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Mediterraneo Revoluciòn

Foto: Boston.com

Il regime dell’Iran e quello del Libano di Gheddafi, la Giordania, l’eterno conflitto Israele-Palestinese, la rivolta del popolo Egiziano e la caduta di Mubarak, la Tunisia, la terribile crisi in Grecia, il conflitto in Albania, le guerre civili in diversi stati dell’Africa. E ora infine l’Algeria.

E’ un mediterraneo caldo, caldissimo. Non sono uno storico e non ho neanche gli strumenti sociologici e d’approfondimento per analizzare questi eventi politici nei singoli Paesi però è chiaro che sono segnali forti, precisi, sarebbe un errore buttarsi in qualche banalità socio-politica. Al centro di questo tormentato mediteranneo c’è l’Italia che attraversa una delle ere più buie per quanto riguarda la situazione economica, sociale e politica.

Le domande da fare sono tante, gli altri Paesi stanno rispondendo ai regimi che li tengono in ostaggio. E’ possibile dimostrare che la democrazia nei Paesi occidentali non è un sistema di facciata, già sfasciato e che sopravvive in continui compromessi solo per coccolarci in una deleteria utopìa?
Ci sono le condizioni affinchè il popolo italiano, dopo 150 anni, riesca a sentirsi unito ed a liberarsi dai vizi, dagli scheletri dell’attuale politica? Qual è il significato da attribuire alla discesa in piazza delle donne italiane, può iniziare da loro il processo di rinnovamento della società italiana?
Come guardare la situazione del mediterraneo e soprattutto quale posizione adottare? Perchè la politica estera non entra nelle discussioni quotidiane degli italiani così come a scuola e nelle università con un bollettino giornaliero? Perchè gli studenti devono aspettare un altro 11 settembre o una riforma sbagliata per alzare il culo dalle aule universitarie? Perchè gli operai sono costretti a sfoderare la loro ultima busta paga e devono vivere di sommerso in attesa che l’azienda riapra?

Sembra di essere fermi agli anni ’30 eppure è passato quasi un secolo. L’unico verbo che va di moda ormai tra i giovani è “adeguarsi” perchè “tanto lo sai che non possiamo fare niente”.

Provate ad andare in strada ed urlare “Italiani, sveglia!” come fosse lo slogan dello zio Sam: se nessuno vi ascolterà o verrete fermati dalle forze dell’ordine allora forse è il caso di calare la maschera, vestirsi da egiziani, prendere una baguette e scendere in piazza.

Phantom of the Floppera

Lunga vita ai floppy disk: ve li ricordate? In questo video interpretano Il Fantasma dell’Opera.

Le pagine di Facebook diventano come i profili

Domani scoppierà un putiferio: Facebook ha deciso di unificare il layout e design della pagina a quello dei profili.

Le nuove pagine di Facebook ingloberanno gli stessi cambiamenti che hanno subito i profili qualche tempo fa.
Le novità in breve: finalmente per gli amministratori sarà possibile ricevere le notifiche delle pagine Facebook in caso di nuovi commenti o post, le pagine potranno fare “like” di altre pagine, sarà possibile collegare il proprio profilo alla propria pagina in modo da usare una sola identità (con la funzione Use Facebook as Page) anche quando si pubblicano post o commenti, eccecc. Per gli sviluppatori c’è una grande novità: non solo più FBML, i tab delle pagine potranno usare anche l’IFrame.

Altra interessante funzione per gli admin delle Facebook page è l’aggiunta di blocklist per censurare e bloccare alcune keyword, parole e quindi utenti indesiderati che fanno SPAM.

Pettegolezzi tra robot

Photo Credit: Dan Coulter

La BBC ha un articolo curioso sui robot e su ciò che imparano dal mondo: il progetto RoboEarth consiste nel costruire una Wikipedia ed una Internet che collegherà soltanto i robot tra di loro.

Un po’ fa sorridere ma un po’ inquieta: e se capissero i difetti degli umani e ne simulassero i comportamenti?

Guida all’online marketing

SEOmoz pubblica una interessante guida all’online marketing con tanto di infografica: si va dalle landing page all’indefinito social media marketing passando per il CRO, l’analisi delle matriche. E’ un post globale che può servire a creare un piano marketing completo dunque finisce dritto nei preferiti.

Il sito di Karol Wojtyla

Per la beatificazione di papa Giovanni Paolo II che avverrà il giorno 1 Maggio è stato “ristrutturato” (così scrivono) il sito web di Karol Wojtyla dal Vicariatus Urbis.
C’è anche uno sponsor e meno male che non c’è il blog o un account Facebook.

L’ilarità si potrebbe sprecare dunque mi limito a dire che non mi sono mai piaciuti i siti celebrativi, di personalità o persone che ci hanno lasciato. Io detesterei vedere la mia faccia su di una locandina o addirittura un banner che gira per il Web o su Facebook. E però è un segnale che la Chiesa cattolica utilizza sempre più di frequente la Rete.

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