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Lo spot sul Nucleare è ingannevole: il Giurì lo blocca

Lo spot a favore del nucleare in Italia realizzato dal Forum Nucleare che aveva portato ad un controfilmato di Greenpeace è stato bloccato dal Giurì perchè giudicato ingannevole. Il provvedimento a mio avviso arriva in grosso ritardo: non c’è una commissione che valuta prima della messa in onda tutti gli spot che vanno in televisione?

Il messaggio contestato è: E tu sei a favore o contro l’energia nucleare o non hai ancora una posizione? – www.forumnucleare.it

Avranno letto il mio post? Scherzi a parte sono soddisfatto, mi hanno contestato in tanti ma sono contento che il Giurì la pensi come me.

E’ cominciata una nuova bolla delle dotcom?

E’ affascinante pensare che la tua idea diventi quella di tutti e sia un successo mondiale proprio come Facebook e Twitter. Sono sempre più quelli che sognano di fare gli startupper seguendo l’onda continua degli annunci di venture capital o valutazioni astronomiche.

Twitter che vale 10 miliardi di dollari, Zynga 9 miliardi, Groupon 15, eccecc. Questo enorme giro di soldi a fronte di ricavi ancora minimi fa pensare ad una nuova bolla del Web e delle dotcom: già nel 2009 si parlava di bolla del Web 2.0 poi invece è arrivata la crisi mondiale in tutti i campi, nuovi fattori sono entrati nel valutare la competizione tra aziende in un’economia che al CES ha presentato 20 mila nuovi prodotti mentre in Europa arranca il venture capital.

Qui non si parla solo di Internet Startup ma di sostenibilità dell’economia. La demografia di alcuni social network è inevitabilmente a favore delle donne (che sono di più) e alcuni studi conferiscono ai media sociali il potere di farci sentire meno soli. Dunque perchè non provarci?

A parlare di una nuova bolla sono stati Eric Schmidt qualche giorno fa e Carol Bartz di Yahoo. Secondo il Telegraph potrebbe scoppiare una nuova bolla delle dotcom. Nell’articolo c’è un decalogo (credo non ci sia bisogno di tradurlo) di Alan Patrick utile a comprendere i segnali dell’arrivo di una bolla che comincia sempre con una piramide:

1. The arrival of a “New Thing” that cannot be valued in the old way. Dumb-money companies start paying over the odds for New Thing acquisitions.

2. Smart people identify the start of a bubble; New Thing apostles make ever more glowing claims.

3. Startups with founders deemed to have “pedigree” (for example, former employees of New Thing companies) get funded at eye-watering valuations for next to no reason.

4. There is a flurry of new investment funds catering for startups.

5. Companies start getting funded “off the slide deck” (that is, purely on the basis of their PowerPoint presentations) without actually having a product.

6. MBAs leave banks to start up firms.

7. The “big flotation” happens.

8. Banks make a market in the New Thing, investing pension money.

9. Taxi drivers start giving you advice on what stock to buy.

10. A New Thing darling buys an old-world company for stupid money. The end is nigh

Gheddafi è intervenuto per porre ordine

 

Mentre la gente muore e l’Italia non fa nulla siamo alle comiche ma di quelle più tristi. Guardate verso la fine del video: il TG4 è vergognoso anche in politica “estera”.

[AGGIORNAMENTO]

- Il video viene eliminato di continuo su YouTube, Mediaset come al solito si fa sentire e c’è già una disputa tra le due aziende. Ad ogni modo per guardare il filmato vai su http://www.video.mediaset.it/programma/tg4/tg4.html e cerca l’edizione delle 19 del TG4 del 21 Febbraio.

Anyone seen Steve Ballmer?

 

L’altra sera a cena da Barack Obama mancava qualcuno: indovina chi?

Via [The Oatmeal]

Telecom Italia filtrerà il peer to peer sulle ADSL

 

Da una parte cercano i nuovi mille per “fare l’Italia” mentre dall’altra pretendono che i content provider paghino perchè usano le loro infrastrutture.

E non solo: Telecom Italia ha preparato un aggiornamento delle Condizioni Generali di Contratto della sua offerta di ADSL a partire dal 1° marzo. Nel comunicato si legge che:

Allo scopo di garantire l’integrità della rete e il diritto da parte della generalità degli utenti di accedere ai servizi di connettività ad internet anche nelle fasce orarie in cui il traffico dati è particolarmente elevato, Telecom Italia, nel rispetto del principio di parità di trattamento e ove necessario, si riserva la facoltà di introdurre per tutte le offerte e/o i profili commerciali che prevedono traffico dati su tecnologia ADSL, meccanismi temporanei e non discriminatori di limitazione all’uso delle risorse di rete disponibili.

A tal fine Telecom Italia potrà limitare la velocità di connessione ad Internet, intervenendo sulle applicazioni che determinano un maggior consumo di banda (peer to peer, file sharing ecc.), limitando la banda destinata a tali applicazioni ad un valore massimo proporzionale alla banda complessiva disponibile sul singolo DSLAM.

