Archivi categoria: Varie

Miopìa

linus-occhiali

Del perchè a volte preferisco tenermi i miei occchialoni neri ed altre toglierli.

Via [solidair]

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G8

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Meglio riderci sopra, chè quei poveretti degli abruzzesi devono coinciliare lo strazio ed i disagi delle tendopoli con i controlli dei servizi segreti ed i preparativi a “festa” corredati da improbabili dirette televisive che ricordano altri tempi, quando le grandi dive andavano a “tirare” su il morale della truppa.

Via [Corriere]

Mr. Berlusconi si dimetta, mi consenta

D’altronde fossi Berlusconi perchè dovrei dimettermi? Darei ragione ai comunisti che mi contestano e biasimano, per non parlare dell’opposizione antiberlusconiana che da anni fa finta di darmi addosso solo per strappare voti e consensi. Sono così e non cambio.
Forse a Londra non conoscono benissimo gli Italiani e lo stesso Berlusconi:

“Gli ultimi giorni della corte di re Silvio” s’intitola il paginone dell’Independent di oggi. E il Times ricostruisce su due pagine la vicenda con un grafico della “ragnatela di connessioni nel mondo di Silvio”, ipotizzando che le pressioni per costringere il premier a dimettersi continueranno e indicando nel governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, un possibile primo ministro ad interim che ne prenda il posto.

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AdSense for Mobile Applications: gli annunci di Google sbarcheranno presto sui cellulari

E’ ufficiale: dopo la pubblicità nei feed RSS presto vedremo anche gli annunci pubblicitari AdSense di Google comparire nelle applicazioni mobili.
Google ha lanciato in Beta il programma AdSense for Mobile Applications al quale possono partecipare per ora solo pochi sviluppatori che soddisfano questi requisiti:

Min 100K daily pageviews
Free apps only
Android or iPhone app
Ready to implement now, live within 4 weeks
Participation for at least 3 months

Il primo scoglio è abbastanza duro ma se qualche italiano ha la capacità e l’intenzione di usare AdSense for Mobile App mi scriva, sono curioso di conoscere come andrà questa sperimentazione.

Blogging isn’t easy

Charles Arthur del Guardian scrive un pezzo dal titolo “The long tail of blogging is dying” dove più che seguire il solito tormentone del “i blog sono morti” fa alcune considerazioni senz’altro condivisibili anche se eccessivamente legate al rapporto tra un giornale ed i suoi lettori.
Quanti al mondo d’oggi inviano al giornale una lettera cartacea e quanti altri ancora utilizzano l’email o il proprio blog personale inviando un trackback? Quanti ancora conoscono i tackback?
Se a spammare con un “splogs” non ci vuole nulla ed invece scrivere un blog diventa sempre più difficile (forse perchè ce ne sono molti o le persone sono diventate più esigenti), non è un paradosso affermare che la coda lunga dei blog – aggiungerei – “amatoriali” sta lentamente morendo?

Arthur dimentica che il target di chi legge i blog su Internet è abbastanza diverso dal consumatore tradizionale che si avvicina alla carta stampata ed alla sua “versione” online, cioè siamo di fronte a due tipi di lettori diversi, uno più attivo e critico (il cui spirito d’opinione può ), l’altro probabilmente più passivo, distratto ed infine cinico, preso dall’overload di informazione e da una stretta selezione, quasi sia troppo impegnato a scegliere nel supermercato delle news.

NetNewsWire, my RSS feed reader, has nearly 500 feeds. When one of them hasn’t been updated for 60 days, it turns brown, like a plant dying for lack of water. More and more of the feeds I follow are turning brown. Why? Because blogging isn’t easy. More precisely, other things are easier – and it’s to easier things that people are turning. Facebook’s success is built on the ease of doing everything in one place. (Search tools can’t index it to see who’s talking about what, which may be a benefit or a failing.) Twitter offers instant content and reaction. Writing a blog post is a lot harder than posting a status update, putting a funny link on someone’s Wall, or tweeting.

Brasile-Italia

Dalle convocazioni di Marcello Lippi mi sarei aspettato una scelta diversa, più coraggiosa e meno attratta dal business: portare ad una coppa internazionale (chè conta fino ad un certo punto) di fine stagione molti giocatori logori non serve, in fin dei conti il gruppo di chi ha vinto il mondiale c’è già ed è solido, bisognava solo costruirne uno nuovo.
Non vinciamo contro i verdeoro dai mondiali del 1982. Non sono pessimista di natura, non porto mai sfiga nè voglio fasciarmi la testa prima che si rompa ma nello scontro della Confederation Cup 2009 di stasera tra Brasile ed Italia è più facile prevedere una brutta sconfitta ai danni degli azzurri. Non è solo una questione d’età (com’è il confronto tra la media dell’Italia e quella del Brasile?) ma di tecnica e velocità, due caratteristiche che l’Italia non ha sfoderato in questo torneo.

Per quanto possa essere utile cercherò di fare un liveblogging dall’inizio della partita scrivendo le mie impressioni, noi italiani siamo tutti mister. Ci vediamo alle 20e30.
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Cose da sapere su questo Referendum

Visto che nessuno ha fatto campagna elettorale ed ha specificato che chi vota alle amministrative ha il diritto a non partecipare al voto del referendum (e lo deve dichiarare prima di entrare in cabina) su Referendum Elettorale c’è tutto quello di cui abbiamo bisogno prima di andare a votare questo referendum sulla legge elettorale.