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L’origine del debito pubblico italiano

3nding scrive: “a metà degli anni ‘80 il governo Craxi aveva tre consulenti economici di alto livello che aprirono la voragine del debito pubblico italiano passato dal 73% del Pil nel 1984 al 96% del 1988. I loro nomi? Maurizio Sacconi, Renato Brunetta, e soprattutto Giulio Tremonti.”

Il fatto che siano tutti e tre nell’attuale Governo in una crisi del genere è spaventoso. Questa infografica chiarisce poi meglio chi ha creato, attenuato ed aperto il debito pubblico italiano negli anni:

E di chi è il debito pubblico italiano, 1577 miliardi di euro? Il 15% delle banche italiane, il 14,6% dei gruppi assicurativi esteri e fondi comuni europei, il 14% di investimenti privati, il 12,3% di banche estere, l’11,4% di compagnie assicurative italiane, l’11,1% di altri investitori internazionali.

Eppure secondo l’Economist rispetto agli altri debiti pubblici non siamo messi poi così male.

Google Panda arriva in Italia: come fare contenuti di qualità?

Mentre ero via BigG ha pensato bene di aggiornare il suo algoritmo di ricerca proprio a ferragosto per diversi Paesi impostando Google Panda anche in Italia.
Gli aggregatori, i siti di content farm e gli ecommerce che hanno pessimi contenuti e una struttura di link inadeguata e sporca dovrebbero notare un calo di traffico: qualcuno di voi lo ha già avvertito? Continua…

I social media e Internet tra lavoro e vacanze

Segnalo due post che cercano di rispondere al quesito che si ripropone ogni estate: accendo e mi porto la connessione Internet mobile (insieme al tablet) in vacanza per leggere e lavorare ogni tanto oppure stacco davvero tutto?

Secondo Dino le vacanze ai tempi dei social media portano due tipi di approcci entrambi abbastanza talebani: spegnere tutto, anche il cervello, oppure staccarsi dalla Rete e andare offline. E laddove Facebook è stato in grado di diventare un nuovo media in cui si diffondono le informazioni tenerlo spento o acceso può risultare dannoso o comodo semplicemente a seconda delle esigenze.

Per chi usa durante l’anno spesso e sempre Internet per lavorare questo dubbio diventa invece più profondo tanto da portare ad uno scenario in cui ferie e lavoro inevitabilmente s’intrecciano: la vacanza è lavoro o il lavoro è vacanza si chiede Luca?

Ho sperimentato sulla mia pelle tutte le eventualità: connessione sempre accesa, sempre spenta, cervello spento, lavoro in vacanza, Internet a sprazzi. Quest’ultima si sta rivelando durante questa estate una buona soluzione: usare Internet solo quando se ne ha veramente bisogno (cercare qualcosa) senza avere l’ansia di dover divorare le informazioni che hanno inghiottito anche gli altri per non sentirsi indietro rispetto alla realtà, ai “social media”.

Qualche giorno fa ho provato ad aprire il sito dell’ANSA e il lettore di feed ma dopo aver caricato la pagina al primo “crisi” ho preferito disconnettermi. Non sono i giornali, Internet o il Televideo a renderci felici, tristi ma come sappiamo usare il nostro cervello per sfruttarli.

Ostia Beach

Sono appena tornato ma subito pronto a ripartire. A proposito di musica d’estate nell’epoca tardo berlusconiana segnalo questo pezzo di Radio Globo che è una parodia di Mr Saxobeat di Alexandra Stan: il brano ha anche un video realizzato da un’agenzia di animazione romana e s’antitola, è proprio il caso di dirlo, Ostia Beach.
Possiamo considerarlo l’ideale seguito delle ragazze da “Calippo e ‘na bira” della scorsa estate: la stagione dei costumi fa esplodere il trash e kitsch che è in noi.

Pausa vacanza

Secondo me abolire la legge elettorale, il Porcellum, è cosa buona e giusta così come eliminare gli sprechi delle Province: bisognerà vedere però quali saranno le proposte di legge popolare che Di Pietro e Grillo porteranno avanti. Ne riparleremo a fine agosto: questo blog per ora va in vacanza per una settimana circa ma è possibile seguirmi su Facebook e Twitter dove qualcosa pubblicherò (immagino foto). Contrariamente a quanto fanno i nostri politici (buone vacanze stronzi!) le mie vacanze durano meno perchè non so stare senza fare niente.

Per qualsiasi cosa scrivimi a: info chiocciola dariosalvelli.com

HTML5 a rischio sicurezza?

Questo è un test delle potenzialità di Adobe Edge. Il post dell’altro giorno sull’addio al Flash in favore di HTML5 ha sviluppato una interessante discussione su Friendfeed dove emerge che Adobe nei suoi programmi ha intenzione di diversificare più che di abbandonare completamente il Flash soprattutto per non perdere il mercato mobile. Sono d’accordo così come con il fatto che ci vorranno anni per una transizione.

A quanto pare con i nuovi standard cominciano a esserci già i primi problemini che aumenteranno all’intensificarsi dell’adozione: HTML5 avrebbe già dei problemi di sicurezza in 13 specifiche secondo l’agenzia Europea ENISA. Al W3C spetta un lavoro abbastanza duro.

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