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Socl: il social network di Microsoft

Basta un po’ di social networking e il business va su. E’ quanto sostiene Microsoft che da tempo ha costituito un gruppo di lavoro nei suoi laboratori di ricerca per realizzare un nuovo social network dal nome evocativo: Socl (spero che non si legga nel bolognese Socc’mel).
Su The Verge c’è una anteprima di quello che nella scorsa estate fu svelato per errore da Microsoft come progetto Tulalip e che dovrebbe essere il suo social network.

Fare una rete sociale che funzioni e sia usata dalle persone non è facile e soprattutto non è per tutti: ci ha provato Apple e anche Goolge con Plus per ora fallendo. Twitter ha intrapreso una strada diversa da quella di un vero e proprio social network e per questo forse si è salvato.

Tutti in Class: la class action contro Silvio Berlusconi

A me questa cosa di Tutti in Class, la class action contro Silvio Berlusconi promossa da Radio Popolare, Valori e Federconsumatori che partirà domenica mi sembra soltanto una gran menata pubblicitaria per la campagna abbonamento a Radio Popolare. E però magari a qualcuno piace l’idea che sia stato solo Berlusconi il male di questa Italia e non anche gli italiani che lo hanno votato e che ne ripercorrono le gesta nel loro piccolo.

Non voglio più sentire parlare di Berlusconi, ho anche messo in vendita il sito che tanti speranzosi visitavano ogni giorno. Se ne è andato, lasciamolo morire politicamente in pace e cerchiamo di fare attenzione a ciò che riuscirà (?) a fare il governo Monti.

Spreadometer: il misura Spread

Poichè è un periodo delicatissimo per i titoli di stato italiani, su Spreadometer trovate lo Spread di oggi, un semplice misuratore che prende i dati da Blomberg in tempo più o meno reale. L’idea è di Nicola Ballotta.

E’ necessario un ministro di Internet?

Mentre in queste ore Mario Monti scioglie la riserva e presenta la sua lista di ministri, nelle ultime ore si sono fatte avanti diverse proposte riguardo un possibile ministro di Internet anche senza portafogli come scrive Massimo Sideri. C’è stato anche un appello durante l’ultimo Internet Governance Forum di Trento con una lettera indirizzata proprio a Monti e nella quale si chiede maggiore attenzione nei confronti del web, dell’economia digitale e del digital divide.

Credo che il numero dei ministri e dei ministeri debba essere sempre ragionevole e ottimale, che abbia il dovere di rispondere all’economia di un Paese più che alle sue lobby ma d’altronde anche Paola parlò già qualche tempo fa dell’esistenza all’estero in altri Paesi di un dicastero che è vicino a questo settore.
E chissà che non sia il momento giusto: anche il Partito Pirata Italiano “scende in campo” risvegliandosi improvvisamente dal torpore che lo ha tenuto ai margini della politica fin dalla sua nascita.

Il Web per Tim Berners Lee

Facebook, Google, Apple? Il web social-centrico?
Tutte balle, nei suoi 20 anni il Web per Tim Berners Lee è tutt’altra cosa come racconta su Repubblica nell’intervista a Riccardo Luna. E sarebbe sempre bello e bene ricordarselo senza alcun fanatismo o talebanismo di sorta:

Un giardino meraviglioso ma chiuso non può competere con la bellezza di una folle e indomita giungla.

Facebook non invia i miei dati in suo possesso

Avevo inviato la richiesta di accesso alle mie informazioni prima che Facebook rimuovesse il form per chiedere i dati personali. Facebook mi ha risposto con una email molto standard in cui non c’è un link, un file o un metodo per ricevere su di un supporto elettronico l’accesso a tutti i dati che conserva ma soltanto quelli disponibili da profilo.

Credo che segnalerò la cosa all’Irish Data Protection Commissioner via email prima di capire come rispondere a Facebook. Ricopio qui di seguito il messaggio. Continua…

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