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L’ispettore si ingarbuglia sempre di più

Non voglio creare supereroi ma oggi viene indagato il capo della Squadra Mobile di Napoli Vittorio Pisani che arrestò tra gli altri gli esecutori dell’omicidio di Silvia Rutolo.
E’ lo stesso Pisani che accusò Roberto Saviano nel 2009 e che spinse Giuseppe D’Avanzo in un editoriale a scrivere (con lungimiranza?): “quell’investigatore non può restare al suo posto“.

Justin Bieber e Google

Justin Bieber è insieme a Lady Gaga il personaggio musicale (non ce la faccio a definirlo musicista, scusate) che ha usato di più Google e la Rete negli ultimi anni. La sua popolarità è esplosa soprattutto grazie a YouTube dove i suoi video, alcuni molto demenziali (ricordo una partita di basket tra star in cui c’è questo Biben gioca a fare il Michael Jordan) hanno spopolato più che le sue canzoni. Poi il fenomeno si è diffuso anche su Twitter e Facebook tra parodie e deliri dei fan.

Ora c’è anche una estensione su Google Chrome dedicata a Bieber, un tema con il quale personalizzare il browser. Mi chiedo se fossero ancora vivi John Lennon o Freddie Mercury cosa farebbe il Web.

In fila per 7 per un tweet: Gesù are now following you

Vabbe ho già parlato diverse volte della Chiesa e del Web 2.0: ora viene lanciato News.va e Papa Benedetto XVI alias Joseph Ratzinger nel video scrive il suo primo tweet dal suo profilo di Twitter. O almeno ci prova aiutato da 7 persone, mi ha quasi fatto tenerezza. Secondo voi Gesù ha bisogno di fare follow oppure riesce a seguirlo da lassù senza il wi-fi?

Io voglio essere là dove gli uomini si trovanodice Benedetto XVI: il prossimo passo sarà aprire un profilo su Badoo, Netlog, eccecc?
Scherzi a parte io per ora sul suo profilo di Twitter e Facebook non ci leggo nulla, se lo useranno i suoi cardinali indottrinati sul Web al suo posto allora è meglio lasciar perdere.

Google lancia il suo social network: Google Plus +

Alla fine il cerchio si è chiuso e Google non ha resistito lanciando il suo social network: Google + Plus. Qui c’è la demo: si differenzia da Facebook per il fatto che al centro non c’è l’utente ma più Circles ovvero le sue cerchie sociali (che quindi possono essere più d’una e rappresentare una lista di Twitter piuttosto che gli amici su Facebook). Ci si iscrive e pian piano si invitano le altre persone in modo da formare più community personali.
Insomma Google Plus dovrebbe ribaltare completamente il trend di Facebook: condividere le cose giuste con le persone giuste. I profili di Google + hanno le informazioni di Google Profile, c’è il Google Stream che è una sorta di wall feed di Facebook mentre nel social network c’è anche la video chat con Hangouts.

Ho appena chiesto l’accesso per provarlo (c’è già l’applicazione per Android), la prima recensione di Google + arriva da Mashable. Google riorganizza anche la sua homepage modificando i menu dei servizi e la barra (che ora è terribilmente nera) segno che il Social Circle rivoluzionerà la ricerca sul motore. E però magari almeno in questo modo finalmente gli italiani impareranno davvero cos’è un social network e come si usa.

[AGGIORNAMENTO - UPDATE]

- Ho usato due email per richiedere l’invito perchè Google Plus non supporta Google Apps che a sua volta non supporta Google Profiles. Insomma è un cane che si morde la coda per ora: non posso usare due account diversi e collegarli come faccio di solito, ossia uno business per il lavoro e uno più social che utilizzo un po’ per tutto. Una brutta limitazione che non ha senso.

- Volevo avvisare tutti quelli che mi chiedono gli inviti che ora Google+ è aperto a tutti e dunque potete iscrivervi liberamente.

Se nessuno chiede di rimuovere i contenuti per il copyright su Google perchè l’Agcom si affanna?

Do you love Italy? Google forse SI, Agcom sicuramente NO.
A proposito della censura del web italiano che sarà cancellato a colpi di provvedimenti dell’Agcom se passa la delibera del 6 Luglio segnalo il Transparency Report di Google relativo alla parte finale del 2010 in Italia. Continua…

WikiLove: il pulsante Like di Wikipedia

Leggo soltanto ora che Wikipedia ha lanciato WikiLove, una specie di pulsante ‘Mi piace’ (il cuoricino) per esprimere un apprezzamento sulle voci dell’enciclopedia. E va bene che si tratta di un esperimento per gli editor novelli ma il timore che l’informazione venga costruita dall’esercito del like è dietro l’angolo.

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