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Una email a Mario Monti

Negli anni passati abbiamo visto utilizzare i canali istituzionali dei ministeri per comunicazioni ridicole che spesso riguardavano fatti privati: dagli annunci dei libri di Brunetta alle smentite di Tremonti e Berlusconi chi più ne ha ne metta. Era la politica del precisare l’imprecisabile.

Ieri sul sito del Governo è apparsa la sezione Dialogo con il cittadino nel quale Monti pubblica una analisi (della quale dobbiamo fidarci perchè non possiamo leggere la controprova) delle circa 2000 email che ha ricevuto direttamente dai cittadini italiani. Sono da leggere sia gli estratti dei messaggi che le richieste: secondo le statistiche solo l’8% di questi, ossia 160 cittadini, lo ha criticato. Il Governo invita a scrivere e annuncia che aggiornerà presto la sezione con quesiti e risposte:

Più della metà dei cittadini (56%) scrive al presidente Monti per esprimere un sentimento di “gratitudine e fiducia” nel suo operato e con l’intento di formulare proposte per contribuire a risolvere la crisi e far ripartire la crescita. Il 44% delle mail chiedono soprattutto un maggiore sforzo al governo per ridurre i “costi della politica e della pubblica amministrazione” e una maggiore attenzione verso i giovani, il lavoro, la famiglia. A tutti questi cittadini il presidente Monti sta rispondendo personalmente ringraziandoli per il sostegno dato al governo.

Sarebbe bello realizzare una sorta di Wikicrazia se tutti gli italiani, almeno quelli connessi, inviassero una email (oppure un tweet, perchè no?) con ciò che pensano sull’operato di Monti ma soprattutto con domande, proposte, descrizione dei problemi che notano su stessi e sul Paese. Un gruppo ha già cominciato da qualche tempo con il progetto Wikitalia e chissà che il Governo non lo possa utilizzare, inglobare o realizzarne uno simile.

In un Paese però in cui pure la democrazia si regge a mala pena, mi sembrano ancora un po’ utupostiche dunque accontentiamoci di inviare una email a Monti (si si, non la leggerà Monti ma finirà in quelle statistiche) e tagghiamola come la nostra #montipen.

email

L’agenda del Paese fila

In fila per l’oro nero, la benzina: non per la pensione che non avranno mai, per una nuova inutile “social card” o una convocazione dal Centro Impiego per un posto di lavoro. E’ il risultato di un Paese rimasto fermo alla politica del boom del miracolo italiano che credeva che (incentivare) il trasporto in gomma fosse tutto, che ci avrebbe fatto crescere tra i paesi industrializzati e salvato definitivamente dalla povertà.

Se siamo in queste condizioni dopo un anno diventa anche difficile parlare e lavorare a nuove autostrade, quelle digitali, per farla davvero e farla in tutta Italia questa agenda digitale (a Bologna ci provano) che tanti proclamano e che pare sia finalmente vicina con Passera e Profumo che litigano su chi debba occuparsene e l’AGCOM che svegliata dal torpore ora chiede di fare presto.

Speriamo che il 2012 sia veramente l’anno in cui rimontiamo, io son stanco di criticare e dunque ho deciso che segnalerò buone pratiche e inzitive di valore. Tra tutte la presentazione che ha fatto oggi il Comune di Napoli dell’Incubatore Napoli Est (iniziativa iniziata e intrapresa da Mario Raffa durante il suo assessorato) con il Mese dell’Innovazione: l’intento è “incubare” 6 startup in quella zona. Seguirò da lontano come andrà.

La fine del monopolio SIAE?

Leggo una parte del decreto bozza sulle liberalizzazioni (numero 16) e mi pare (ma non sono esperto di diritto dunque correggetemi) che vi sia sancita la fine del monopolio SIAE:

L’attività di amministrazione e intermediazione dei diritti connessi al diritto d’autore di cui alla legge 22 aprile 1941, n.633, in qualunque forma attuata, è libera.

[UPDATE 21 Gennaio]

- Come non detto, mi ero illuso e mi sembrava strano che per una volta si toccasse la SIAE sarebbe scoppiato un putiferio. E invece si toccano quei “poveretti” dei fonografici, SFC/IMAIE.

