Tutti gli articoli di Dario Salvelli

Sviluppo strategie di marketing digitale, scrivo questo blog dal 2005 (circa) su Web e Marketing. Contattami se vuoi digitalizzare il tuo business.

Volevo solo spedire una raccomandata

Nell’era in cui i nostri mi piace di Facebook diventano pubblicità (per evitarlo bisogna modifica la privacy) forse le aziende esagerano con l’uso dei social network.

Scrive bene Fabrizio Caccavello su Twitter riguardo il sito di Poste Italiane, www.poste.it. Che tu lo apra con iPad o PC, resta sempre quello: in primo piano ci sono i social network (anzi una landing page che porta a tutti i social di Poste) mentre i servizi offerti sono relegati addirittura con una tag cloud.

Volevo solo spedire una raccomandata, non guardare il Pinterest con i francobolli storici di Poste Italiane.

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La patente per i social network

Sina Weibo è il Twitter cinese, ha più di 300 milioni di utenti registrati. In questi giorni ha aggiornato i termini di servizio modificando l’articolo 13 dove aggiunge una sorta di codice di condotta per usare il social network. L’intento è quello di controllare e limitare le opinioni di chi scrive: ad ogni utente vengono dati 80 punti iniziali che saranno ridotti per ogni violazione.

Su Weibo è vietato: pubblicare informazioni che vanno contro i principi della costituzione, pubblicare false informazioni, servirsi del servizio di microblogging per organizzare proteste, manifestazioni o raduni. Qualsiasi informazione inoltrata agli altri utenti fino a 100 volte costa 2 punti mentre contenuti ripubblicati fino a 1000 volte costano 10 per buona pace del passaparola.
È possibile guadagnare punti e arrivare fino a 100 se si aggiunge la propria vera identità e si inserisce il numero di telefono. Inoltre secondo questa patente se un utente pubblica più di 5 post contenenti informazioni sensibili vedrà l’account bloccato per 48 ore mentre per violazioni più gravi potrà essere rimosso ed i punti quindi scendere a 0.

Per questo Sina Webo ha aperto anche delle posizioni di lavoro per fare monitoraggio: 50 cent per diventare sceriffi del social network, attualmente pare ce ne siano almeno 1000.
Immagina un meccanismo del genere aggiunto a Faceook, Twitter e Google+: sai quanti perderebbero subito la patente per i social network?

Google e Polizia Postale lanciano “Buono a Sapersi” per difendere la privacy online

Buono a Sapersi è un progetto sviluppato da Google in collaborazione con la Polizia Postale e delle Comunicazioni per tutelare la privacy e la sicurezza online degli utenti: è una campagna pubblicitaria che si svilupperà su diversi media (stampa e affissioni).

Tra tutte le sezioni è interessante quella dei log di ricerca che Google conserva sui suoi server quando usiamo il suo motore di ricerca.

Buono a Sapersi’ nasce dalla constatazione che, sebbene Internet sia uno strumento indispensabile per i benefici concreti che è in grado di portare alle persone nella loro vita privata e professionale, ci sono tuttavia momenti in cui può suscitare delle preoccupazioni e molti utenti non si sentono perfettamente preparati ad affrontarle. Secondo una recente indagine Indaginecondotta su un campione rappresentativo di 1.000 utenti di internet, dai 18 anni in su (gennaio 2012) commissionata da Google a Duepuntozero Doxa, le paure principali connesse all’uso di internet sono legate alla sicurezza delle proprie informazioni. Se il 79% degli utenti di internet manifesta qualche timore nell’uso del mezzo, infatti, il 95% di questi identifica i timori nella paura di un utilizzo improprio dei suoi dati: furto di identità, paura che qualcuno usi i dati per compiere frodi, timore che qualcuno effettui acquisti online con i nostri soldi sono le preoccupazioni maggiori.

Circa 3 utenti web su 4 indicano trasparenza e controllo come fattori chiave per la gestione della propria privacy online. Quello che gli utenti chiedono sono infatti: più trasparenza sui benefici che i siti traggono dalle mie informazioni, maggiori informazioni su cosa sanno di me e come lo usano, impostazioni di controllo più semplici e più formazione su questi temi. In particolare, dopo avere preso visione delle informazioni e dei servizi offerti da Google nel proprio Centro Privacy, il 70% degli utenti internet si è dichiarato più tranquillo e sicuro.

L’impegno formativo prosegue nell’ambito del progetto ‘Buono a Sapersi’ che, nel nuovo anno scolastico 2012/2013, vedrà la Polizia Postale e delle Comunicazioni impegnata in attività di formazione sui temi dell’iniziativa, secondo un calendario che verrà pubblicato nella sezione del sito dedicata ai Corsi di formazione. Gli incontri si svolgeranno una volta al mese per tutto l’anno scolastico, in contemporanea in tutti i capoluoghi di provincia italiani, presso le scuole che ne avranno fatto richiesta all’indirizzo: progettoscuola.poliziapostale@interno.it. Si prevede che il progetto porterà alla formazione di oltre 450.000 studenti, oltre ad insegnanti e genitori.

Italiano per grillini

E’ nato un Tumblr, Italiano per grillini, che raccoglie alcuni (presunti) commenti del blog di Beppe Grillo e di altre pagine del Movimento 5 Stelle (chissà magari a scriverlo c’è un autore di Casaleggio, il Gianfranco Mascia dei Grillini) proprio mentre commento (in maniera qualunquista, mi dicono) alcune dichiarazioni di Giorgio Napolitano sul rapporto tra il web, la politica e i partiti alla ricerca della difesa della democrazia.

Il migliore QR code di sempre

Questo boccale di Guinness è forse il migliore esempio di QR code in circolazione: il codice a barra è nascosto e si vede soltanto quando si versa la birra, una scura Guinness.

A quel punto si può fare una scansione con un lettore di QR per: tweettare riguardo la pinta che hai appena preso, pubblicare uno status su Facebook, fare check-in su Foursquare, scaricare coupon o promozioni, invitare gli amici a bere e leggere contenuti esclusivi di Guinness. E’ almeno da 4-5 anni che si parla dei codici QR, li ha usati anche Google e ogni tanto spuntano ovunque, anche sui pneumatici.

Hai altri esempi di codici QR del genere che funzionano veramente?