Web Summit 2016: talks, startups and tips

This year I’ll attend the Web Summit as a media. You can read me on Twitter @darios and also on this blog the most interesting topics, startups of the event.

TALKS that I’ll follow:

November, 8th
Aviation to health: Lessons in cross-sector innovation
Robots should look and act like people
Every country will be digital
Club vs country: The pinnacle of rugby?
Building your brand in a mobile world

November, 9th
Why AI should have a body
Continuous Reinvention
Where autonomy, connectivity and electrification intersect: The new world of luxury cars
Social & smart data: Connecting with customers in new ways
Living, breathing, storytelling
Alone but not lost: The user in VR
The rise of geek culture and what it means for brands
Brand discovery online
Cracking local: Marketing strategies that worked and didn’t
Social media versus The Brand
Evolving wearables: Doing more with less
How content drives marketing

STARTUPS that I’d like to meet based on what I’ve seen on their website in 2 minutes:
Affectiva
Parlamind
Codacy
Contentful
Flow.ai
Inspirient
Kinematix
RightIndem
Unbabel
Spendesk
Bizimply
AX Semantics

TIPS
1) Startups: your pitch should be no longer than 5 minutes.
2) I’m using the WebSummit mobile app: let’s use the chat to meet in person!
3) I haven’t read it but the journalist Simon Cocking wrote the book “How to Crack the Web Summit 2016: Practical Tips & Advice from Attendees
4) Do you need a mobile Internet on your smartphone or tablet? I’ve found an interesting data plan by MEO. Feel free to suggest other solution.

Wanna Meet?
Send me a message on the Web Summit chat, tweet @darios or drop me an email: info at dariosalvelli.com

Messenger in a bottle

Marchine learning, AI, chatbot. Sono le tecnologie del presente e del futuro ed insieme ai Big Data ed all’Internet of Things rivoluzioneranno la società, il nostro lavoro e forse anche il modo di pensare. Dobbiamo solo capire come usarli al meglio e qualcuno propone, usando il famoso ciclo di Gartner, quanto ci metteremo a farlo.

Ho capito che progettare interfacce migliori è fondamentale ed in questo Facebook, avendo creato di fatto uno standard, aiuterà molto le aziende ed i designer a produrre interazioni intelligenti, produttive, più facili e naturali.

Su bot e intelligenza artificiale volevo segnalarvi questa raccolta di speech del BotDay che si è tenuto qualche giorno fa a San Francisco, cominciano a spuntare i primi esempi, molti comuni ormai hanno il loro bot su Telegram che invia informazioni utili ai cittadini così come le società che si occupano di trasporti e mobilità. Io stesso ho provato a creare (grazie a mio fratello Mauro) un bot su Telegram del mio Curriculum Vitae ancora perfezionare (risorse sempre meno umane? :).

In Europa, la città che è diventata la patria dei bot è Vienna con la sua ChatbotConf e incontri più o meno settimanali.

Su questo blog sto testando, come vedi in basso a destra con l’icona di Messenger, l’invio un messaggio privato alla mia pagina Facebook (di seguito attiverò WhatsApp) e di ricevere però da parte mia una risposta umana perchè sarò io a risponderti.
Questo flusso è connesso ad un tool che mi consente di conservare i messaggi ma soprattutto gestirli con facilità, magari assegnarli ad un eventuale membro del team, insomma una sorta di social CRM. Il prossimo passo è quello di attaccarci un bot.

Non è una novità, le aziende vendono (non so quanto) già gli occhiali tramite Messenger. E se anni fa parlavo dell’accentramento del Web, ora direi che c’è un private Web che comincerà a diffondersi, passando per bot e oggetti intelligenti, la sicurezza delle conversazioni e quindi delle azioni che ci scambiamo (vuoi davvero fare ascoltare tutte le conversazioni della tua casa a Google?) sarà un tema sempre più importante.

2016 Digital Marketing Trends (COMPLETE LIST)

My personal predictions in Digital Marketing for next year:

1) We’ll have a design of an holistic customer experience across all channels that will dipend from the (individual) shopping experience. We’re in the Seamless Commerce era so we have to optimize Analytics, Mobile, Social Commerce, Cognitive Computing.

2) Digital Transformation? Yes, customers will drive it. Ready to manage a crazy customer journey with multiple touchpoints?

3) Relevant information in relevant environment at the right time. A big challenge for Advertisers in order to launch a successful Content Marketing and Native Advertising campaign.

4) Thanks to indexing your app content on Google, there will be an interesting opportunity to make additional users through the organic results.

I’m also collecting a Full List of the 2016 Digital Marketing Trends. Feel free to send me suggestions: tweet @darios or write a comment.

