E' partita l'indagine sui bloggers

Ricordate la polemica sull’indagine dei bloggers, “Diario Aperto” ? Leggo sul blog che il questionario è online, disponibile a questo indirizzo. Ho compilato anche io il questionario ed ho notato la presenza di alcuni blog, la maggior parte di mia conoscenza, molti dei quali sono di bloggers abbastanza famosi che trattano per lo più temi “geek”: non mi è piaciuta la scelta secca che bisogna fare verso la fine del questionario, così come il paragone tra MySpace ed i blog, l’indagine sugli acquisti online (che “c’azzecca” ? Ah già le recensioni dei prodotti sui blogs), la scala di valori del “via” (i bloggers sono autorevoli, si incazzano se non vengono citati, se non ricevono commenti), la gara Media vs Blog, la domanda sul download di musica e video che riprende la sentenza di Cassazione (che confusione ragazzi), il controllo dei contenuti per finire con la chicca finale; lo schieramento politico e la fiducia nelle istituzioni. Sono un pò troppo severo ?

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

10 thoughts on “E' partita l'indagine sui bloggers”

  1. L’ho compilato anch’io quel test, comunque sì: alcune domande erano criticabili ed esulavano un po’ da quello che sembrava essere lo scopo iniziale altre, invece, erano molto buone.

  2. @Zizio: Alcune erano certamente buone,ma al termine dell’indagine mi piacerebbe sapere il perchè di alcuni accostamenti. Soprattutto tenendo conto che dietro c’è comunque un università, quindi non solo un agency.

  3. Beh l’intento iniziale era esplicito
    ovvero saggiare non solo un profilo blogger,
    ma anche le relazioni/interazioni con altre sfere
    tipo il rapporto media e blogger, consumi e blogger, vita politica/vita pubblica.

    Non capisco lo scandalo nell’accostamento con MySpace: tanta gente blogga su Myspace, quindi vale meno di blogga su wordpress o splinder?

    Sono dell’idea che la domanda sulla cassazione sia invece un ottimo spettro per saggiare come il blogger “sia sul pezzo” ovvero come si rapporto a un fattore di cronaca attualissimo.

    Perchè “chicca finale”? Se tu fossi un ricercatore non ti piacerebbe conoscere il rapporto tra un campione e la sfera politica? A me pare essenziale.

  4. @Enrico: Mi fa piacere ricevere nuovamente tuoi chiarimenti: ho atteso il questionario per dare un giudizio più completo,oltre i “numeri” che ne deriveranno.

    A questo punto devo aver frainteso l’intento iniziale: la ricerca non era dedicata esclusivamente ai bloggers ? La costruzione di un profilo “blogger” particolare,quasi fosse un animale a sè stante non mi convince del tutto ma forse può essere utile da un punto di vista statistico.

    L’accostamento con MySpace non è del tutto pertinente a mio avviso: è vero,la gente blogga su MySpace (per altro non italiano,da poco c’è una versione IT),ma in un sito di social networking non è il blogging l’aspetto essenziale e quello più utilizzato,lo sono invece i profili personali. Artisti emergenti e persino imprenditori aprono una page su MySpace.

    La domanda sulla cassazione,forse aggiunta frettolosamente,mi ha dato più l’impressione di qualcosa buttato lì nel calderone dell’ultim ora.

    La chicca finale: Tocqueville,Bloggoverno,il blog di Grillo,tutto fa un pò politica. Per me non è interessante affibiare al blogger la dicitura “di destra”, “di sinistra”. Tra l’altro è un gioco che qualcuno fece tempo fa utilizzando la vecchia Top 100 di Bloglitalia. Avrei chiesto piuttosto cosa ne pensano dei blog politici,di come vengono scritti,se credono siano davvero i politici a scriverli e perchè: semmai un parere sulla comunicazione Video (vedi Di Pietro) sarebbe stato più interessante.

  5. Salvelli, sono già due volte che ti becco a fare quello che dalle mie parti si chiama paraculo/menaculo.
    Prima butti il sasso poi levi la mano.

    Non cambiare strada con la storia del “profilo”.

    La ricerca fin dall’inizio è diretta a bloggers e lettori di blog.
    Te lo testimoniano i post iniziali su Diario Aperto e i numerosi interventi che ho lasciato in giro.

