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MINI e il marketing del testimonial da remoto

Idea carina di MINI che trasforma le persone in testimonial, siano esse online oppure offline: se sei a Berlino puoi fare un autoscatto attraverso la macchinetta per le fototessere, stamparlo e comparire nel maxischermo che è stato installato in città. Se invece sei comodamente seduto a casa puoi usare l’applicazione di Facebook Mini Photo Box. Scatti una foto dal PC e finisci nel maxischermo di Berlino accanto al modello della ultima MINI che viene messa in palio a tutti i partecipanti.

La campagna si chiama “It’s personal” ma tutti i testimonial improvvisati hanno in comune un paio di cuffie.

I dolori del giovane Giovanhardi

A Napoli ci sono i “gay, i trans e i femminielli”: Klaus Davi che parla della “lobby dei femminielli” che non favorirebbe le nascite fa venire i brividi, tira quasi le parole di bocca a Giovanardi. Questo caso di Trashpolitique, facile facile e molto triste, riguarda il giovane Giovanhardi e la sua terribile chiacchierata con Davi che termina con un “sono dei bastardi”.

Preferiamo ricordare Giovanhardi così:

Spero vivamente che Napoli venga governata da femminielli, gay, trans ed etero tutti insieme ma MAI da omofobi.

Ritorno al blogging

Come hai visto la sospensione del blog ormai è finita: l’ho spostato su di un nuovo hosting grazie anche ad Andrea Beggi per il gentile supporto e la disponibilità. Ci tengo a ringraziare anche Fausto Napolitano che per qualche tempo ha contribuito allo spazio e mi ha dato una mano.

Un po’ mi è tornata la voglia di scrivere, un po’ ormai penso che la Rete è così piena di cose, fatti e persone che quando non si ha nulla da dire è meglio stare zitti ed evitare di inzozzare il Web con pensierini da quinta elementare. Ci sono ancora delle cose che nel template del blog non vanno, le sto risolvendo: se hai delle segnalazioni scrivimi nei commenti.

Ho notato che c’è stato un fuggi fuggi generale anche dal feed: ritorna! L’indirizzo non è cambiato, se vuoi continuare ancora leggermi iscriviti su: http://feeds.feedburner.com/dariosalvelliblog

Quella Italian Revolution fatta dagli spagnoli

Se per alcuni siamo già al dopo Facebook allora c’è da chiedersi com’è nata la spanishrevolution partita dagli studenti in Piazza il 15 Maggio. Si è sviluppata attraverso i social network ma senza un forte senso comune e condiviso di malcontento non sarebbe mai nata: la spinta fondamentale è stata la voglia di scendere nella piazza reale usando anche il virtuale per ribaltare la propria condizione sociale.

In queste ore molti media italiani (e anche spagnoli) hanno parlato della Italian Revolution come virus che si sta diffodendo anche in Italia: è una rivoluzione che non c’è e non esiste (per lo meno non ancora) ma che è partita dalla pagina Facebook Italian Revolution gestita da un gruppo di spagnoli (insieme agli Anonymous Italiani) che vivono in Italia quale movimento di solidarietà e vicinanza alla loro patria.

L’hashtag #italianrevolution è al primo posto dei trending in Italia ma non so quanto durerà perchè non ha nulla a che vedere con l’attuale Italia che forse si sta risvegliando solo ora ed a fatica dopo 17 anni di berlusconismo. Non c’è un manifesto come quello spagnolo dunque non ci sono i semi per fare una rivoluzione che non è un gioco per radical chic, intellettuali sgangherati o studenti perdigiorno.

Eppure ci sono già appuntamenti con orari e luoghi in diverse piazze italiane (molti eventi di Facebook sono sulla pagina di Italian Revolution) dunque vediamo che succede, quanti saranno gli spagnoli, gli italiani e perchè scenderanno in piazza:

ROMA – Piazza di Spagna – 20 maggio h 20.00
BOLOGNA – Piazza del Nettuno – 20 maggio h 20.00.
TORINO – Piazza Castello – 20 maggio H 20.00.
MILANO – Piazza Duomo – 20 maggio h 19.30.
FIRENZE – Piazza Santa Croce – 19 maggio h 20.00.
PADOVA – Prato della Valle – 20 maggio h 20.00.
PISA – Piazza Garibaldi – 20 maggio h 19.30
BARI – Piazza Ferrarese – 20 maggio h 20.00
PALERMO – Teatro Massimo – 20 maggio h 20.00

Vi invito se siete in queste zone a twittare usando #italianrevolution. C’è anche questa pagina Facebook e il twitter di italiarevol che raccoglie un po’ di italiani e cerca di costruire un manifesto per l’Italia inviando contributi via mail a italiarevol@gmail.com.

Gli italiani hanno sempre bisogno di un Giuseppe Garibaldi che arrivi da un altro mondo per aiutarli a sconquassare quel muro d’indifferenza, staticità e non appartenenza che spesso li pervade.

10 anni di contratto con gli italiani

Oggi sono 10 anni dalla firma del contratto con gli italiani che Silvio Berlusconi firmò in diretta tv. Quell’1 milione e mezzo di nuovi posti di lavoro resta ancora una chimera e sono passati quei 4-5 anni e la candidatura di Berlusconi è stata ripresentata anzi l’imprenditore più famoso d’Italia ha avuto tutto il tempo possibile per governare.

Mi viene il dubbio che Berlusconi non rispetti i contratti che firma con le sue aziende o che si fermi a metà: in quell’elenco di cose da fare e di promesse quante ne ha realizzate? Leggere del poliziotto di quartiere dopo l’invenzione delle ronde, l’uso dell’esercito ovunque e i tagli a molti corpi dello Stato a posteriori sembra molto triste.

E però quando si stipula un contratto bisogna essere in due: cos’hanno fatto e dov’erano e dove sono ora gli italiani? Troppo servi della politica, troppo piegati al comodo pensare che alla fine ci pensa chi governa a sistemare i mali di questo Paese e mettere tutto in ordine. Non è così e non sarà mai così: ce ne siamo convinti o abbiamo bisogno di altri contratti da firmare per continuare a sperare?

[UPDATE]

- A conferma di quanto dicevo basti questo articolo sulla chiusura del commissariato online.

Facebook come il Sony Playstation Network: fuoriuscita dei dati

Interrompo il silenzio del blog (che riprenderà a breve, un po’ mi manca, datemi il tempo di trasferirlo) per segnalare il rapporto di Symantec secondo il quale circa 100 mila applicazioni di Facebook hanno tracciato per anni (dal 2007!) gli utenti con la possibilità di catturare i nostri video, foto, indirizzi e altre informazioni personali. Non è una novità assoluta ma lo è il fatto che Symantec abbia pubblicato il metodo che sfrutta una caratteristica di Iframe.

Facebook ha risposto che aggiornerà la roadmap per gli sviluppatori inserendo dei metodi più sicuri. A quanto pare molte applicazioni sono pubblicitarie e brandizzate, 4 anni di dati nelle mani di uno sconosciuto: un motivo in più per restringere l’utilizzo di Facebook, non ti pare?

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