Collaborazione con Altroconsumo: se gli italiani non conoscono cos’è un browser…

altroconsumo browser test compare

Si parla molto di Web 2.0, anche in Italia, ma non ci si rende conto del problema serio che ancora abbiamo: la scarsa conoscenza dell’informatica e l’inefficacia della divulgazione.

Da qualche tempo collaboro con Altroconsumo realizzando dei test (quasi sempre anonimi) per prodotti che riguardano le nuove tecnologie. Nel numero di questo mese ho realizzato un test sui browser più popolari (usando differenti macchine) che puoi scaricare gratuitamente anche online in formato .PDF. Ho pensato di segnalartelo, fammi sapere se ti piace l’articolo (scritto dalla redazione di Altroconsumo).

Altroconsumo è andata in giro per chiedere a persone “comuni” che cos’è un browser. I risultati riassunti in questo video non sono per nulla incoraggianti:

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

14 thoughts on “Collaborazione con Altroconsumo: se gli italiani non conoscono cos’è un browser…”

  1. Il video non mi sembre così inquietante.
    Mi spiego: la rete dovrebbe fornire servizi semplici ed utili per gli utenti. Imprtante quindi che la gente sappia di untilizzare un “qualcosa” per poter navigare, meno importante che sappiano che questo qualcosa si chiama “browser”.
    Sarei curioso di rifare il test chiedendo solo: “lei che programma usa per collegarsi ad internet?”

    1. @soloparolesparse: Ciao!! La parola “browser” (per gli italiani come qualsiasi termine in EN) è abbastanza ostica anche perchè poco indicativa. Le interviste sono state fatte dopo il test dunque non c’è alcun collegamento, gliel’ho dato io. Io credo che bisognerebbe sapere anche come si utilizza una macchina oltre che farlo, questo non solo per avere una maggiore consapevolezza di quello che si fa ma anche per stimolare la curiosità. E’ la macchina che deve essere serva dell’uomo, non il contrario. Temo che a quella domanda potrebbero rispondere con “Alice” “Tiscali” “Wind” ma non è escluso che non verrà posta in futuro…

  2. Il video non mi stupisce assolutamente!
    Mio zio chiama i Browser coi nomi delle prime pagine (Firefox -> Google; IE -> MSN), quindi è normale che gli adulti non lo sappiano! Quello che mi stupisce è che anche i Giovani non conoscano queste conoscenze basilari!

    @soloparolesparse: Prova a chiedere cos’è un Tubo Catodico o un pistone, bene o male lo sanno tutti. Non pretendevano la spiegazione dell’Evidente Ingegnere del video ma solo che sapessero che era il Programma per Navigare!

  3. E fortuna che sono andati sul semplice. Te lo immagini se avessero chiesto cosa fosse il peer to peer?

    Inchiesta interessante Dario

    Ciao

    Daniele

  4. Divertente il video… browser però è un termine tecnico prettamente inglese, non ha traduzione e non condivido molto il modo di porre la domanda sul come collegarsi ad internet, infatti la risposta spesso è con un servizio per connettersi alla rete e non per utilizzare la rete… resta comunque divertente

  5. Il problema è l’analisi della domanda per porre una risposta: “Qual’è il programma che usa per andare su Internet?”. Alice, Tiscali o Fastweb non sono programmi. Cioè già dalla domanda uno dovrebbe escludere il contratto di chi fornisce il servizio (provider).

    Nell’immaginario collettivo internet è quello che compare nel riquadro del browser e il browser è sono una sorta di orpello grafico con qualche pulsante. Il termine televisione invece è riferito sia al servizio che allo strumento.

    Comunque l’ho sperimentato anche io con un po’ di amici, la parola browser è sconosciuta nonostante lo stiano utilizzando in quello stesso momento per scrivermi nella chat di facebook!

