AG(s)Comunica: la Notte delle Illazioni

Dice l’AGCom su Twitter che abbiamo sbagliato: oggi non verrà presa alcuna decisione in merito alla regolamentazione sui contenuti online, sono tutte illazioni.
Ci sono istituzioni che non riescono proprio a districarsi in questo mondo nuovo: basti pensare all’ultimo appello della SIAE. Non è neanche più questione di districarsi tra lo stato di diritto vs stato di polizia ma di ottusità mentale, ignoranza e chissà magari anche malafede.

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– E meno male che non si decideva nulla! Bisogna ancora aspettare ma Fulvio Sarzana ha segnalato che Agcom ha confermato le misure di rimozione dei contenuti sui siti. C’è tempo 60 giorni per fermarli. Alessandro Longo spiega bene cosa ha approvato AGCOM che non agirà direttamente ma che comunque in alcuni casi intende passare direttamente per il Governo evidentemente per avere nuovi poteri.

– E’ divertente vedere la lista di autori che ha firmato l’appello della SIAE in favore della delibera di AGCOM. Pensateci due volte prima di andare ad un loro spettacolo:

Claudio Baglioni, Pippo Baudo, Fred Bongusto, Albano Carrisi, Caterina Caselli, Carmen Consoli, Paolo Conte, Lucio Dalla. E non solo. L’elenco vede anche nomi quali Gigi d’Alessio, Riccardo del Turco, Tullio de Piscopo, Francesco Facchinetti, Roby Facchinetti, Dori Ghezzi, Ricky Gianco, Fausto Leali, Paolo Limiti, Amedeo Minghi, Mogol, Claudia Mori, Ennio Morricone, Nicola Piovani, Memo Remigi, Enrico Ruggeri, Antonello Venditti, Beppe Vessicchio, Edoardo Vianello.

– Note a margine per chiudere per ora la faccenda: la delibera è peggio del previsto comunicato stampa nel quale sono state omesse alcune cose importanti. Ne parla Guido su Il Fatto Quotidiano: Agcom ci tiene poi a far sapere in tutte le lingue che il procedimento non riguarda i siti che non hanno finalità commerciali.

Il controllo dei contenuti online: Educare invece che “Giustiziare”

Qualche anno fa sentendo parlare di censura mi chiedevo: chi controlla i contenuti online? Il problema è serio e non riguarda solo gli imprecisati danni economici della pirateria ma tutti gli utenti che producono un contenuto e che rischiano di vederlo naufragare senza un motivo preciso mentre navigano il Web.

E quando non scompare si diffonde a macchia d’olio. Ad esempio Linkiesta ha pedinato un file Internet scoprendo ciò che tutti sappiamo e abbiamo notato da tempo: quando un file finisce online difficilmente ne esce (lo sanno bene gli amanti della porno culture amatoriale) ed è quasi impossibile monitorare la sua fruizione. E allora cosa si può fare? Ci sono già strumenti che tutelano il diritto d’autore anche online: è necessario andare oltre?

Invece che inserire paletti credo sia più intelligente e ormai necessario educare le persone che vivono online e insegnare loro alcuni diritti e doveri sul copyright. D’altronde il legittimo dubbio che mi ero posto riguardava il numero di notifiche di avviso sulla tutela del copyright rivolte a Google in Italia: se autori ed editori non sguinzagliano i propri studi legali sollecitando di continuo Google perchè dovrebbe farlo Agcom al loro posto?
Questo voler fare da giustiziere della notte non può che spingere molti a partecipare domani alla Notte della Rete (evento Facebook) ed a gridare alla censura del Web.

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– Ecco la diretta streaming dalle 17e30 di “La notte della Rete”, qui il codice da copiare e incollare:


Online video chat by Ustream

L’ispettore si ingarbuglia sempre di più

Non voglio creare supereroi ma oggi viene indagato il capo della Squadra Mobile di Napoli Vittorio Pisani che arrestò tra gli altri gli esecutori dell’omicidio di Silvia Rutolo.
E’ lo stesso Pisani che accusò Roberto Saviano nel 2009 e che spinse Giuseppe D’Avanzo in un editoriale a scrivere (con lungimiranza?): “quell’investigatore non può restare al suo posto“.

Justin Bieber e Google

Justin Bieber è insieme a Lady Gaga il personaggio musicale (non ce la faccio a definirlo musicista, scusate) che ha usato di più Google e la Rete negli ultimi anni. La sua popolarità è esplosa soprattutto grazie a YouTube dove i suoi video, alcuni molto demenziali (ricordo una partita di basket tra star in cui c’è questo Biben gioca a fare il Michael Jordan) hanno spopolato più che le sue canzoni. Poi il fenomeno si è diffuso anche su Twitter e Facebook tra parodie e deliri dei fan.

Ora c’è anche una estensione su Google Chrome dedicata a Bieber, un tema con il quale personalizzare il browser. Mi chiedo se fossero ancora vivi John Lennon o Freddie Mercury cosa farebbe il Web.

In fila per 7 per un tweet: Gesù are now following you

Vabbe ho già parlato diverse volte della Chiesa e del Web 2.0: ora viene lanciato News.va e Papa Benedetto XVI alias Joseph Ratzinger nel video scrive il suo primo tweet dal suo profilo di Twitter. O almeno ci prova aiutato da 7 persone, mi ha quasi fatto tenerezza. Secondo voi Gesù ha bisogno di fare follow oppure riesce a seguirlo da lassù senza il wi-fi?

Io voglio essere là dove gli uomini si trovanodice Benedetto XVI: il prossimo passo sarà aprire un profilo su Badoo, Netlog, eccecc?
Scherzi a parte io per ora sul suo profilo di Twitter e Facebook non ci leggo nulla, se lo useranno i suoi cardinali indottrinati sul Web al suo posto allora è meglio lasciar perdere.

Se nessuno chiede di rimuovere i contenuti per il copyright su Google perchè l’Agcom si affanna?

Do you love Italy? Google forse SI, Agcom sicuramente NO.
A proposito della censura del web italiano che sarà cancellato a colpi di provvedimenti dell’Agcom se passa la delibera del 6 Luglio segnalo il Transparency Report di Google relativo alla parte finale del 2010 in Italia. Continue reading Se nessuno chiede di rimuovere i contenuti per il copyright su Google perchè l’Agcom si affanna?

Da Tienanmen alla Val di Susa

Nudo e con i poliziotti di fronte dicevo qualche tempo fa. Questa è una foto degli scontri NO Tav in Val di Susa, l’accostamento è volutamente provocatorio. Non mi sono fatto ancora una posizione ben precisa e non credo che me la farò facilmente perchè in questo caso è difficile stare da una parte o dall’altra. E però auspicherei almeno che non si usasse mai la violenza (da qualsiasi parte la si veda) quando bisogna decidere su questioni delicate (in cui entrano in gioco il progresso e l’ambiente) in un Paese che dovrebbe essere civile e democratico.

Foto: ©LaPresse