Megaupload e Megavideo chiusi dall’FBI

72 minuti di silenzio. Megaupload, il 13 esimo sito più visitato al mondo, è stato oscurato insieme a Megavideo dall’FBI. I due siti sono down e irraggiungibili e sono stati chiusi: i capi di accusa di Kim Schmitz e di altri dirigenti sono diversi e tra tutti c’è il favoreggiamento dello scambio illegale di materiale protetto da copyright che avrebbe portato a danni per circa 500 milioni di dollari. La cifra sembra enorme?

D’altronde quanti hanno guardato un film in streaming o scaricato qualcosa? Ma non solo: i siti di Mega hanno (avevano) più di 100 milioni di utenti registrati, più di 45 milioni di visitatori unici al giorno e il 70% dei lavoratori delle aziende nell’indice Fortune 500 sono clienti di Megaupload ed hanno i file sui loro server.

Quasi un mese fa la RIAA aveva chiesto a Mastercard di bloccare i pagamenti su carta di credito. Beh, non mi sembra una strana concidenza proprio nel giorno successivo alla “mega” protesta anti-SOPA che si è avuta su Internet. Ce ne pensate?

[UPDATE, 20 Gennaio]

- L’FBI precisa il provvedimento. Mi pare una bella botta per tutti, per gli utenti (quelli ch si sono mossi nell’illegalità) ma anche per l’intero settore. Rapidshare sarà presto il prossimo?

Che mondo sarebbe senza Wikipedia?

Ieri c’è stato il blackout di Wikipedia e altri siti contro la legge SOPA e PIPA: in sostanza se passa la SOPA, ad esempio, scaricando una canzone di Michael Jackson in Usa potresti beccarti 5 anni di carcere; uno in più del medico che lo avrebbe ucciso.
Lo stesso Zuckerberg ha preso posizione ed ha espresso come la pensa Facebook.

Ai titolari dei diritti dei contenuti verrebbe dato un potere enorme che va probabilmente oltre i limiti del buon senso: questa legge coinvolgerebbe tra tutti anche l’enciclopedia collettiva Wikipedia che usa materiali rilasciati in CC-BY-SA ma che non potrebbe citare fonti e altri siti. Non voglio addentrarmi in un discorso molto lungo ma Peter Kim per farci capire la portata mi segnala una infografica del mondo senza Wikipedia.

Online World Blacked Out
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Caserta ai suoi rifiuti: Google e l’inquantificabile danno d’immagine


Vi scrivo da una città piena di rifiuti per strada a causa dello sciopero della società di raccolta dell’immondizia Caserta Ambiente e della politica che per anni ha fatto sperperi, una città dissestata economicamente ma anche socialmente. Una situazione che mi ha spinto a impegnare il mio tempo e qualche mia risorsa per fare nel mio piccolo qualcosa di buono con le Libere Conversazioni a Teatro, ad esempio.

Ed è una città che non ha in programma un futuro per la sua economia a partire da quella del turismo che da anni ha visto fare appelli a politica, beni culturali e istituzioni con i tanti tentativi associazioni di categoria e imprenditori. Il mio impegno a fare bene anche qui andrà nella direzione e ideazione di un progetto con la Provincia di Caserta che riguarderà quei musei che attualmente sono praticamente “invisibili” e che necessitano di uscire fuori ed entrare a far parte di itinerari e di proposte articolate e organizzate.

Tutto questo però è inutile se non si rema insieme, se la città non è vivibile. Vi ricordate la campagna Luigi Turista Caserta per rilanciare il turismo in provincia? Beh, se quel Luigi non è tornato più per le bellezze che ha cercato di raccontare (non si sa bene a chi ed a quanti) forse non è soltanto perchè ha scoperto la favolosa Terra di Lavoro ma anche perchè rimasto bloccato da quell’immondizia che l’auto di Google ha fotografato e catturato per le mappe di Google Maps qualche giorno fa.

La Reggia con attorno la monnezza ritratta dal collega e amico Fausto Napolitano di Qomu è lo specchio del fallimento di una classe dirigente, un buco, uno schiaffo d’impotenza dato alla cittadinanza, un giardino incantato in una valle di scheletri.
Qualcuno è in grado di calcolare il danno d’immagine dell’intera città mappata da Google piena zeppa di sacchetti d’immondizia? La campagna di marketing virale di Luigi ed il tanto sbandierato brand Réggià, che chissà quanto è costato, demoliti in tutto il mondo in poche ore e pochi scatti. Per sempre. Una reputazione del territorio (online ma non solo) distrutta e affondata che nessuno, neanche quelli che sono pagati per farlo, pensa a salvaguardare e curare.

