Category Archives: Web 2.0

Il Web del futuro: aggiungi tu il numero che vuoi

L’era del Social Tattoo: si fa tatuare le foto dei profili di Facebook sul braccio

Qualcuno l’aveva già fatto con il mi piace. La gente non sta bene e si fa il “social tattoo“: una ragazza si è fatta tatuare sul braccio le foto dei profili degli amici su Facebook. Sai la delusione quando tornata a casa ne avrà trovata una cambiata?

email

I social network non hanno bisogno di pubblicità: bannati in Francia

A quanto pare i legislatori d’Oltralpe hanno deciso che Facebook e Twitter non si potranno pronunciare nelle tv e radio francesi se non hanno a che fare direttamente con una notizia. La questione è comunque interessante: Twitter e Facebook sono delle aziende e quindi, seppure siano entrate a far parte della vita di tutti i giorni e di molti di noi, vanno considerate come tali.

Le reti sociali stanno diventando così forti da superare i confini del privato? Chissà se per fregarli d’ora in poi i giornalisti e conduttori tv cominceranno a chiamarli “Fazùk” oppure “Twittè”.

P.S. Nel frattempo il servizio segreto inglese, il MI6, si diverte a sostituire le istruzioni per creare una bomba di Al-Qaida con delle immagini di cupcake.

L’Internet dei Pulsanti: Like, Follow e +1 Button


Twitter ha lanciato il Follow Button (che in italiano diventa il pulsante Segui, l’ho messo sopra e di fianco) ovvero la possibilità di seguire l’account Twitter di qualsiasi sito web: per i malati del celhopiùnghismo si può aggiungere anche il numeretto di follower proprio come succede per i Feed. E da oggi comincerà a fare lo stesso anche Google con il +1 Button.

Non è come dare un like ad un commento ma poco ci manca, questi servizi prima o poi cominceranno a farci male perchè in qualche modo ci obbligano a fare azioni o cose che prima non avremmo neanche sognato. Ho l’impressione che si stia costruendo una Internet per idioti voyeur, le truppe dell’esercito del like.

Non so se la tecnologia può farci più male che bene ma certamente influenza i nostri comportamenti: ci ritroveremo come i naufraghi di Lost a premere un pulsante senza un preciso motivo? Da Pensanti a Pulsanti.

Internet e il vento del cambiamento

Tratto da Il Vernacoliere

Il mancato suicidio di Mastella, i comunisti ad Arcore dietrocasa, Bossi che non ce l’ha più duro, nessun ipotesi di brogli, Berlusconi e direttori dei TG Rai indagati per abuso d’ufficio, Pavia e Mantova al PD, Trieste rossa. Non so se questa è davvero la Italian Revolution che alcuni ragazzi da giorni stanno cercando di fare e metter in atto ma si tratta di segnali di un vento del malcontento per alcuni, di Primavera per altri, di normali corsi e ricorsi per i pessimisti. La rivoluzione non è partita da un tweet della Moratti (se non irriverenti battute, meme e parodie) o da un messaggio su Facebook di Pisapia o De Magistris.

Attendo di guardare le Mappe Elettorali definitive per le amministrative 2011: forse ci accorgeremo che Internet e i social network questa volta non c’entrano, che ai quartieri spagnoli di Napoli il De Magistris ha quasi doppiato Lettieri e magari, senza inseguire facili stereotipi, in quella case la Rete non viene usata in maniera frequente o per informarsi. Sarebbe bello che qualcuno mi smentisse ma forse è ancora presto ed ingiusto dare ad Internet più che al popolo il ruolo di paladino della democrazia e della libertà oltre che quello di sentinella sociale.

Chi ha vinto ha il dovere di ben governare ma non sarà facile: le pretese sono alte perchè tutti si aspettano un cambiamento che sarà lungo e progressivo. L’Italia non è cambiata oggi, ci vorranno tanti altri giorni come questo. E’ necessaria una sterzata che non sia solo politica ma di contenuti e buona politica del territorio. E la parte sana non deve illudersi ma partecipare più di prima cominciando dal prossimo referendum.