The 2016 Digital Marketing Trends – COMPLETE LIST

– In Top Strategic Predictions for 2016 and Beyond: The Future Is a Digital Thing report (feature image) Gartner identifies the top 10 strategic IT technonology trends for 2016.

– The Top 10 Hot Consumer Trends by Ericsson Lab

Mintel study: VR and Beacons will be mainstream in Europe

– The Design Trends 2016 (don’t miss the top 4 colour for next year), the Mobile-App development trends and the Mobile Design trends.

– The Fjord Trends on impacting design and innovation in 2016 and the Web Design trends.

– The 2016 Content Marketing trends.

– The Digital Analytics trends for 2016.

– Globalwebindex predicted that M-Commerce will go Mainstream in 2016.

– The PPC trends for 2016 for Paid Search, Display and Remarketing.

– L2’s 7 predictions for 2016 in a video:

The E-commerce Winners circle tightens
Amazon goes “Brick”
The Revenge of Omni
Apple’s Chokehold on Luxury Tightens
APAC Brands chase Western Brands out of China
Mobile Messaging will be 2016’s It Girl
The Advertising Industrial Complex Will Crumble

– The Channel Marketing trends for 2016.

– The 2016 event Trends by Julius Solaris

– The Key Digital Trends for 2016 by Social@Ogilvy

– Carat’s 10 Trends for 2016

– Top Tech & Digital Trends 2016 by IQUII agency

La retorica sul Sud ci seppellirà

Ho scritto questo status su Facebook, me lo appunto qui in caso mi torni in mente di essere retorico.

Qualsiasi retorica per/contro/sul Sud fa male al Sud in primis che – v’assicuro – s’è rotto le palle pure di essere chiamato Mezzogiorno oltre che de:

Lo straniero che piange quando deve andare via, i filo borbonici, i savianisti e gli anti-savianisti, i professionisti dell’antimafia da aperitivo e quelli dello storytelling delle meraviglie perchè “noi siamo eroi siamo qui e resistiamo tu dove cazzo sei!?”, i titoloni sul cervello locale in fuga, i film del cazzo girati nel capannone o in periferia perchè Gomorra la serie è troppa bbella per finire e tanto di coprofaghi ne è pieno il mondo, i meridionalisti a tutti i costi perchè ce lo dice lo Svimez o l’Osservatorio di chissà quale banca, i terroni hipster che ci provano con gli open data, i fondi che di divertente hanno solo il nome ma convergono sempre nelle stesse sacche disattendendo ogni obiettivo, il pessimismo cronico e l’ottimismo da pizza e mandolino perchè comm’ si’ pesant, la cornice della finta sacralità della Domenica smontata da quelli del paganesimo sfacciato, il pacco di pasta in cambio di un voto e la lingua d’asfalto pronta per fare propaganda, i summit sul Sud e per il Sud alla Fiera del Levante (che?), le ricette subito pronte vanno solo scaldate, lo scandalo delle infrastrutture da fare e quelle che non sono state ancora fatte, i renzinismi isterici appena si apre un cantiere o una galleria, i professori che stanno lì e svuotano le Università in mezzo ai sogni di quei pochi che vogliono darsi da fare, il merito andato a farsi fottere e quelli che “da Roma in giù non vi applicate, di voi non mi fido”, la gente che non fa più l’amore e non fa più bimbi o quelli che insistono e lo fanno in mezzo alla immondizia, la bimba col tumore, il bimbo col tumore, il corteo anti-diossina-pro-termovalorizzatore-contro-discarica-contro-differenziata organizzato su Facebook tanto non ci capiamo niente lo stesso, quelli che puliscono senza fare appelli su Twitter e quelli che creano gruppi contro quelli che puliscono, le Maldive ad ogni pozzanghera e le spiagge da Rio, il comitato pro-spiaggia, la camorra, la mafia, i pizzini, i pezzi di merda che tornano a sparare, il “Vesuvio lavali” ed il Juve merda, i libri ed i blog scritti da suddisti per suddisti incalliti con analisi suddiste, dure e magari fantasiosamente propositive ma mai realiste, i fattarielli su Napoli, su Bari, su Catania, su Reggio Calabria, la retorica della rinascita di Matera e di Favara, i paesini disabitati ma in realtà desertificati che sono così belli che ci faccio una foto e la metto su Instagram, i partiti con il Sud nel logo nel nome nella targhetta ma mai nella testa, i Cetto La Qualunque in consiglio regionale e nei posti che contano, i faccendieri sempre impegnati nel farsi dei favori, quelli che i favori non li avranno mai perchè sono troppo onesti ma anche troppo omertosi.