    Fin dall’inizio ho specificato le tre sfere che sarebbero state indagate e ora mi fai il sorpreso perchè inseriamo domande su politica e consumi (quindi acquisti online)?

    In realtà non ci frega nulla del profilo blogger, ci frega di come un campione che legge/scrive cose online – mettiamola così – si comporti con altre sfere del sociale o con il mondo dei consumi.
    Ma RIPETO questo era esplicitato fin dall’inizio.

    ho già scritto nei commenti di Mantellini che lo so benissimo (ci sguazzo dentro da un anno con una mia pagina) che MySpace è un social network piuttosto complesso, ma cosa vogliamo fare di quelli che lo usano come sistema di blogging? Li seghiamo? Ci vuole qualche pedigree particolare per essere blogger a tutti gli effetti o i giovani adolescenti di MySpace stanno sbagliando tutto quando avvisano tramite bulletin “hey ho aggiornato il mio blog!”?

    Non capisco. E’ un atteggiamento comune quello della blogosfera di sottovalutare myspace e chi ci abita trattandolo come qualcosa “altro da sé”. Boh.

    Poi altra cosa “avrei chiesto piuttosto cosa ne pensano dei blog politici”.

    Veramente c’è una domanda su blog e politica ed è uno dei nostri fiori all’occhiello. E la dicitura è proprio come l’hai messa giù tu.
    Mi stai facendo notare una mancanza che in realtà non è una mancanza. Anzi.
    Non mi torna qualcosa.

  6. @Marchetto: Permettimi di rimanerci male: definire il mio “cercare di capire” in paraculismo/menaculismo fa scendere notevolmente l’interesse a replicarti. Espressioni come “sono già due volte che ti becco” le lascerei alle maestre di scuola.
    Se leggessi solo un po questo blog capiresti che non butto giudizi affrettati ma cerco sempre dal confronto,anche nei commenti,di stuzzicare e solleticare risposte che mi aiutino nel ragionamento: sarebbe bello riuscire a cambiare idea,ma son più le volte che rimane tale,lo dimostra questo post di aggiornamento (il sasso è ancora lì).
    Nessuno sottovaluta MySpace (se aggiungessi il Feed lo capiresti),ho detto solo che principalmente è altra cosa. I miei dubbi li ho espressi già,sono poco sorpreso dalle domande e dal tuo attegiamento,specialmente dal tuo “me ne frego del profilo blogger”: potevate chiamarla allora Ricerca Aperta,togliendo il Diario, non era lo stesso ? Ciò che temevo: sfruttare la parola “blog”, “blogger”.
    Non ho parlato di mancanza ma di cattiva impressione che mi ha dato l’indagine relativa alla politica: senza contare il fatto che l’elenco dei blog non rappresenta un campione decente di interessi. Non prenderla a male: mi sto sforzando di trovare un lato positivo comune ad entrambi. Spero che i blogger che vi hanno aiutato siano stati abbastanza critici e propositivi.

  7. Beh, sì, diciamo che 1400 risposte
    in meno di 24h ci hanno confortato.
    Alla faccia di chi ha “gufato” sull’iniziativa.

    Tralascio il tuo “cercare di capire”. Se per te “cercare di capire” è scrivermi “manca una domanda sulla politica tipo cosa ne pensi dei blog politici” senza accorgerti che la domanda è presente nel questionario…boh non so te come lo chiami questo.

    Io non sono qui per farti cambiare idea, scherziamo? Io sono qui per chiarire punti oscuri, cattive interpretazioni e ringraziare chi ha compilato il questionario.
    Tutto qui. Ma, sarà la professione che faccio, sarà un po’ come mi comporto in generale, non amo le ridondanze e spiegare spiegare spiegare le cose mi piace tantissimo, “ma fino a pag.11” (cit.) fino a quando qualcuno è ancora ricettivo, aperto e pronto a capire.

    Poi spiegami il passaggio profilo “blogger” vs sfruttamento del nome. Ti sto scrivendo che, in sintesi, di sviluppare un profilo blogger non mi frega nulla e tu mi vieni a scrivere che lo sto sfruttando? Ma se ti ho appena detto che non me ne frega nulla?

