10 consigli per salvare la reputazione di un politico online gratis

Misurare la reputazione delle aziende e quella di un politico (specie se c’è qualcuno che cerca di rovinarla) ha senso se non si supera il limite della decenza, della dignità e del raziocinìo o se si prova a manometterla. Come accade per le aziende valori come Fiducia e Onestà vengono subito dopo le idee e le competenze nei metri di giudizio e preferenza dei cittadini.

Leggo da Gilioli una delle cose assolutamente da evitare nella comunicazione politica: ripulire la reputazione di un politico facendo pura disinformazione, una strategia che entra di diritto nella mia rubrica Trashpolitique.


Ripulisco la reputazione dei politici su internet, cioè faccio sparire dai motori di ricerca le notizie negative sul loro conto. Ci sono politici disposti a pagare sino a 10 mila euro per questo.

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Pausa vacanza

Secondo me abolire la legge elettorale, il Porcellum, è cosa buona e giusta così come eliminare gli sprechi delle Province: bisognerà vedere però quali saranno le proposte di legge popolare che Di Pietro e Grillo porteranno avanti. Ne riparleremo a fine agosto: questo blog per ora va in vacanza per una settimana circa ma è possibile seguirmi su Facebook e Twitter dove qualcosa pubblicherò (immagino foto). Contrariamente a quanto fanno i nostri politici (buone vacanze stronzi!) le mie vacanze durano meno perchè non so stare senza fare niente.

Per qualsiasi cosa scrivimi a: info chiocciola dariosalvelli.com

Gli Interessi del Conflitto

Berlusconi dice: “Ho tre aziende in Borsa”.
Bersani risponde: “Siamo disposti a fare un passo avanti noi se fate un passo indietro voi altri”.
Casini: “Facciamo un Governo Istituzionale”.
Di Pietro: “Si dimetta, caro Silvio”.

E’ così facile riassumere le giornate dei lavori Parlamentari che secondo me è il mestiere più noioso del mondo. In Italia il problema è sempre quello: la ricerca del modo e del tempo giusto per continuare a scaldare la sedia.
Al piagnisteo del povero ricco affondato dalla Borsa, all’anagrafe signor Silvio Berlusconi, qualsiasi italiano, soprattutto quel giovane su tre che non lavora, risponderebbe con il mitico pernacchio di Alberto Sordi ne “I Vitelloni”.

Il problema per chi è al potere e fa mala politica è sempre quello di tenere lontani i propri interessi dal conflitto anche quando questo è grande come il debito pubblico del nostro Paese o il numero degli abitanti in Italia. Ma tanto gli italiani sono al mare ed agosto, come ha detto qualcuno in Parlamento (mi pare fosse Bocchino), questo è il mese sbagliato per darsi da fare e magari dimettersi. Chissà come mai ma è sempre il mese e il tempo sbagliato per fare qualcosa di buono…
E’ questa la triste cartolina che arriva ai mercati di tutto il mondo e sulle tv accese dei lungomare della penisola.

Da Tina Anselmi a Mara Carfagna

Torno a parlare di ministri. Nel 1976, ormai circa 35 anni fa, Tina Anselmi diventava il primo ministro donna nella storia della nostra Repubblica con il dicastero sul Lavoro. Il premier era Giulio Andreotti già al suo terzo Governo.

Il raffronto con molti degli attuali ed ultimi ministri donne (ma anche uomini, sia chiaro) è davvero impietoso, segno che abbiamo percorso la strada sbagliata. L’Italia rispetto ad altre nazioni ha una lunga storia ma questa tradizione sta diventando una croce più che una delizia perchè, voltando le spalle e allungando lo sguardo, sembra che non abbiamo imparato veramente nulla dal nostro passato.

Il Ministro più contestato degli ultimi 150 anni

Come per Sgarbi o altri personaggi quando leggo dei titoli come “il ministro Brunetta contestato” ormai non apro neanche più il relativo link che porta sempre a un filmato sgradevole (peggio dei politici sono poi quei giornalisti che ridono, deridono o asserviscono l’una o l’altra parte). Invito chi è più esperto ed ha memoria di me come Alessandro Gilioli a stilare una classifica dei Ministri della Repubblica più contestati e odiati in pubblico.

Soldi, soldi, solo soldi: chi se ne frega della democrazia?

Una parola sola: soldi. Non importa neanche più tanto di chi siano, a chi vadano, da dove vengano. D’altronde non mi stupisce: tra i post più letti di questo blog c’è quello sugli stipendi della Pubblica Amministrazione.
Da SpiderTruman, il fantomatico precario che dopo ben 14 anni di lavoro ha deciso di svelare i Segreti di Montecitorio a Formigoni (alias George Clooney) che in diretta tv dal suo yacht parla della manovra, dei tagli.

La democrazia ed il merito si comprano con i soldi? Il lavoro lo si acquista al supermercato? Lavorare 15 ore alla settimana come fanno i deputati non è un delitto più che calcolare fino all’ultimo centesimo quanto guadagnano? Lotta agli sprechi, si, sacrosanta lotta. Ma lotta anche a questo modo pruriginoso di vivere e guardare qualsiasi cosa ci passi sotto il naso con gli occhi di zio Paperone: se non ci fossero gli altri, quelli che pensano sempre e solo al denaro perchè “si lavora e s’avanza per la fica e per la panza“, i soldi non conterebbero proprio nulla. La bella vita dei poveracci.