E poi ci sono quelli come me che sono tutte queste cose messe assieme e che si sono stancati di dover scrivere ancora una volta uno status, retorico, sul nostro Sud.

#Veryfuffa

Interrompo il lungo silenzio di questo blog – che a breve sarà solo in English (se trovo il tempo per ricominciare, ovviamente) – per segnalare alcuni vecchi link che riguardano in qualche modo l’ennesimo portale inutile lanciato dalla PA: www.verybello.it

Buona lettura!

L’Italia è piena di musei senza siti web

“L’Italia che gli italiani non conoscono”: la nuova campagna del ministero del Turismo

Gli italiani non sono bravi a realizzare siti web

Scandalo campano: Incampania, il portale del turismo in Campania da 3 milioni di euro

I migliori siti web italiani del 2010 

 

7 consigli per scegliere i nuovi gTLD per la tua attività

scrabble-620665_1280

Lo sapevete che molti brand sono corsi a registrare i nuovi domini .sucks? E che i costi (e la burocrazia) per acquistare un gTLD che è di fatto il nome del proprio brand sono alti ma che forse ne vale la pena?
Sono alcuni degli argomenti che tratterò prossimamente, il blog ricomincia a prendere vita.
Intanto ecco alcuni consigli di Riccardo Esposito – noto copywriter italiano – su come scegliere il giusto nome dominio per la propria attività. 

Ci sono cose che non cambiano mai e altre che mutano in continuazione. In passato avevamo un’idea monolitica dei domini di primo livello generici: non si sfuggiva, non c’erano alternative al classico .com se volevi un’alternativi ai gTLD nazionali.

Certo, nel corso degli anni c’è stata qualche modifica. Ma nulla a confronto della liberarizzazione introdotta dall’ICANN: in queste ultime settimane, dopo mesi di attesa, è possibile registrare domini di primo livello generici capaci di descrivere il contenuto di un sito.

Esatto. I nuovi gTLD possono letteralmente descrivere un indirizzo: sono delle estensioni dotate di senso e non semplici abbreviazioni. Negli ultimi giorni, ad esempio, è stato introdotto il dominio .coffee, perfetto per un’azienda legata al mondo del caffè, mentre il .blog sarebbe ideale per chi vuole aprire un diario personale.

La corsa ai nuovi domini è aperta. Le aziende iniziano a registrare i domini adatti alla propria attività, ma ci sono più di 700 nuovi domini che verranno liberalizzati: difficile scegliere quello adatto alle tue esigenze, non credi?

Probabilmente avrai bisogno di una guida per scegliere il tuo nuovo gTLD. Detto fatto: ecco un prontuario per scegliere i nuovi domini senza spendere tempo e denaro inutilmente, tutelando le tue risorse e il tuo brand.

1. Ricerca
La scelta è ampia, tanti sono i domini disponibili, ma basta fare una ricerca per categoria (prova con il tool Serverplan) e otterrai un lista di nuovi gTLD pronti per essere registrati. Il mio consiglio: cerca nella categoria vicina alla tua attività e segna su un file o su un foglio di carta le estensioni utili.

Nel mare magnum dei nuovi domini tu hai un dovere ben preciso: evitare divagazioni, evitare di lasciarti ingannare dall’ampia scelta. Non hai bisogno di tanti gTLD ma di quelli giusti per la tua attività. Ovviamente, se sarà necessario, potrai sempre arricchire la lista.

2. Brainstorming
Hai la tua lista di domini. Ora devi fare brainstorming con il tuo team o con persone capaci di consigliarti. Devi fare un’attenta riflessione anche sul dominio di secondo livello perché questo è il cuore del tuo business: qui devi racchiudere il tuo nome, il tuo brand, la tua attività.

Le persone ti riconoscono attraverso il nome dominio. Scegli le parole con attenzione, e poi accompagnale con un dominio di primo livello adeguato: un buon gTLD arriva solo quando il secondo livello è stato scelto con cura. Ricorda che sarà difficile tornare indietro.

3. Voce alta
Hai scelto il nome dominio? Bene, adesso prova a pronunciarlo una volta, due volte, pronuncialo con e senza gTLD. Prova diverse estensioni e rifletti sul suono, sul significato delle parole. Ti sembra accettabile? Ricorda altro? Può dare vita a giochi di parole o può ricordare situazioni lontane dalla tua attività?

La scelta di un dominio passa anche da questa attività: dal pronunciare a voce alta le parole per sentirne il suono, per capire se le persone potranno pronunciare l’indirizzo del tuo sito senza balbettare e senza qualsiasi tipo di fraintendimento.

