Category Archives: Politica

Tutto ciò che riguarda il mondo della politica e dei politici

Il latino si è fermato a Pontida

Non ho studiato il latino a scuola perchè ho una estrazione tecnica ma certe espressioni le ho studiate e lette sui libri. La politica italiana sta vivendo un momento di ilarità assoluta tanto che chi fa satira non ha più un lavoro. E’ anche per questo motivo che Trashpolitique dovrebbe essere affollatissima: ogni giorno infatti c’è almeno un video di un politicio che fa sbellicare dalle risate i primi minuti, poi dopo pensandoci ti viene da piangere. Come Berlusconi che telefona ad una sala vuota per dire.

Il disagio della politica non è accompagnato da quello dei politici che sono allo stesso livello di chi canta “Nichi è una di noi“.
Non si parla mai di politica estera, di ciò che succede fuori dal Po: anche gli antichi romani con il loro latino erano in grado di guardare fuori dal proprio naso. D’altronde è più facile contendersi ministeri, giocare alla secessione muovendo guerre di conquista. I romani erano bravi anche in questo ma per lo meno hanno saputo conquistare il mondo antico.

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Brunetta scappa dai precari e li definisce “l’Italia peggiore”

In queste ore sta circolando questo video dove Brunetta scappa a gambe levate in seguito alle pacifiche domande dei precari della pubblica amministrazione e li definisce “siete la peggiore Italia“. Non so se questo filmato sia passato sui TG ma su Facebook sta circolando un evento in cui si chiedono le dimissioni di Brunetta: se la Rete contasse qualcosa questa “ipotesi di scintilla” come la chiama Enrico Sola dovrebbe trasformarsi in un incendio che coinvolgerebbe il ministro e quindi di conseguenza anche il Governo.

[UPDATE, 16 Giugno, 11:00]

– Ed ecco infatti subito pronta la marcia indietro. Ora ho dubbi su chi sia il miglior paraculo degli ultimi 150 anni.

Luigi Cesaro detto “Giggino ‘a purpetta” e il cambiamento di Napoli

Luigi Cesaro è il Trapattoni dei politici: a Napoli i giornalisti trattengono le risate e sperano che ne tiri fuori una delle sue perchè i video dei suoi strafalcioni sono noti da tempo. Basta cercarlo su YouTube. Eppure è laureato, è del 1952 e non si può neanche considerare tra i politici della I Repubblica. Non so e non mi spiego come sia diventato Presidente della Provincia di Napoli: più semplicemente non voglio indagare, ricordare.

Penso però a quel poverino che gli scrive i discorsi e fa da ghost-writer, chiuso nella sua solitudine probabilmente vorrebbe davvero essere un fantasma e scomparire davanti agli occhi e alle orecchie di tutti:

Di fianco a lui c’è un nebuloso De Magistris quasi a simboleggiare il passato da una parte e il futuro dall’altra: nel mezzo c’è quel presente fatto di alcuni napoletani che ripuliscono la propria città, cittadini governati proprio da quel Cesaro che l’Espresso definì il boss dei rifiuti.
Il problema è proprio questo: Napoli riuscirà a salvarsi, cambiare e crescere solo se lo farà insieme al suo vasto hinterland. Nessuno dovrà remare contro: da una parte il comune di Napoli, dall’altra la Provincia e la Regione. De Magistris dovrà lavorare e cooperare con Cesaro e Caldoro, non sarà per niente facile.

Se c’è una cosa che ho imparato dalla pubblica amministrazione qui al Sud è che spesso gli enti lottano tra di loro in guerre armate e capitanate dai dirigenti che spesso hanno più potere dei politici. E quando è peggio non entrano neanche in guerra ma si snobbano in una indifferenza che porta solo guai e mal governo.

Internet e il vento del cambiamento

Tratto da Il Vernacoliere

Il mancato suicidio di Mastella, i comunisti ad Arcore dietrocasa, Bossi che non ce l’ha più duro, nessun ipotesi di brogli, Berlusconi e direttori dei TG Rai indagati per abuso d’ufficio, Pavia e Mantova al PD, Trieste rossa. Non so se questa è davvero la Italian Revolution che alcuni ragazzi da giorni stanno cercando di fare e metter in atto ma si tratta di segnali di un vento del malcontento per alcuni, di Primavera per altri, di normali corsi e ricorsi per i pessimisti. La rivoluzione non è partita da un tweet della Moratti (se non irriverenti battute, meme e parodie) o da un messaggio su Facebook di Pisapia o De Magistris.

Attendo di guardare le Mappe Elettorali definitive per le amministrative 2011: forse ci accorgeremo che Internet e i social network questa volta non c’entrano, che ai quartieri spagnoli di Napoli il De Magistris ha quasi doppiato Lettieri e magari, senza inseguire facili stereotipi, in quella case la Rete non viene usata in maniera frequente o per informarsi. Sarebbe bello che qualcuno mi smentisse ma forse è ancora presto ed ingiusto dare ad Internet più che al popolo il ruolo di paladino della democrazia e della libertà oltre che quello di sentinella sociale.

Chi ha vinto ha il dovere di ben governare ma non sarà facile: le pretese sono alte perchè tutti si aspettano un cambiamento che sarà lungo e progressivo. L’Italia non è cambiata oggi, ci vorranno tanti altri giorni come questo. E’ necessaria una sterzata che non sia solo politica ma di contenuti e buona politica del territorio. E la parte sana non deve illudersi ma partecipare più di prima cominciando dal prossimo referendum.