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Tutto ciò che riguarda il mondo della politica e dei politici

Votare il cognome sbagliato

Vorrei sapè perchè la Moratti porta er cognome del marito quanno è separata, c’ha un fijo che è matto, che va cercando la Moratti? Se mettesse er nome suo da ragazza datosi che concorre invece del nome dei Moratti“. Dal minuto 1:52 una delle verità di Annarella che invita anche ad andare a votare al referendum: buon ballottaggio a tutti.

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Referendum su acqua e nucleare: gli appelli

Questi sono solo alcuni dei video che stanno circolando in attesa della sentenza della Cassazione. Si spera siano abbastanza ma qualcuno ha capito che è fondamentale che circoli la voce sul Referendum per andare a votare e che si voti 4 volte SI per non fare danni. In Sardegna il nucleare è stato già bocciato dal 97% dei sardi.

Se ti trovi fuori sede puoi votare lo stesso al referendum in un seggio diverso da quello di appartenenza: ti fai nominare come rappresentante di lista attraverso una delega e non devi restare tutta la giornata, si può anche votare e andare via.

E’ un diritto e il Presidente del seggio non può negarlo. Andiamo a votare e poi tutti al mare.

I dolori del giovane Giovanhardi

A Napoli ci sono i “gay, i trans e i femminielli”: Klaus Davi che parla della “lobby dei femminielli” che non favorirebbe le nascite fa venire i brividi, tira quasi le parole di bocca a Giovanardi. Questo caso di Trashpolitique, facile facile e molto triste, riguarda il giovane Giovanhardi e la sua terribile chiacchierata con Davi che termina con un “sono dei bastardi”.

Preferiamo ricordare Giovanhardi così:

Spero vivamente che Napoli venga governata da femminielli, gay, trans ed etero tutti insieme ma MAI da omofobi.

Quella Italian Revolution fatta dagli spagnoli

Se per alcuni siamo già al dopo Facebook allora c’è da chiedersi com’è nata la spanishrevolution partita dagli studenti in Piazza il 15 Maggio. Si è sviluppata attraverso i social network ma senza un forte senso comune e condiviso di malcontento non sarebbe mai nata: la spinta fondamentale è stata la voglia di scendere nella piazza reale usando anche il virtuale per ribaltare la propria condizione sociale.

In queste ore molti media italiani (e anche spagnoli) hanno parlato della Italian Revolution come virus che si sta diffodendo anche in Italia: è una rivoluzione che non c’è e non esiste (per lo meno non ancora) ma che è partita dalla pagina Facebook Italian Revolution gestita da un gruppo di spagnoli (insieme agli Anonymous Italiani) che vivono in Italia quale movimento di solidarietà e vicinanza alla loro patria.

L’hashtag #italianrevolution è al primo posto dei trending in Italia ma non so quanto durerà perchè non ha nulla a che vedere con l’attuale Italia che forse si sta risvegliando solo ora ed a fatica dopo 17 anni di berlusconismo. Non c’è un manifesto come quello spagnolo dunque non ci sono i semi per fare una rivoluzione che non è un gioco per radical chic, intellettuali sgangherati o studenti perdigiorno.

Eppure ci sono già appuntamenti con orari e luoghi in diverse piazze italiane (molti eventi di Facebook sono sulla pagina di Italian Revolution) dunque vediamo che succede, quanti saranno gli spagnoli, gli italiani e perchè scenderanno in piazza:

ROMA – Piazza di Spagna – 20 maggio h 20.00
BOLOGNA – Piazza del Nettuno – 20 maggio h 20.00.
TORINO – Piazza Castello – 20 maggio H 20.00.
MILANO – Piazza Duomo – 20 maggio h 19.30.
FIRENZE – Piazza Santa Croce – 19 maggio h 20.00.
PADOVA – Prato della Valle – 20 maggio h 20.00.
PISA – Piazza Garibaldi – 20 maggio h 19.30
BARI – Piazza Ferrarese – 20 maggio h 20.00
PALERMO – Teatro Massimo – 20 maggio h 20.00

Vi invito se siete in queste zone a twittare usando #italianrevolution. C’è anche questa pagina Facebook e il twitter di italiarevol che raccoglie un po’ di italiani e cerca di costruire un manifesto per l’Italia inviando contributi via mail a italiarevol@gmail.com.

Gli italiani hanno sempre bisogno di un Giuseppe Garibaldi che arrivi da un altro mondo per aiutarli a sconquassare quel muro d’indifferenza, staticità e non appartenenza che spesso li pervade.

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10 anni di contratto con gli italiani

Oggi sono 10 anni dalla firma del contratto con gli italiani che Silvio Berlusconi firmò in diretta tv. Quell’1 milione e mezzo di nuovi posti di lavoro resta ancora una chimera e sono passati quei 4-5 anni e la candidatura di Berlusconi è stata ripresentata anzi l’imprenditore più famoso d’Italia ha avuto tutto il tempo possibile per governare.

Mi viene il dubbio che Berlusconi non rispetti i contratti che firma con le sue aziende o che si fermi a metà: in quell’elenco di cose da fare e di promesse quante ne ha realizzate? Leggere del poliziotto di quartiere dopo l’invenzione delle ronde, l’uso dell’esercito ovunque e i tagli a molti corpi dello Stato a posteriori sembra molto triste.

E però quando si stipula un contratto bisogna essere in due: cos’hanno fatto e dov’erano e dove sono ora gli italiani? Troppo servi della politica, troppo piegati al comodo pensare che alla fine ci pensa chi governa a sistemare i mali di questo Paese e mettere tutto in ordine. Non è così e non sarà mai così: ce ne siamo convinti o abbiamo bisogno di altri contratti da firmare per continuare a sperare?

[UPDATE]

- A conferma di quanto dicevo basti questo articolo sulla chiusura del commissariato online.