Saranno le immagini ferme e non in movimento (perchè come dice il video solo “se corri non si vede”) a parlare per la popolazione e per quanti vivono, lottano e lavorano al meglio ogni giorno in questa regione. Ed è per questo che da cittadino residente nella provincia di Caserta ho scritto e chiesto a Google di non utilizzare e pubblicare le immagini catturate nel Gennaio del 2012 in questa email che ho inviato al Corporate Communications&Public Affairs Manager di Google Italia Alessio Cimmino.

Magari farò un favore a qualche consulente imbranato e assente o me lo farò nemico ma non mi importa, a me sta a cuore questa città più che prendere lavori e progetti, credo di dimostrarlo così e facendo Rete, ascoltando e collaborando con tutti quelli che hanno qualcosa da dire, che amano ancora e sinceramente questa terra.

Gentile Alessio,
questa è una mail alla quale tengo molto perchè riguarda la mia città, Caserta. E’ rivolta a te ma vorrei che la indirizzassi agli altri manager di Google Italia. Ti scrivo per le immagini che Google ha catturato nel mese di Gennaio 2012 (allego una foto) con la sua automobile nella città di Caserta. In qualità di cittadino di questa Provincia chiedo a Google di evitare qualsiasi forma di utilizzo e pubblicazione della mappatura di quei giorni in quanto la città era in preda ad una emergenza rifiuti causata dallo sciopero dell’azienda di raccolta Caserta Ambiente. Non sta a me giudicare la situazione di crisi.
Invito invece Google, se possibile, a ripassare per mappare la città, i suoi monumenti e i luoghi d’interesse in altri giorni, quando la città sarà ripulita dall’immondizia e dai roghi che sono nati in numerosi angoli del capoluogo di provincia.

La mia è una preghiera ed una richiesta accorata da parte di un cittadino che vuole scongiurare un nuovo disastro d’immagine, economico e sociale di una terra già martoriata e che ha un disperato bisogno di rinascere.

Allego una immagine della vostra automobile durante l’operazione di mappatura. Confido nel vostro buon senso, non vi chiedo di censurare i rifiuti come fossero volti umani ma di metterli da parte nel dimenticatoio. E’ giusto che i cittadini casertani, campani, italiani non debbano sentirsi in tutto il mondo offesi ed umiliati per l’ennesima volta.

Cordiali saluti, in fede
Dario Salvelli

Libere Conversazioni a Teatro

Scrivo meno perchè sono preso dal tanto lavoro e dall’organizzazione di Libere Conversazioni a Teatro: sabato 14 Gennaio alle ore 18 al Teatro Civico 14 di Caserta ci sarà la I Conversazione con il tema “Politica e camorra” e neanche a farlo apposta si parlerà di Nicola Cosentino con la presentazione del libro Il Casalese, Ascesa e tramonto di un leader politico di terra di lavoro.

Inoltre ci sarà Marco D’amore che leggerà in scena, il collettivo Latrones con le loro opere di impegno sociale sempre creative, dissacranti e minimali ed i prodotti di Facciamo un pacco alla camorra provenienti dai beni confiscati.
Tutto il programma è sul sito www.conversazioni.dariosalvelli.com. C’è un evento Facebook e l’ingresso ovviamente è libero, se sei in zona sei invitato ci sono anche amici come Francesco Piccinini e Ciro Pellegrino.

Quello di “Libere Conversazioni a Teatro” è un tentativo di creare nella mia città attraverso il teatro, la lettura, il cinema, la musica e soprattutto l’arte della semplicità e dell’ironia, una serie di dibattiti pubblici d’impegno civile e sociale che verranno registrati e pubblicati gratuitamente online. Vorrei stimolare il confronto e il rispetto delle opinioni altrui e delle proprie come raramente capita ad esempio in media quali la televisione: un altro obiettivo è far sì che la conversazione continui senza limiti di tempo e spazio producendo dalla Rete contenuti interessanti e sempre attuali.

Che ne dici, vieni a conversare?