Twitter si apre ai Mutual Follow

Twitter ha annunciato una nuova funzione che riguarda le persone che state seguendo: d’ora in poi è possibile vedere nella sezione “following” degli altri profili come questi tuoi amici vedono la loro timeline, la linea del tempo dei tweet. Se vai sui following di @twitter ad esempio puoi osservare quali sono i messaggi letti da quell’account, dare un’occhiata alla lista delle persone che segue e scoprire i “Mutual Follow” ovvero le persone che entrambi seguite.

Twitter comincia a fare del suo microblogging un luogo dove contano i contenuti ma anche le relazioni tra gli utenti. E quindi in un certo senso si avvicina per caratteristiche a Facebook ed a FriendFeed.

Lady Gaga e la Rete

Il team di Google Chrome celebra il successo che ha avuto Lady Gaga sul Web raccogliendo tantissimi fan. E lo fa con il making of del progetto che riguarda l’ultimo singolo Little Monsters la cui coreografia è stata scelta dai fan che hanno usato YouTube per crearla e ballarla.

Non amo moltissimo la musica di Lady Gaga ma è certamente un esempio da studiare per artisti, discografici e per chi lavora sul Web.

Quella Italian Revolution fatta dagli spagnoli

Se per alcuni siamo già al dopo Facebook allora c’è da chiedersi com’è nata la spanishrevolution partita dagli studenti in Piazza il 15 Maggio. Si è sviluppata attraverso i social network ma senza un forte senso comune e condiviso di malcontento non sarebbe mai nata: la spinta fondamentale è stata la voglia di scendere nella piazza reale usando anche il virtuale per ribaltare la propria condizione sociale.

In queste ore molti media italiani (e anche spagnoli) hanno parlato della Italian Revolution come virus che si sta diffodendo anche in Italia: è una rivoluzione che non c’è e non esiste (per lo meno non ancora) ma che è partita dalla pagina Facebook Italian Revolution gestita da un gruppo di spagnoli (insieme agli Anonymous Italiani) che vivono in Italia quale movimento di solidarietà e vicinanza alla loro patria.

L’hashtag #italianrevolution è al primo posto dei trending in Italia ma non so quanto durerà perchè non ha nulla a che vedere con l’attuale Italia che forse si sta risvegliando solo ora ed a fatica dopo 17 anni di berlusconismo. Non c’è un manifesto come quello spagnolo dunque non ci sono i semi per fare una rivoluzione che non è un gioco per radical chic, intellettuali sgangherati o studenti perdigiorno.

Eppure ci sono già appuntamenti con orari e luoghi in diverse piazze italiane (molti eventi di Facebook sono sulla pagina di Italian Revolution) dunque vediamo che succede, quanti saranno gli spagnoli, gli italiani e perchè scenderanno in piazza:

ROMA – Piazza di Spagna – 20 maggio h 20.00
BOLOGNA – Piazza del Nettuno – 20 maggio h 20.00.
TORINO – Piazza Castello – 20 maggio H 20.00.
MILANO – Piazza Duomo – 20 maggio h 19.30.
FIRENZE – Piazza Santa Croce – 19 maggio h 20.00.
PADOVA – Prato della Valle – 20 maggio h 20.00.
PISA – Piazza Garibaldi – 20 maggio h 19.30
BARI – Piazza Ferrarese – 20 maggio h 20.00
PALERMO – Teatro Massimo – 20 maggio h 20.00

Vi invito se siete in queste zone a twittare usando #italianrevolution. C’è anche questa pagina Facebook e il twitter di italiarevol che raccoglie un po’ di italiani e cerca di costruire un manifesto per l’Italia inviando contributi via mail a italiarevol@gmail.com.

Gli italiani hanno sempre bisogno di un Giuseppe Garibaldi che arrivi da un altro mondo per aiutarli a sconquassare quel muro d’indifferenza, staticità e non appartenenza che spesso li pervade.