    Certo che 15 blogger non rappresentano un campione, perchè mai dovrebbero rappresantare un campione? Quelle sono 15 persone scelte per rappresentatività (associazione, politica, tech, lifestyle, etc.), i ragionamenti che facciamo sono tra pubblico e quelle 15 persone…e le interazioni del pubblico con quei particolari blog.
    Chi ha mai preteso che fossero un campione? Sono un esperimento, un modo per fare determinati incroci e ragionamenti.

    E’ nelle domande generali che il questionario punta ad avere un campione ampio e decentemente rappresentativo (anche se risulta impossibile perchè nessuno riesce a stimare il numero effettivo dei blog in Italia). Certo che arrivare a 10.000, che dici? Non sarebbe una cifra attendibile?

  8. Prendo atto delle tue considerazioni nei confronti del questionario di diarioaperto. Voglio solo fare un paio di precisazioni che ritengo doverose.
    Il questionario è molto complesso, molti sono stati gli spunti che ci sono arrivati e che abbiamo cercato di recepire, ma ovviamente non poteva essere più lungo.
    Abbiamo cercato di raccogliere svariati elementi (acquisti, politica, ecc.) pensando di poter trarre qualche conclusione sulle possibili diversità dell’universo dei bloggers rispetto agli utenti internet in generale.
    Abbiamo cercato di non ricascare sui temi dell’identità virtuale, dell’autoreferenzialità dei blog, ecc. andando un pò più sul concreto.
    Ci risentiamo quando escono i risultati finali?

  9. @Marchetto: Non si tratta di gufare,altrimenti non avrei segnalato per ben 2 volte la vostra iniziativa; come si è notato dagli ultimi BarCamp non c’è alcuna intenzione da parte di molti bloggers nel costruire qualcosa di concreto in seguito a questi eventi. Eppure è una contraddizione perchè la condivisione dovrebbe essere nella loro forma mentis.
    Non amo neanche io la ridondanza,cerco infatti di risponderti in maniera chiara.
    Il “cosa ne pensano dei blog politici” era puramente generico,l’ho argomentato con altre frasi; ho fatto il questionario e forse mi aspettavo altro dalle domande,qualcosa di più interessante,tutto qua.
    Come fai a dire che non ti importa nulla se parli di “blog” ? E’ questo che non capisco: forse son malizioso ma anche la scelta di blog “rappresentativi”,ovvero con molti lettori,non è casuale ed oltre al fatto di raggiungere più risposte possibili sono interessanti gli incroci ed i ragionamenti che ci sono sotto.
    Se il punto forte è nelle domande generali allora è tutt’altra cosa: me lo rivedo con calma ed aggiorno con un post,magari con i risultati alla mano.
    Son convinto tu abbia capito che il mio attegiamento non è disfattista ma tendente,nel mio modesto parere,ad una migliore formula. Non si sa quanti blog,ma una piccola stima può essere fatta dai dati di Blogbabel+BlogItalia: arrivare a 10 mila sarebbe già un ottimo risultato.

    @Costa: E’ stato considerato da alcuni già abbastanza lungo, mi farebbe piacere sapere quali sono stati i vostri metri di giudizio che vi hanno spinto a tale complessità. Credo come dici quelli di non cadere in risultati banali.
    Apprezzo lo sforzo e ti ringrazio per il commento. Come ho detto ad Enrico spero in un post di aggiornamento con l’analisi dei risultati: in quel caso molte dinamiche saranno più chiare.

  10. Sto monitorando l’arrivo dei questionari e vedo che il numero di interruzioni del questionario è su livelli fisiologici. Siamo consci della lunghezza, ma ridurlo sarebbe stato una reale presa in giro per chi lo avrebbe compilato, sia per non vanificare il lavoro di ci ha offerto il suo contributo di idee e per non andare sullo scontato.
    Alcuni argomenti sono stati necessariamente ridotti ad un quesito (vedi quello sulla sentenza sullo scambio di files p2p di cui mi assumo tutte le responsabilità), in altri casi abbiamo cercato di avere qualche informazione in più.
    Contiamo di ottenere qualcosa di interessante dall’analisi incrociata dei quesiti delle varie sezioni.
    Anche per quanto riguarda l’analisi dei dati cercheremo di essere il più possibile trasparenti e aperti ad ogni forma di interazione.
    Spero di essere stato più chiaro, sono comunque a disposizione per approfondire le questioni relative al questionario.

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