Decreased Reality

Qui non è il paradiso dei calzini, come direbbe Vinicio. La storia di Elvis morto a 6 anni è un esempio di mancanza di sensibilità di questa società. Non posso non essere d’accordo con Massimo Gramellini quando scrive:

Veniva dall’isola di Capo Verde, ma sapeva già leggere e scrivere in italiano. Era educato, ordinato, molto pignolo, dicono le maestre. Amava il disegno e sognava di fare l’ingegnere. Si chiamava Elvis, come l’eroe del rock. Lo hanno trovato per terra, in una stamberga di venti metri quadri, i polmoni intasati dalle esalazioni di un piccolo braciere. Da quando l’Enel aveva staccato la corrente che alimentava la stufetta elettrica, quel fuoco improvvisato e velenoso era diventato l’unica fonte di riscaldamento di tutta la famiglia. Non c’era altro calore, non c’era più cibo.
Ci riempiamo la bocca, io per primo, di parole superflue. Ci appassioniamo ai problemi di minoranze potenti e arroganti. E accanto a noi, in un silenzio distratto, si consumano le disfatte degli umili e dei mansueti. Persone come la mamma di Elvis, che fino all’ultimo ha provato a raggranellare onestamente qualche soldo per la stufetta, andando in giro a fare le pulizie.

Ed ora per piacere non nasca l’n-esima inutile associazione “per Elvis” in cerca di soldi per fiaccolate e manifestazioni. Fare qualcosa ma farlo in silenzio e senza tessere è poi decisamente più bello. Il volontariato fa già tanto anzi troppo, è vero.
Bisognerebbe che ci sentissimo tutti Stato e poi Europa insieme, con tutte le nostre diversità ma uniti nel darci una mano perchè domani potremmo trovarci senza un grembo a cui appoggiarsi.

Author: Dario Salvelli

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