Contare i morti, contare gli iniqui

La catastrofe come opportunità. In questi giorni ho visto in giro di tutto: lo sciacallaggio mediatico delle tv e dei siti web d’informazione, la sovraesposizione politica dell’attuale Governo che con quel compiacersi del proprio lavoro sembra fare continuamente campagna elettorale, famosi registi piombare nel luogo del dramma e pubblicizzare a manetta i propri girati, gente ignobile vendere carne o benzina a 5 euro al litro.

E’ stato proclamato per oggi il lutto nazionale ma quanti sono veramente i morti del terremoto in Abruzzo?
Se la notizia che i morti nel terremoto di Abruzzo sarebbero circa 1000 tra i quali molti clandestini che vivevano nel centro storico di l’Aquila dovesse essere vera nasconderlo sarebbe di una gravità assoluta. Perchè saltano fuori solo ora le magagne sulle gare d’appalto dell’Ospedale? Dov’è lo Stato quando deve vigilare sul bene pubblico?

Nei prossimi giorni avremo cifre più sicure sugli invisibili e sulle loro identità: se qualcuno di voi ha modo di verificare sul posto quanto detto può scrivermi via email o nei commenti.

[UPDATE]

– Sembra che alla Protezione Civile sappiano che la stima dei morti è più ampia e che gli affitti erano dati a clandestini. Vediamo come si evolve la cosa nelle prossime ore.

Gli exit polls della Chiesa

Leonardo Sciascia vedrebbe nel titolo di questo post una allegorìa tra le panchine delle chiesette (se vuoi i banchi del Concilio del Vaticano) e quelli del nostro Parlamento. Sarebbe una visione neppure tanto lontana dalla realtà.
Si dice sempre “ai miei tempi” facendo seguire questa affermazione con un aneddoto, un ricordo, un rimbrotto. Prima che la vita mi convertisse all’agnosticismo, quando ero più piccolo, scalate dunque 10-15 anni da oggi, la Domenica delle Palme era un momento di gioia nei quali rami di ulivi invadevano le città (spesso tristemente anche le loro strade) e le case, vivendo per mesi vicino al calendario, ad una rubrica o al camino ormai spento.
Comunque occasioni come le feste religiose o, ancora meglio, la messa domenicale, servivano – tra un chiacchiericcio e l’altro di anziane capére – a ritrovare vecchi amici e storie ormai passate, diventavano lo specchio dell’andamento della società e delle sue relazioni ed attività.
Indipendentemente dalle convinzioni religiose, questo contatto fisico era indispensabile tanto da esser stato nella storia dell’Italia importante perchè ha “unito” inequivocabilmente strati diversi della società italiana.

Entravi in Chiesa e ti collegavi con la community della tua città, era come accendere il modem ed aprire il browser: ogni saluto (il link), seguito da un cenno, garbato o meno, rivelava insieme a qualche parola (la pagina Web) biascicata sottovoce (perchè una verità sussurrata è semplicemente più comoda) lo “status” (proprio quello che oggi si diffonde con Facebook e Twitter) di quella persona. Ho scoperto che tutto questo oggi colpisce una comunità meno larga ed estremamente omogenea, chè non ci sono più abbastanza rami in giro per la città. Sono passato prima fuori la Chiesa a me più vicina ed ho notato che c’erano poche auto.
Eppure siamo una nazione dove in una cittadina ci sono più chiese che scuole: secondo te il prete, prima della cerimonia, fa dei sondaggi sugli eventuali presenti o si limita a fare gli exit polls delle donazioni?

Forse sono entrato in un’altra Rete, quella di Internet e dei miei amici non mi consente di scoprire quei nodi che l’interazione religiosa e la chiesa erano in grado di creare. Ed ai quali ci siamo collegati almeno una volta. Non è più un Paese per catechisti.

Cheese!

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Diplomazia: tra i mancati applausi di qualche anno fa e l’immagine sorridente del G20 ne è passata di acqua. Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sul coraggio di Barack Obama sono convinto che questa foto li spazzerà via in un solo istante.

Via [Repubblica]

P.S. Per i più curiosi: pollice a parte almeno stavolta Berlusconi è riuscito a non fare le corna.

[UPDATE]

– Come non detto, mi ero illuso. Berlusconi urla “Mr. Obama” e la Regina lo riprende:

Write Like an Egyptian

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Dario, chiaro nome di origine Persiana, vorrebbe significare “colui che porta il bene”. Quando ho visto questo link non ho potuto non fare “Write Like an Egyptian“: fossi stato egiziano avrei dovuto scrivere il mio nome come sopra. Questi simboli sono di certo più divertenti dei grafi orientali.

Ed il tuo nome, è più “complicato” del mio?

Piccole novità nella ricerca di Google

Google ha annunciato sul suo blog due novità nei risultati di ricerca: il miglioramento dei “related search“, termini correlati presenti in fondo alla pagina della ricerca che hai fatto su Google. L’algoritmo riesce a coprire circa 37 lingue: ad esempio se provi a cercare casa, Google restituisce come termini “immobiliare”, “eurekasa”:

related-search-casa

In questo modo anche chi fa campagne pubblicitarie e si occupa della SEO può comprendere come si comporta il sistema di Google e focalizzarsi su alcune keywords. Per gli utenti può essere interessante navigare tra informazioni simili a caccia della pertinenza giusta.

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IBM compra SUN: anche il PC è in crisi?

Sembra che IMB stia per comprare SUN Microsystems che ha perso nell’ultimo quarto circa 209 milioni di dollari. Pare che un accordo simile venga digerito anche dall’anti-trust: evidentemente in tempi come questi ciò che conta più di ogni interesse è quello di risalire la china mediante l’unione di più forze.
Per IMB sarebbe un passo importante poichè un terzo dei suoi profitti proviene dalla vendita di hardware: anche il mercato dei PC è in grosse difficoltà?