Bing Bang

Il valore dei link è cambiato, non è più fatto da software ma dagli utenti e dunque ha acquistato un peso sociale diverso. Per questo ci si chiede quanto vale condividere sui social network e ci si interroga sulla SEO di Facebook e su come misurarlo.

Non è solo questione di celhopiùnghismo ma di ottimizzare meglio i motori di ricerca senza ucciderli: dal Big Blog Bang al motore di ricerca Bing di Microsoft che si è accordato con Facebook il passo è stato brevissimo.

Bing aggiunge la social search (per ora solo negli Usa) con informazioni provenienti da Facebook e che non sono indicizzate da Google e da nessun altro motore. Una parte del web preziosa si unisce a quella di Facebook Places, i luoghi visitati dalle persone.

Tutto ciò forma dei contenuti più interessanti da cercare con raccomandazioni formulate involontariamente (spontaneità=maggiore fiducia?) dai propri amici di Facebook.
Ad esempio Bing alle ricerche connesse ai viaggi genera una applicazione per la ricerca e la prenotazione di voli e alloggio che sorvola qualsiasi intermediario e rende agli utenti più facile approfittare di un’offerta o un lastminute senza perdersi nella pubblicità.

Trackback che ci riguardano e che sono affini con ciò che cerchiamo. Non lo so se è questo il futuro della ricerca, se basta sputare i contenuti dei social network sui search engine per renderli migliori, più interessanti ed efficienti. Per alcune ricerche è più veloce e performante uno status di Facebook o un tweet di Twitter? E’ meglio rispondere a questo post con un altro post su di un blog o commentarlo su Facebook, Friendfeed, Twitter, Tumblr?

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

3 thoughts on “Bing Bang”

  1. Buongiorno Dario, come valuti in questo panorama sempre più social del SEO, l’introduzione del Web Semantico in qualità di validatore dei contenuti, affinchè la componente sociale dal basso possa essere integrata da una componenente validatrice dall’alto. In teoria potrebbe limitare il continuo sorgere di spam e di pratiche “black hat”. Che cosa ne pensi? Io e altri 2 studenti stiamo portando avanti un progetto sul Social Semantic Web ) ed il SEO è uno dei campi in cui questa interazione sembra poter portare vantaggi tangibili. Che dici?
    Saluti e complimenti!

    1. Ciao Paolo, grazie per la segnalazione. Sono anni che si parla di semantic web voi già siete al social! Direi avantissimi! Mah, non credo che semantico voglia dire che ci sia qualcuno dall’alto che decide per gli utenti ontologie, priorità, altrimenti tanto vale tornare ai vecchi algoritmi o fermarsi all’attualità. Probabilmente ormai e con il vostro progetto ha ancora meno senso parlare di SEO ma più di SEM. Ad ogni modo mi interessa approfondire, scrivetemi e tenetemi aggiornato.

  2. Quello che noi crediamo è che il Semantic Web sia stato in un certo senso messo in discussione da tutto ciò che è diventato il Social Web. Pertanto siamo convinti che la soluzione verso cui si evolverà il Web sarà un ibrido tra Semantica (che comunque ha senso se rispetta degli standard, imposti o no, ma almeno condivisi) e Social. Il nostro progetto è altamente collaborativo e mette a disposizione di tutti le risorse. Ci piacerebbe si sviluppasse dibattito perchè siamo convinti che l’overload d’informazione debba essere superato. Il Social Semantic Web ci sembra opportuno anche in tal senso. E le possibilità sia in chiave learning che business appaiono infinite.

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