Dal Moige all’Antitrust del Web: come (non) snaturare Internet

Due aspetti fondamentali della Rete che a mio avviso sono intrecciati tra loro sono ordine di discussione in questi giorni.
Il primo riguarda il futuro dell’informazione online e nel caso specifico dei video: tra IPTV, web-Tv e quant’altro nel futuro prossimo ci troveremo molti contenuti (accade già ora) visivi che sostituiranno o saranno integrati in parte da quelli testuali.
Ed allora si pone il problema della censura o addirittura della creazione di un Moige: esistono già estensioni per Mozilla Firefox e software per filtrare i contenuti per il pubblico meno adulto. E’ possibile fare lo stesso nella Tv tradizionale mediante l’utilizzo dei set top box.
La preoccupazione della condivisione di video barbari o fuori dal comune come la trasmissione della morte su YouTube a causa dell’uragano Dean è giustificata e porta l’attenzione sul ruolo che avranno i media digitali spesso a caccia di scoop sensazionali e dei nuovi servizi web: le reti peer to peer possono contribuire nell’immensa fiera del download alla scoperta dei contenuti video eticamente nascosti al pubblico. Internet è fatta di scelte, come per lo scatolone a tubo catodico anche qui siamo dotati di telecomando; basta un click sul link giusto e possiamo cambiare sito web, sfogliare pagine tra le più disparate.
Se anche la più grande enciclopedia virtuale come Wikipedia si è rivelata – grazie a software come Wikiscanner- inaffidabile e parzialmente taroccata allora c’è da stare attenti a dove si punta il mouse.

Che Google faccia parte attiva della vita di tutti noi, anche di quella non digitale è ormai realtà. L’azienda di Mountain View conosce anche i blog che leggiamo e molti dati che riguardo le nostre ricerche ed interessi. Google ha spinto e si è strattonato nel mercato utilizzando la qualità più che ficcando il naso negli affari degli altri cercando di screditare le aziende concorrenti: e questo al Gigante va dato atto.
Perchè è vero che se da domani iniziassero a crollare i server di Technorati molti blog troverebbero grandi difficoltà così come la stessa Blogbabel che non a caso cerca da poco nuovi sponsor.
La questione (pare risolta con una lettera aperta a Matt Cutts) relativa alla perdita di visite ed utenti da parte di Robin Good ha sollevato dubbi ironici ed una questione digitale a mio avviso importante.
Per “combattere” (termine che meriterebbe un’ampia discussione) il monopolio di Google e regolamentare il diritto digitale creando norme digitali al pari di quelle fisiche non è necessario costituire un “Antitrust del Web” che controlli le mosse di tutte (sarebbe davvero impossibile) le aziende che lavorano online e ne inibisca alcune. Sarebbe un organo deleterìo che snaturerebbe Internet da sempre fatta di collaborazione e confronto e di quel “karma away” del quale parla Shel Israel.
Per fare concorrenza a Google basterebbe forse innovare: non lo si fa di certo con software come Skebby. Peccato ci siano cascati molti blog (no anche il Granieri?) e media come il Corriere ed il Tg1: su questo blog infatti si parlò tempo fa di queste soluzioni che personalmente ho testato sul mio Nokia e su sistemi Symbian. Questi programmini in Java come Raxle non hanno mai funzionato a dovere.
Per farvi capire dove voglio andare a parare: nel mentre accade tutto ciò, Google aggiunge la funzione Sky per vedere le stelle su Google Earth, Twitter la feature di Search già presente come servizio in siti esterni come l’ottimo Terraminds, nascono nuovi servizi come Pibb del quale mi sono appena iscritto dopo averne letto su Downloadblog. Vi basta?

[UPDATE ] A proposito di Pibb, giocandoci mi rendo conto che Meebo ha un nuovo e davvero agguerrito concorrente: qualcuno lo ha assimilato ad una sorta di “IRC 2.0″ come nel Thread del canale Italian Twitter che inserisco qui di seguito grazie alla possibilità di embeddare le discussioni. Per chi ne volesse sapere di più consiglio di leggere questa guida.

[UPDATE] Per quanto riguarda Skebby il Corriere fa “marcia indietro” su uno dei suoi blog: leggi questo post.