I buoni e cattivi di Google

google map italy data removal requests

Dopo la sciocca decisione di rimuovere i video di Hitler su YouTube richiesta della casa di produzione del film dal quale era preso il frame, Google decide di pubblicare una mappa mondiale con il numero di richieste di rimozione dei contenuti dai risultati di ricerca o da YouTube e le richieste di informazioni sugli account degli utenti di Google ed altri prodotti durante tutto il 2009: per intenderci nella mappa i primi sono i “removal requests” mentre i secondi i “data requests”.

Google afferma che le statistiche non sono accurate al 100%. In entrambi i casi comunque l’Italia è messa “bene” in classifica e rientra tra i paesi con più richieste a Google. Certo che devono lavorare molto in censura e controllo quelli di Google Italia…

P.S. Dimenticavo proprio ieri il monito dei Garanti a Google per rispettare la privacy.

Il giornale rosso

repubblica vodafone

Mentre da oggi è online IlPost, il nuovo giornale diretto da Luca Sofri, Repubblica.it pubblica una nuova homepage.

Il layout è senz’altro più pulito rispetto a quello precedente, sembra quasi un tema di WordPress (ok, non bestemmio). Peccato però per quella terribile pubblicità di Vodafone in background con una risoluzione pazzesca e soprattutto per lo slide rosso che gira di continuo quasi a ricordarci che per certi versi siamo ancora fermi al 1999. Insomma un esempio in cui la pubblicità peggiora il contesto dei contenuti.

slide vodafone

XAuth: collegarsi a qualsiasi social network e sito come Facebook Connect

XAuth è stato lanciato ieri da Google, Yahoo, MySpace, Meebo ed altri per autenticarsi in qualsiasi social network con lo stesso account: per capirci è una specie di Facebook Connect o OpenID per le reti sociali.

La cosa strana è che collegandosi al sito sembra attivo sia utilizzando Google Chrome che Mozilla Firefox:

xauthchrome

A prima vista sembra più una soluzione commerciale per contrastare l’avanzata di Facebook e Twitter che la soluzione dei troppi account degli utenti che però si ritrovano sempre più solo su Facebook: trovo pericoloso che le aziende, sotto il rigoroso mantello di protettore assoluto della privacy, comincino a proporre tecnologie per “limitare” e regolare l’accesso degli utenti sui loro social network preferiti. Se così fosse sarebbe minacciata e minata la stessa neutralità della Rete della quale si parla sempre meno.

Non è che Google ha paura dell’avanzata di Facebook insieme agli altri concorrenti e provi qualsiasi strada per arrestarlo?

Via [ReadWriteWeb]

Google rivoluziona i browser e rimuove “http://” da Chrome

Sembra che dalle prossime versioni di Google Chrome non ci sarà più http:// nella barra degli indirizzi. Considerata la scarsa conoscenza dei browser degli italiani non è una bella notizia però è il segno che dal 1994 c’è stato un grosso cambiamento nel Web e la necessità di abbattere gli standard degli URLs.

Possibile che per gli utenti “http://”, “https://”, “ftp://” o ancora “mms://” e “rtsp://” ad esempio non vogliano dire nulla e siano solo delle sigle obsolete?

La morte degli hashtags di Twitter

Sitepoint segnala che alla recente conferenza per sviluppatori Chirp, Twitter ha annunciato l’aggiunta delle annotations nei tweet: in sostanza dopo aver terminato i 140 caratteri si avrà la possibilità di aggiungere delle note costituite da un metadato che potrà essere quindi una keyword o un valore.
La novità interessa sia gli sviluppatori che gli utenti: se da una parte si potranno aggiungere più informazioni dall’altra i tweet potranno essere più lunghi di 140 caratteri (dunque più complessi) e gli hashtags potrebbero cominciare a scomparire.