Inventarsi un lavoro a dispetto della crisi

Il Corriere del Mezzogiorno ha un video interessante su di uno spazzino privato di Napoli: Claudio è un signore che si occupa di tenere pulita una piazza di Napoli spazzando tutti i giorni. Per lui è diventato nel tempo un vero e proprio lavoro tanto da essere pagato dai residenti della zona invece che dal comune.

Restando nella legalità è ormai necessario inventarsi un lavoro (non solo in tempi di crisi economica) e Napoli ha la creatività giusta per farlo.

Toglietemi tutto ma non il mio kernel

Ne avevamo già parlato ma ora sembra sia più vicino all’ufficialità:

Dopo l’annuncio di Microsoft, che commercializzerà in Europa il sistema operativo Windows 7 senza Internet Explorer, il browser della casa, è arrivata una presa di posizione della Commissione Ue. La quale ha ricordato che è ancora in corso la sua ricognizione sul comportamento della multinazionale del software e che in caso fosse riconosciuta ufficialmente la lesione della concorrenza non sarebbe sufficiente non dotare il sistema operativo di alcun navigatore web, bensì occorrerebbe che Microsoft offrisse diverse alternative concrete, come i browser “alieni” Safari, Firefox, Chrome e Opera.

Via [Repubblica]

Imparare dalla Lega Nord

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Giuro che la smetto qui, non parlerò più di politica sul blog fino al referendum ed oltre.

Si dice che la Lega Nord ha successo perchè intercetta il voto di protesta: certo, senz’altro è vero ma da quelle parti hanno anche imparato a vincere (convincere invece è un passo più arduo per certe politiche estremiste) dimostrando di avere quell’astuzia politica che manca a molti candidati.
Forse quelli del PD (tutti ex del Pci e della democrazia cristiana che ora pensano ad allearsi con chiunque pur di vincere, dall’UDC ai Radicali) e della frammentatissima sinistra italiana dovrebbero prendere qualche appunto e segnarsi la storia di Sandy Cane, appena eletta e diventata il primo sindaco donna di colore in Italia nelle liste della Lega Nord.
Si, avete capito bene: quella dove navigano Borghezio, Calderoli e Bossi.

Chi non vota stronzo è!

Ogni volta che non riesco ad andare a votare provo un senso d’amarezza forte, perchè vorrei sostenere (o illudermi di farlo) questa democrazia. Sono tra quei furbi astensionisti di cui parla Vittorio Zucconi:

Ancora una volta il sicuro e indiscutibile sconfitto delle elezioni è il PdA, il Partito degli Astensionisti. Nonostante il grande numero dei voti non dati e la maggioranza assoluta raggiunta in vari collegi, non manda un solo deputato a Strasburgo, un solo sindaco in Comune, un solo assessore alle Province. E i furbi aderenti al PdA saranno, essendo appunto loro molto furbi, come sempre governati dai fessi che hanno votato perchè ci si può astenere dal voto, ma nonsi può astenersi dal subire le leggi che i vincitori scrivono.

Il ragionamento di Zucconi non fa una grinza tranne che per la chiosa finale: ad ogni elezione italiana mi è sempre più difficile valutare il concetto di “vincitore” perchè conoscendo certe dinamiche della politica, dal momento in cui raccolgono quei voti diventano dei vinti, cominciano a correre verso poltrone distanziandosi dalla gente. Come quando viene affittato un locale giusto per fare la campagna elettorale per quel mese, dopo è come se non fosse mai successo nulla, scompaiono sogni, speranze, promesse, programmi elettorali.
E’ fin troppo facile finire nel qualuinquismo e nel grillismo con l’unico risultato che i politici fanno tutti schifo: la realtà evidente invece è che la maggior parte della classe politica italiana (non solo quella giovane) negli ultimi 20 anni ha avuto dei cattivi maestri nei propri partiti, nessun alto esempio dal quale prendere etica, valori, forza delle idee.
E’ sempre più difficile scegliere tra il fango delle clientele e personaggi dal curriculum improponibile ed io, astensionista da almeno 3 anni, invidio chi riesce ed ha il coraggio di farlo.
Perchè anche chi è veramente anarchico in questo Paese (e non necessariamente getta bombe o accende le sedi dei partiti) viene ormai etichettato come un radical chic. Ed alla fine, tra l’atteggiamento grottesco del centrodestra e quello del centrosinistra che non sa neanche dove andrà a sedersi in Europa (e per questioni di numero, non tanto per il programma politico o le convinzioni), quelli del PdA finiscono per far la parte degli stronzi.