  6. Il video dovrebbe essere inquietante per la gente che parla di tecnologia come noi… il vero problema è che ci ostiniamo a chiamare browser quello che potremmo chiamare “applicazione per navigare”. Fino a quando ci ostineremo a dire browser, e la gente non ci capirà, non stupiamoci del fatto che poi non riescano a capire le differenze tra un Internet Explorer, un Firefox o un Safari…

  7. Beh, la gente sarà pure ignorante, ma i sapientoni che fanno le domande non è che le pongono proprio correttamente:

    “lei che programma usa per collegarsi a internet?” è una domanda per cui la risposta “Alice” o “Fastweb” è quasi più sensata del nome del browser.

    Il browser non serve per collegarsi a internet, ma per navigare il www (che non corrisponde proprio a internet). Per collegarsi a Internet (e magari usare l’email o altre cose “arcaiche” come FTP) non serve il browser, ma un “programma” o componente del sistema operativo, per cui per me il browser non fa certo quello…
    Se non hai Alice o Fastweb o una LAN connessa, o quello che vuoi, dal modem alla chiavetta, non ti colleghi a Internet, neanche se hai tutti i browser del mondo.

    E’ facile trattare tutti come ignoranti, ma almeno facciamo le domande corrette…

  8. Mi pare incoraggiante vedere che la laureata (circa a 0:44) è riuscita a ricavare la risposta corretta con il ragionamento e una riflessione sulla propria esperienza.

  9. Ciao, sono il sapientone.

    ma secondo te se vai in giro a chiedere “che programma usi per navigare il www?” la gente capisce di cosa parli? Ma l’hai visto il filmato?

    Oltretutto la cosa che trovo buffa di questa osservazione (non sei il primo a farmela) è che non stiamo nemmeno parlando di un termine tecnico vero e proprio, ma di “navigare”, cioè una parola del tutto comune – e che usualmente vuol dire tutt’altro – che è stata appioppata all’azione di “surf the web”, ma non è che è stata imposta da Dio e che certo non è insostituibile.

    Magari se ponevo la domanda in quel modo saltava fuori qualcuno a dirmi che navigare è un termine marinaresco impropriamente adattato all’informatica e che l’espressione corretta da usare è “visualizzare i siti del world wide web”

    La lingua evolve e nuove espressioni sostituiscono quelle vecchie, secondo meccanismi che non conosco e che certo non controllo.

    Quindi secondo me la discussione non dovrebbe essere tecnica, ma semmai linguistica: qual è il modo migliore e più chiaro per fare la domanda, in modo che non possa essere fraintesa? A me pare che ormai la maggioranza dica “collegarsi a internet” ed è per quello che ho fatto la domanda così (comunque se pensi ancora che sia sbagliato, ti regalo un bersaglio ancora più eclatante: http://www.google.it/support/websearch/bin/answer.py?hl=it&answer=502. Altro che Altroconsumo, persino quelli di Google non sanno che non ci si collega a http://www.google.it)

    Per finire: non intendevo affatto trattare le persone come ignoranti, non credo di averlo fatto e sicuramente non penso che quelle persone lo siano; cioè: ignorano, nel senso Aldogiovannigiacomo del termine, ma mica ne penso male per questo. Il video non è una messa alla gogna, è una cosina divertente che non aveva particolari pretese. Al limite, se proprio devo trovargli un’utilità, sarebbe quella di mostrare agli espertoni che le nozioni informatiche di un sacco di persone sono molto ma molto basilari e che anche le cose più semplici che diamo per scontate in realtà non lo sono affatto.

    Ciao

  10. @Bubbo: la laureata ha semplicemente ripetuto quello che le ho detto io. Se ascolti bene, dopo che dice Explorer, io le dico “che è un browser”, solo che ho tenuto il microfono vicino al lei e quasi non si sente.

  11. La stessa domanda e’ stata posta per strada a comuni passanti da Jay Leno in California non troppo tempo fa: “What browser do you use?” e le risposte erano quasi tutte nomi di motori di ricerca. Non credo sia un male solo italiano, stavolta.

Comments are closed.