MUBI, lo Spotify per i film, non mi ha convinto

mubi homepage

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Ogni giorno viene presentato un film ed hai 30 giorni di tempo per guardarlo. Grazie al link fornito da Filippo mi sono iscritto alla prova gratuita di Mubi: se non conosci Netflix, Mubi è una sorta di cineteca o per farti capire ancora meglio, di Spotify per i film.

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NOAH: il cortometraggio ambientato sul Mac, con Internet e Facebook sempre aperti

Noah

NOAH è un cortometraggio presentato allo Short Cuts Canada ed è ambientato completamente sullo schermo di un computer: mostra la vita di un teenager alle prese con il suo Mac, sempre connesso e con la finestra di Facebook perennemente aperta. Tra gattini, YouPorn, Skype, Chatroulette, giochini, un concentrato di stereotipi e attività che forse possono sembrare banali – uno spot per Apple e altre company – ma che in fondo un po’ fanno riflettere.

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La Video Revolution 3.0 e la lotta per le visualizzazioni

youtube marketing

Una volta c’era la Social Media Revolution ma da qualche tempo – e non solo nel content marketing – si parla di Video Revolution e si producono sempre più spesso contenuti video e visuali. Basta guardare la spinta che piattaforme come Vine, Instagram, Pinterest e MixBit insieme al diffondersi delle smart-tv stanno dando a questi contenuti: si è passati dal microblogging al microshooting, dal pay-per-click al pay-per-gaze.

Ad alcuni questa rivoluzione fa paura, BBC ha addirittura rimosso un’inchiesta sul magico mondo di YouTube dal sito di video sharing.

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The Man who lived on his Bike

THE MAN WHO LIVED ON HIS BIKE from Guillaume Blanchet on Vimeo.

Guillaume Blanchet è noto per questo cortometraggio che ha dedicato a suo padre, amante delle due ruote. Il racconto dei suoi 382 giorni in bici nella città di Montreal ha vinto diversi premi.

E’ di qualche mese fa e forse per qualcuno sarà già OLD ma è più divertente e interessante guardare il making of. Ideale per prepararsi ad un momento di transizione tra l’estate e l’autunno come questo.

MAKING-OF / THE MAN WHO LIVED ON HIS BIKE from Guillaume Blanchet on Vimeo.

“L’Italia che gli italiani non conoscono”: la nuova campagna del ministero del Turismo

Avete visto la nuova campagna di comunicazione istituzionale per promuovere i viaggi interni e incentivare il turismo domestico realizzata dal Ministro per gli Affari Regionali il Turismo e lo Sport?

Si chiama “L’Italia che gli italiani non conoscono” e gli spot si possono vedere sopra dove li ho riassunti perchè i furboni del Governo rendono questi filmati, realizzati ovviamente a spese nostre, sempre più chiusi (com’è chiaro che sia tutti i diritti sono riservati ai rispettivi autori).

Al ministero del Turismo devono aver preso spunto da un servizio dell’Istituto Luce del 1964 per il nome della campagna lanciata nel mese d’agosto che a me suona un po’ come quel fascista “l’Italia agli italiani”. I 4 spot sono andati in onda in RAI fino al 16 agosto, ovviamente proprio in un periodo in cui tutti sono attaccati alla tv, no?

E questo solo perchè le ricerche dicono che i turisti decidono all’ultimo, con i lastminute, 15-30 giorni prima di partire. A nulla vale la considerazione che gli amici non si vedono più insieme per vedere e commentare le foto delle vacanze ma lo fanno sfogliando gli album di Facebook, inviandole via email o condividendole con Dropbox, guardandole in tempo reale su Instagram o su chissà quale applicazione di photo sharing.

Ovviamente il concept e l’idea è sempre frutto di quella geniale sezione denominata “Struttura di Missione per il rilancio dell’immagine dell’Italia” che si è già occupata del mitico Magic Italy; non a caso per ogni spot c’è il terribile logo del portalone Italia.it.

E la difesa del “made in Italy” con lo stupore del viaggiatore che crede di essere altrove ed invece si trova in Italia dovrebbe avere un minimo di creatività in più che un paesaggio da cartolina.
In autunno il Governo nel piano sviluppo dovrà discutere e proporre un Piano strategico per il turismo e se queste sono le premesse c’è da preoccuparsi: bisogna non solo investire (gli Usa investono 1 miliardo nel turismo, guarda la mappa) ma anche sforzarsi per creare una cabina di regia che proponga soluzioni davvero innovative.

Siamo tutti “inforgs”

Sight from Sight Systems on Vimeo.

Sight è un cortometraggio futuristico che mostra alcune delle tecnologie che già abbiamo ma che vanno ancora perfezionate. E tratta un concetto relativo a come la scienza e l’ict digitale hanno portato ad una trasformazione su come vediamo e comprendiamo la realtà riguardo noi stessi e gli altri superando una vecchia visione della fantascienza che ci vede asserviti o completamente inglobati dall’innovazione.

E’ la teoria di ciò che secondo il professore Luciano Floridi diventeremo tra qualche anno: non dei cyborg con la mera unione di artificiale e umano ma degli evoluti inforgs, “organismi informazionali interconnessi che condividono agenti biologici e artefatti ingegnerizzati in un ambiente globale costituito dalle informazioni, l’infosfera“.

Detto così è probabilmente un concetto complicato ma in sostanza rappresenta una delle conseguenze della rivoluzione dell’informazione.