al litio del tuo motore (e magari aggiungo io anche quella del cellulare o portatile). Cambierà davvero il modo di viaggiare?
In Italia invece vogliamo davvero fare qualcosa? Per ora a me pare che in termini di proposte e politiche ci sia il vuoto.

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

2 thoughts on “Electric car: la rivoluzione dell’auto elettrica che tarda ad arrivare”

  1. Ciao Dario a commento del tuo interessante post mi verrebbe da dire che non è oro tutto quello che luccica.

    Il combustibile idrogeno si è dimostrato essere completamente inadatto. La produzione di idrogeno richiede quantità di energia tale da essere ancora poco conveniente ed oltretutto viene generata anche CO2 dagli stessi processi di produzione. Si potrebbero usare i generatori eolici per produrre idrogeno… ma dove sono? E poi l’energia eolica non è modulabile in funzione delle necessità.

    Le auto elettriche sono più interessanti. Anche qui ci sono altri problemi: la corrente elettrica non è un’energia primaria, come la otteniamo? Dal petrolio? Dalle centrali nucleari (NO!)…? Dall’idroelettrico (non piove e siamo in calo anche li)?

    Certo è, che meno acidi e polveri velenosi nell’aria fanno star meglio tutti e costa meno allo stato in spese sanitarie.

    In Francia ultimamente è partito un grosso progetto di mobilità sostenibile, ma sai come? Con l’aiuto dei fondi del governo! Qui, da un governo che scommette sul nucleare, operando delle scelte anti-storiche e come dimostrato anche anti-economiche, cosa ci si può aspettare?

    E’ stato prorogato il termine per la produzione dei certificati energetici degli edifici (come dire, mi compro un’auto senza sapere quanto consuma), verranno aperte 5 centrali nucleari senza che il prezzo dell’energia diminuirà, costruiamo nuovi gasdotti che ci legano sempre più agli umori dei venditori, vengono strozzati i contributi per produzioni alternative (es. pannelli solari, sull’eolico si attendono ancora decreti attuativi…).

    Una cosa è sicura, che presto pagheremo molto caro tante scelte, non fatte per i capricci che politici, imprenditori e cittadini hanno sempre imposto a qualsiasi piano e decisione in materia energetica.

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