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Da Strauss-Kahn a Berlusconi: sarà Barzotto?

Da una parte la norma salva-Fininvest e il conflitto di attribuzione del processo Ruby tra il Tribunale di Milano e quello dei Ministri, dall’altra il caso Ruby e la denuncia di un’altra fantomatica marocchina, l’attrice porno dal nome d’arte che segna un destino: Aurora Barzotta. Chi ha soldi, un bel pool di avvocati ed è editore può fare qualsiasi cosa in Italia tranne che online dove per ora è più complicato e forse per questo si comincia a regolamentare in malo modo la Rete.

Se non è strategia della disattenzione e disinformazione tutto quello che riguarda Berlusconi come altro definirlo? Ciarpame? Barocco moderno? Un fumetto di Milo Manara (per carità, non si offenda il maestro)? Quella gossippara e vile curiosità di sapere e scovare se il potente ce l’ha duro e per quanto tempo, chi ha pagato, corrotto, con quanti uomini o donne è stato rovina una società e i suoi valori. Ammesso ne abbia ancora qualcuno.
La responsabilità in questi casi è della politica, dello Stato, dei media o dei cittadini? Le percentuali vanno divise in parti eguali ma come al solito penso che gli italiani debbano darsi da fare e leggere più libri che le prime pagine dei giornali (che già leggono poco) o delle rassegne stampa televisive. C’è più dignità e cultura in una festa di Paese che negli scandali dei potenti: se vi sembra una banalità allora forse siete sulla strada giusta.

Perchè la Cina vuole comprare Facebook?

Sono circa 2 miliardi gli utenti al mondo (sempre troppo pochi secondo Tim Berners Lee) che attualmente sono connessi online. Gli utenti cinesi su Internet a fine 2010 erano 450 milioni.
Del totale utenti Internet 750 milioni sono su Facebook, più di 200 milioni sono su Qzone (un social network cinese), più di 80 milioni sono su Weibo (il Twitter cinese), 31 milioni su RenRen mentre i restanti sono presenti sui diversi social network mappati da Vincenzo.

Il fatto che la Cina sia intenzionata a comprare azioni di Facebook fa pensare a quanto alcuni governi siano preoccupati dell’influenza di più di 750 milioni di persone, di come gestiscono la propria identità online. L’approccio della Cina è interessante e molto simile alla tv: l’intenzione di controllare i social media nel mondo più che nel proprio Paese dove evidentemente già lo fanno con estrema facilità spendendo dei miliardi in un social network attraverso fondi sovrani è una idea che qualche anno fa sarebbe stata estrema.

Le domande che dobbiamo farci è: la rete sociale di Facebook – una delle tante presenti al mondo – è di proprietà degli utenti o soltanto di una società privata che a breve sarà quotata in Borsa? Il suo valore economico può calpestare quello umano e morale? In un ecosistema di reti sociali più ampio controllare quella con più utenti è condizione necessaria e sufficiente per mettere a rischio la neutralità della Rete?
In questo contesto quale posizione deve prendere il diritto digitale diviso tra responsabilità dei provider e dinamiche che appartengono alla legislazione dei singoli stati?

Photo: http://www.socialnomics.net/2011/01/18/facebooks-zuckerberg-to-focus-on-china/

La Casa Bianca lancia Townhall: chiedilo ad Obama

La Casa Bianca in partnership con Twitter ha lanciato Townhall: gli utenti inviano le domande via Twitter usando l’hashtag #AskObama e il Presidente degli Stati Uniti risponde in diretta collegandosi a Twitter con il suo Mac in attesa dei messaggi.
Qui ci dividiamo tra pizzini hard e l’incapacità di navigare su Internet: è proprio un altro mondo rispetto a noi, eh?

Macachi Emo

Forse dovremmo essere tutti un po’ più macachi e meno Emo, non lo so. La storia del macaco che si fa le foto però è davvero divertente.

AG(s)Comunica: la Notte delle Illazioni

Dice l’AGCom su Twitter che abbiamo sbagliato: oggi non verrà presa alcuna decisione in merito alla regolamentazione sui contenuti online, sono tutte illazioni.
Ci sono istituzioni che non riescono proprio a districarsi in questo mondo nuovo: basti pensare all’ultimo appello della SIAE. Non è neanche più questione di districarsi tra lo stato di diritto vs stato di polizia ma di ottusità mentale, ignoranza e chissà magari anche malafede.

[UPDATE]

- E meno male che non si decideva nulla! Bisogna ancora aspettare ma Fulvio Sarzana ha segnalato che Agcom ha confermato le misure di rimozione dei contenuti sui siti. C’è tempo 60 giorni per fermarli. Alessandro Longo spiega bene cosa ha approvato AGCOM che non agirà direttamente ma che comunque in alcuni casi intende passare direttamente per il Governo evidentemente per avere nuovi poteri.

- E’ divertente vedere la lista di autori che ha firmato l’appello della SIAE in favore della delibera di AGCOM. Pensateci due volte prima di andare ad un loro spettacolo:

Claudio Baglioni, Pippo Baudo, Fred Bongusto, Albano Carrisi, Caterina Caselli, Carmen Consoli, Paolo Conte, Lucio Dalla. E non solo. L’elenco vede anche nomi quali Gigi d’Alessio, Riccardo del Turco, Tullio de Piscopo, Francesco Facchinetti, Roby Facchinetti, Dori Ghezzi, Ricky Gianco, Fausto Leali, Paolo Limiti, Amedeo Minghi, Mogol, Claudia Mori, Ennio Morricone, Nicola Piovani, Memo Remigi, Enrico Ruggeri, Antonello Venditti, Beppe Vessicchio, Edoardo Vianello.

- Note a margine per chiudere per ora la faccenda: la delibera è peggio del previsto comunicato stampa nel quale sono state omesse alcune cose importanti. Ne parla Guido su Il Fatto Quotidiano: Agcom ci tiene poi a far sapere in tutte le lingue che il procedimento non riguarda i siti che non hanno finalità commerciali.

Come farsi assumere e prendere lavori usando Twitter

Twitter Job Hustle from Wonder Years on Vimeo.

Si può attirare l’attenzione di una agenzia creativa usando Twitter? E’ possibile inserendo anche il proprio portfolio nei tweet con questa bella idea di alcuni freelance olandesi.

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