La rivoluzione può partire dai blogger?

No, almeno qui in Italia. E lo dimostra il fatto che nonostante il nostro sia un Paese di blogger e scrittori (pessimi?) la società civile non è messa bene. E all’estero? Probabilmente si.

Mi hanno colpito due cose: la prima è questa immagine di blogger egiziani a Tahrir Square che con i loro laptop informavano gli altri cittadini ed il mondo esterno.

La seconda è l’utilizzo di Twitter monitorato dall’Al Jazeera Twitter Dashboard che misura la quantità dei messaggi: e se fosse in grado in futuro di valutarne anche la qualità geolocalizzando i tweet?

La domanda del titolo del post è palesemente provocatoria ma se vuoi sostituisci pure la parola “rivoluzione” con “informazione”: è veramente dal basso e partecipata solo quando c’è un sentimento comune vicino alla denuncia, al racconto. Tutto il resto del citizen journalism è troppo spesso business – a volte neanche tanto – etico.

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