Il Saviano tour

Sto seguendo da lontano le tappe del tour di Roberto Saviano nelle librerie Feltrinelli d’Italia dove presenta l’ultimo libro “Vieni via con me“. Due considerazioni: la prima che parte anche dalla mia esperienza personale è l’evidente superiore professionalità di Feltrinelli rispetto a Mondadori nel lavorare online. Può sembrare facile lavorare con e per Saviano – un personaggio così noto e popolare – ma non è così.

La seconda riguarda il pubblico di persone che ogni sera va in libreria ad ascoltare Saviano sfidando la sera tarda, la pioggia e il freddo, la calca della fila per ottenere una stretta di mano ed una firma. Perchè questi italiani hanno tanta voglia di conoscere Saviano, sapere cosa dice? E’ tutto merito del fascino garibaldino e partigiano di Saviano o dietro si nasconde una voglia di cambiamento? Leggere, informarsi, fare introspezione.
Leggeranno veramente “Vieni via con me” partecipando con il loro elenco personale oppure seguiranno il mito come dei fan sordi di uno stonato cantante rock che sono lì solo per subire mezz’ora di concerto? E’ plausibile pensare che Saviano porti un target di popolazione che non entra mai in libreria e che questo faccia bene alla cultura, agli scrittori, alla gente, alla lotta contro l’analfabetismo?

E’ sempre stato di moda accusare o santificare gli scrittori, Saviano non è il primo e non sarà l’ultimo, è facile cadere in questo tranello. Io non credo che gli italiani siano poi così stupidi e boccaloni mentre penso invece che Saviano stia facendo comunque del bene alla scrittura, che stia coltivando nuovi lettori che servono come il pane dopo questi 150 anni di libri italiani.

Siete mai andati ad una riunione di condominio? Pensate alla inutile festa di domani, a quante liti condominiali ci sono ogni giorno e all’indifferenza che circola. Bisognerebbe interessarsi alle persone, ascoltare il loro mondo interno, conversare senza incazzarsi. Ed è per questo che mi piace tanto la radio, Internet ed il teatro, sono dei mezzi esplosivi, democratici e profondi per aggregare e comprendere le persone. Se ti sembra un discorso catto-comunista allora ho centrato il problema.

Se siete dei giornalisti prendete una videocamera e intervistate quelle donne e quegli uomini che sono in fila con un libro in mano, fregatevene della rockstar.

Foto: Carmine Flamminio

Nuova grafica del blog

Da WordPress.org ad Aruba e poi scappando in altri hosting per finire oggi su Mediatemple. Dopo quasi 5 anni di attività la grafica di questo blog cambia, lo avevo annunciato già troppo tempo fa: c’è ancora molto da sistemare e probabilmente nei prossimi mesi rivoluzionerò ancora ma intanto mi ero stufato di quel layout anonimo. Spero che questo sia se non altro più funzionale. Continue reading “Nuova grafica del blog”

Ventisette: nè carne nè pesce

Ho riscoperto questo pezzo di Renato Zero durante “Nuha o vite di scarto“, uno studio teatrale di Anna Redi. Il pezzo non è niente male e non è per nulla triste, almeno per me.

Ventisette è un numero strano, non sa nè di carne nè di pesce tanto che mi era venuto in mente di fare un post decalogo di quello che ho capito in questi anni e ciò che devo ancora comprendere. Mi è passata la voglia, anche di fare bilanci.
Per vincere il tempo che sfugge in fondo c’è un solo modo ed è quello di vivere.
Ho passato parte della mattinata a rispondere ai messaggi d’auguri su Facebook, via cell, email (per fortuna non c’è stato quasi nessun thread su Friendfeed!) dunque per oggi stacco tutto. Ringrazio gli amici che mi hanno fatto gli auguri e riempito di sorprese inaspettate.

Almeno oggi son felice se sono depresso. ;)