4. Quale gTLD
Il nome del dominio, quello che racchiude il nome dell’azienda, è scelto. Ora devi puntare sul gTLD. Hai scelto quelli giusti? La regola fondamentale per non sbagliare è il legame con la tua attività: in una simile scelta è facile farsi prendere la mano, ma tu hai un obbligo: guidare l’utente.

Questo significa che il primo parametro da seguire per la scelta del gTLD è l’informazione: l’estensione che hai scelto descrive il contenuti del sito? Aiuta a capire l’argomento prima ancora di entrare nel sito? L’armonia tra azienda e gTLD deve essere totale.

5. Usa i tool giusti
Lo sai che ci sono diversi tool che puoi usare per trovare il giusto dominio? Sì perché a volte le idee mancano e puoi trovare qualche valida indicazione attraverso semplici (ma efficaci) applicazioni online:

Domainr – Restituisce tutti i domini in base a una ricerca con le estesioni classiche.
Bust a Name – Lasci due parole nella ricerca e il too ti lascia i domini disponibili.
Dot-o-mator – Per scegliere il dominio in base al tema e ai contenuti del sito.
Lean domain search – Ancora un tool per trovare nuove idee per il tuo dominio.

Il miglior tool per trovare un dominio? Fare brainstorming con il tuo team o con le persone che condividono il tuo progetto. E non dimenticare caerta e penna per segnare le idee. Un consiglio: usa le mappe mentali per smembrare e organizzare i concetti.

6. Attenzione alle date
Possiedi un marchi registrato? Perfetto, puoi partecipare al sunrise dei nuovi gTLD. Di cosa stiamo parlando? Di quella fase che prcede la libera commercializzazione dei domini di primo livello e che permette a chi possiede, appunto, un marchio registrato al Trademark Clearinghouse di anticipare l’acquisto.

Se non sei tra i favoriti devi semplicemente attendere la fase pubblica del gTLD e seguire il calendario delle pubblicazioni. Sul blog Serverplan pubblichiamo sempre degli articoli che ricapitolano tutti i nuovi gTLD.

7. Ultimo controllo prima di registrare
Una paranoia? Può essere, ma prima di registrare il dominio assicurati che tutto sia in ordine. Questo vuol dire solo una cosa: hai controllato che non ci siano errori di battitura? E l’ortografia? Il tuo brand è troppo prezioso per correre questi rischi.

Allora, pronti per registrare i nuovi gTLD?

Il mio nuovo lavoro da “socialcoso” per Lamborghini

lamborghini

Che fine hai fatto? Che mestiere fai ora?

Ormai sono inaffidabile, lo so.

  • Dovevo rilanciare questo mio blog personale e invece è rimasto tutto fermo.
  • Stavo lavorando ad una nuova identità ed un nuovo posizionamento e invece mi sono fermato.
  • Mi stavo tuffando a capofitto nel growth hacking e nell’apprendere nuove skills e invece sto andando a rilento.

Perchè non ho fatto queste ed altre cose? Negli ultimi mesi, più di prima, il lavoro mi ha assorbito totalmente. Da poco più di un mese mi sono trasferito a Bologna per lavorare come Social Media Manager di Lamborghini e consulente sui Social Media per Hibo.

E’ una esperienza divertente ed incredibile, sto imparando tante di quelle cose che – non si offenda nessuno – è difficile trovare in altre realtà italiane per la dimensione di questo brand che è presente in tantissimi mercati ed è in continua espansione. Sto provando a portare idee nuove e un pizzico d’innovazione in un settore, l’Automotive, che ha dei canoni e delle leggi ben precise in quanto tra i settori più importanti di una economia. Se poi unisci alle peculiarità di questo mercato il Luxury e lo Sport come nel caso di Lamborghini allora hai una combo assolutamente unica nel suo genere.

In un settore in cui conta più di tutti gli altri il prodotto, l’automobile, l’uso dei Social Media non è di serie ma visto ancora come un punto interrogativo, un optional da installare solo in rari casi. C’è ad esempio chi è ancora aggressivo e si sfida a colpi di tweet:

smart citroen

Oppure circolano in Rete fake adv come la seguente:

Nissan_GTR_Bull_Balls_w5-1

Qualche giorno fa Paolo Ratto mi ha intervistato sul suo blog chiedendomi qual è la migliore strategia per pubblicare sui social media ed ho provato a dare qualche consiglio.

Questo è comunque un post per dirti che sono ancora vivo, che racconterò la mia esperienza sul blog e sui canali social anche se non più come prima ma a tratti visto l’alto volume di cose che sto curando. Cosa vorresti sapere?