I pilastri del Social Commerce

Dopo quasi 10 anni di Markets are conversations (i Mercati sono Conversazioni) la psicologia del social commerce si è evoluta con 6 regole che mettono al centro della vendita di un prodotto le persone e non più la tecnologia, uno strumento che certamente gioca una parte importante del processo d’acquisto. I comportamenti diventano quindi fondamentali per fare social shopping e si snodano attraverso una social proof (prova sociale), una authority, una scarcity, un like, una consistency e una reciprocity.

In sostanza fare social commerce in termini di impresa vuol dire occuparsi a diversi livelli di Buyers community (GDGT.com), Group buying (Groupon, LetsBonus), Purchase sharing (JustBoughtIt), Curation (Pinterest, Searcheeze, Storify), Social advice (Fashism) e Co-shopping (Shop Together).

Fred Cavazza ha individuato su Forbes sei pilastri per il social commerce che rappresentano più o meno molte delle startup che sono state create o sono in via di sviluppo grazie all’innovativa fusione tra social media, ecommerce e CRM.
Le fondamenta del social commerce secondo Cavazza sono Visibility, Reputation, Proximity, Contextualization, Recommendation, Customer care. Attraverso questi pilastri si muove l’ecommerce moderno e sono questi i processi che ci invitano all’acquisto.

Il 2011 è stato l’anno dei flash deals che hanno spinto il social commerce con delle previsioni che vedono questo settore raggiungere i 30 miliardi di dollari in 5 anni. Cosa succederà nel 2012 se le persone sono ancora restie a comprare sui social media ed a lasciare la carta di credito su Facebook e Twitter?

Tutti pazzi (e impauriti) di Amazon

Ci sono diverse notizie che riguardano Amazon e che possono far preoccupare gli attori nel mercato dell’ecommerce e dell’editoria in Italia. L’intento di Amazon è raggiungere il 70% della domanda in Italia: ci riuscirà? Continue reading “Tutti pazzi (e impauriti) di Amazon”

Apre Amazon.it

Finalmente: da oggi apre Amazon Italia con un ottimo catalogo, spedizioni di 1 giorno (che per gli italiani che hanno sempre comprato da Usa, Uk, Francia e Germania è una manna dal cielo) e illimitate se si paga 9,99 euro l’anno con Amazon Prime.

Per i prezzi i libri costano meno ma bisogna vedere se conviene anche con gli altri prodotti. In attesa che Amazon IT finisca su Kelkoo e altri motori di comparazione vi invito a fare confronti tra i prezzi degli ecommerce e a dire la vostra. Per chi ha un sito c’è anche il programma di affiliazione per guadagnare sulle commissioni.

Cosa significa vendere online durante le vacanze

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Visto che oggi è un giorno festivo e si comincia a sentire l’aria del Natale (che ansia, vero?) ho pensato bene di segnalare questa infografica su cosa significa vendere online durante le vacanze.

Spero consoli molti amici che lavorano nell’ecommerce ma che forse già conoscono queste cose.
Ad ogni modo le persone acquistano su Internet per 4 motivi principali: la convenienza del prezzo in qualsiasi giorno della settimana, la facilità di confronto dei prezzi, le offerte con spedizioni gratuite, evitare la folla da acquisto compulsivo.

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Non è un indirizzo IP ma il numero di libri al mondo secondo Google. Il calcolo che hanno fatto a Google vale fino a Domenica 1 Agosto ed è stato fatto con i dati ricevuti da Google Books da oltre 150 fornitori.

130 milioni di libri scritti nel mondo sembra un numero piccolissimo se pensiamo a tutte le culture e tradizioni diffuse dall’inizio dell’era Gutenberg.
Non so se il futuro dei libri sarà soprattutto negli ebook ma resta il fatto che in Italia si continua a leggere pochissimo e che Barnes & Noble, la principale catena di librerie negli Usa con 720 negozi e oltre 300 milioni di libri venduti all’anno, è stata messa in vendita nonostante il lancio del lettore di ebook Nook. Se da una parte c’è la lotta tra Kindle, iPad, Cybook per vincere la gara del device perfetto per leggere gli ebook, dall’altra c’è quella tra gli editori per chi realizzerà lo store con il catalogo più ampio ed i prezzi migliori.

La concorrenza si fa sempre più spietata e c’è il rischio che gli ebook diventino, come è accaduto ad esempio per il settore delle tlc mobili, un trend annunciato e mai esploso. Puoi sempre capire perchè scegliere un ebook invece di un libro.

Il 2011 potrebbe essere l’anno dell’ebook anche in Italia ma non c’è alcuna certezza se non qualche passo in avanti: ci sono già gli store Book Republic, 40k Books (la linea di ebook di DigitPub), Simplicissimus, gli editori specializzati in libri digitali come Dbooks, Book-Jay.
Se non caleranno i prezzi degli ereader come Kindle (Amazon ha già dato un primo taglio) e iPad probabilmente gli ebook saranno sfogliati ancora sugli schermi di notebook e netbook azzerando i valori aggiunti di portabilità (per altro ancora ostacolata dai produttori) e duttilità.

Vuoi fare il regalo di Natale giusto? Usa i social network!

Le note liste di giornali e siti web sono ormai superate nella scelta di quali regali fare durante le vacanze; dai post dei blog più noti e soprattutto dai social media. Almeno per gli americani che usano Internet per fare acquisti.
Lo dice Holiday Web Shoppers Hit Social Networks che cita diverse ricerche: le idee regalo per la famiglia e gli amici si comprano online ed i suggerimenti arrivano direttamente da Facebook e dai social network. Non solo: il 45% useranno le reti sociali per fare ricerche e confronti sui prezzi dei prodotti.

Poca novità considerando l’enorme tribù che invoca continuamente il dio “buzz”, il passaparola. Deloitte però fa notare come il 17% degli utenti userebbe i social media durante le vacanze tra cui molti dei quali alla ricerca di sconti, offerte oltre che di idee regalo e wish list. Ci avviciniamo forse a calcolare più “facilmente” il ROI dei Social Media.

E tu quale strumento usi ed utilizzerai per comprare i regali di Natale quest’anno?