Per ora nelle offerte ADSL di Telecom non si fa alcun riferimento a questi cambiamenti, basta leggere le caratteristiche di Alice 20MB:

 

Aspettiamo maggiori spiegazioni da Mantellini su Eraclito ed i soliti ragionamenti competenti di Stefano.

Tra l’NGN “de noartri”, la bufala sul wi-fi libero e infine il taglio sui fondi FAS per il digital divide non si capisce più nulla ed è ormai chiaro a tutti che il Governo attuale non ha nessuna strategia sull’innovazione e sulle TLC, brancola nel buio di accordi e decreti legge inutili.

A proposito: in tutto questo marasma dove sono e cosa fanno quelli di Agenda Digitale?

 

[AGGIORNAMENTO 22 Febbraio]

Arriva una risposta pressocchè ufficiale da parte di Salvo Mizzi nei commenti di Eraclito che chiarisce alcune cose anche se restano ovviamente dei dubbi. La copioincollo qui di seguito:

Quando con Massimo abbiamo immaginato di creare questo blog, è sempre stato chiaro che la nostra collaborazione sarebbe stata improntata a un semplice principio: libertà espressiva e autonomia completa nella scelta degli argomenti e dei commenti. Il fatto che Eraclito svolga una funzione “terza” su un hub che raccoglie la conversazione “social” in corso su Telecom Italia e sui suoi diversi brand, ne rafforza il ruolo consapevole di libero editorialista. Sugli interventi di Massimo non esiste alcuna “suggestione interessata”. Molti amano criticare Telecom Italia, spesso in maniera pregiudiziale; mi sarebbe piaciuto notare da parte della critica più attenta anche il riconoscimento che una scelta del genere rappresenti una novità assoluta per quanto riguarda blog o property più o meno corporate. E vale sempre comunque il detto “Peggio per chi pensa male”.

Sul tema invece sollevato qui e in diversi blog e commenti sui social networks, non esiste allo stato alcuna limitazione di traffico, ma la possibilità di intervenire in situazione critiche di congestione del traffico stesso per consentire a tutti l’accesso alla rete. Su questo, l’articolo di Alessandro Longo su Repubblica è molto chiaro: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/02/20/news/telecom_peer-12683117/?ref=HREC2-9

In sintesi, e questo è il nostro modesto punto di vista:

1) Telecom Italia non è il primo operatore a compiere questo passo in Italia;
2) Il motivo è garantire l’integrità della rete e il diritto da parte della generalità degli utenti di accedere ai servizi di connettività a internet anche nelle fasce orarie in cui il traffico dati è particolarmente elevato;
3) Limitare applicazioni come il peer to peer servirà a “garantire anche nelle ore di punta una sufficiente disponibilità di banda per il funzionamento soddisfacente delle altre applicazioni “realtime”;
4) Il video streaming, pur consumando molta banda, non sarà in alcun modo limitato;
5) Queste limitazioni riguarderanno eventualmente solo le centrali congestionate dal traffico, quindi in località e in orari precisi (servono quindi a fronteggiare casi straordinari di traffico congestionato);
6) Tempi e modalità non sono ancora noti, lo saranno in seguito e avremo cura di comunicarlo tempestivamente.

 

[AGGIORNAMENTO 21 Febbraio, 11:04]

Arrivano le prime discussioni su FriendFeed mentre solo ieri Repubblica con Alessandro Longo ne ha parlato (non mi si cita mai ma ormai non me ne preoccupo più). Massimo Mantellini invece scrive un post (con un titolo ironico ma fuorviante) sul blog Eraclito con un buon intervento di Stefano Quintarelli ma nulla chiarisce sulle intenzioni di Telecom Italia: scrivi per Telecom e non conosci le strategie della telco per la quale in qualche modo lavori o non fai intervenire qualcuno dell’azienda? Harakiri digitale.

Probabilmente Telecom nei prossimi giorni chiarirà con altri comunicati ma resta una domanda: dal 1 Marzo gli utenti che apriranno Skype (che usa tecnologie p2p) avranno le chiamate filtrate da Telecom Italia?

Testamento biologico: si all’autodeterminazione!

Sta per scoppiare una petizione sul testamento biologico, ne sentiremo parlare molto nei prossimi giorni. Puoi aderire ed esprimerti a favore dell’autodeterminazione sul sito autodeterminazione.it:

No all’espropriazione del diritto a governare liberamente la propria vita. No alla cancellazione del diritto fondamentale all’autodeterminazione. La Camera dei deputati sta discutendo una legge sulle disposizioni riguardanti la fine della vita che va proprio in questa direzione. Ma il legislatore non puo’ impadronirsi della vita delle persone, negando loro la dignita’ nel vivere e nel morire. Lo dice esplicitamente l’articolo 32 della Costituzione: la legge non puo’ in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

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