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Uccellacci uccellini


Mass Animal Deaths Map

La morìa degli uccelli (molti merli, alcuni itteri) per il mondo sta causando teorie catastrofiche e curiose. Centinaia, se non migliaia le tortore morte in Italia a Faenza. Di teorie (molte divertenti) di questo mistero zoologico ne ho sentite tante in questi giorni:

- Si avvicina il 2012!
- E’ un complotto
- Un flashforward
- Come D.Gibbons, sono durati solo 137 sekunden..
- I botti (i rumori) di capodanno
- I campi magnetici
- I tornado
- Tempeste

E’ inquietante quanto il film di Hitchcock “Uccelli” pensare ad una pioggia di volatili che d’improvviso muore cadendo a terra. Qualcuno si è preso la briga di fare una mappa degli uccelli morti in massa nei diversi Paesi in questo periodo. Non solo gli uccelli: la CNN segnala che nel Maryland sarebbero morti 2 milioni di pesci.

Chiamiamo a raccolta gli zoologi affinchè spieghino scientificamente questo fenomeno, da cosa sono causate queste morti, se avvengono ciclicamente e spesso durante l’anno (quanti pesci muoiono causa inquinamento dei mari?). L’impressione è che come spesso accade gli uccellacci siano i media (con la strategia della disattenzione) mentre spero che gli uccellini continuino a sbattere le ali più forte che possono.

Il web è un Customer Service Medium

Dal WWW, World Wide Web al WWIC, Why wasn’t I consulted?, una domanda fondamentale che tutti abbiamo fatto almeno una volta riguardo Internet. Secondo Paul Ford il Web è un Customer Service Medium e nell’ottica di una rete sempre più Facebookcentrica è interessante porsi alcune domande su quanto sia un problema non controllare il web e definire le sue regole:

The web is not, despite the desires of so many, a publishing medium. The web is a customer service medium. “Intense moderation” in a customer service medium is what “editing” was for publishing.

Ford dice che Wikipedia è un esempio classico del “Why wasn’t i consulted” perchè soddisfa il bisogno dell’uomo di conoscere qualcosa completamente e partecipare. Lo stesso vale per YouTube. Da queste considerazioni nasce una lezione per chi lavora sul Web:

Create a service experience around what you publish and sell. Whatever “customer service” means when it comes to books and authors, figure it out and do it. Do it in partnership with your readers. Turn your readers into members. Not visitors, not subscribers; you want members. And then don’t just consult them, but give them tools to consult amongst themselves.
Create a service experience around what you publish and sell. Whatever “customer service” means when it comes to books and authors, figure it out and do it. Do it in partnership with your readers. Turn your readers into members. Not visitors, not subscribers; you want members. And then don’t just consult them, but give them tools to consult amongst themselves.
If you don’t want to do that then just find niche communities who might conceivably care about your products and buy great ad placements. It’s a better online spend.

Sulla stessa linea è Eric Schmidt di Google secondo il quale più Internet creerà più occasioni perchè “Internet, la forza globalizzante decisiva, ha reso il sapere collettivo del pianeta più accessibile a tutti, più che in qualsiasi altro periodo della storia“.

Come diventare un bravo videomaker e blogger

Microphones: The Proximity Effect from Videopia on Vimeo.

Due siti da seguire. Il primo serve a diventare un bravo videomaker ed è la community Vimeo Video School: un blog con video e consigli pratici su come migliorare a registrare e girare video e filmati da uno dei siti di video sharing creativi più famosi, Vimeo. Ci sono una serie di tutorial e guide prodotti dagli utenti come quella di sopra per catturare l’audio correttamente.

Il secondo è The Daily Post: utile a chi vuole aprire o continuare a scrivere un blog indica come farlo bene e suggerisce una ventata di stimoli nuovi da seguire ogni giorno. Realizzato da WordPress invita i blogger a scrivere almeno un post al giorno o alla settimana e fornisce guide e suggerimenti a come usare al meglio WordPress ed un blog. Perchè il blogging non è morto per niente.

Bing Bang

Il valore dei link è cambiato, non è più fatto da software ma dagli utenti e dunque ha acquistato un peso sociale diverso. Per questo ci si chiede quanto vale condividere sui social network e ci si interroga sulla SEO di Facebook e su come misurarlo.

Non è solo questione di celhopiùnghismo ma di ottimizzare meglio i motori di ricerca senza ucciderli: dal Big Blog Bang al motore di ricerca Bing di Microsoft che si è accordato con Facebook il passo è stato brevissimo.

Bing aggiunge la social search (per ora solo negli Usa) con informazioni provenienti da Facebook e che non sono indicizzate da Google e da nessun altro motore. Una parte del web preziosa si unisce a quella di Facebook Places, i luoghi visitati dalle persone.

Tutto ciò forma dei contenuti più interessanti da cercare con raccomandazioni formulate involontariamente (spontaneità=maggiore fiducia?) dai propri amici di Facebook.
Ad esempio Bing alle ricerche connesse ai viaggi genera una applicazione per la ricerca e la prenotazione di voli e alloggio che sorvola qualsiasi intermediario e rende agli utenti più facile approfittare di un’offerta o un lastminute senza perdersi nella pubblicità.

Trackback che ci riguardano e che sono affini con ciò che cerchiamo. Non lo so se è questo il futuro della ricerca, se basta sputare i contenuti dei social network sui search engine per renderli migliori, più interessanti ed efficienti. Per alcune ricerche è più veloce e performante uno status di Facebook o un tweet di Twitter? E’ meglio rispondere a questo post con un altro post su di un blog o commentarlo su Facebook, Friendfeed, Twitter, Tumblr?

7 miliardi

A fine 2011 sulla Terra saremo 7 miliardi: nel video 7 billion il National Geographic riassume alcuni numeri del pianeta.

Lo spot sul nucleare in Italia è ingannevole?

Questa è la pubblicità sul nucleare in Italia che sta andando in onda da qualche tempo in tv. E’ collegata al Forum Nucleare Italiano, organismo no-profit ma dietro al quale si nascondono tutte le aziende che producono energia nucleare (Edison, Enel, Alstom Power, Ansaldo nucleare, Areva).

Nel lontano 1987 con il referendum l’80% degli italiani votò contro il nucleare. Lo spot, che se fosse veramente una comunicazione democratica e di pubblica utilità sarebbe anche utile, non è illegittimo e dunque anche illegale come la pubblicità sulle sigarette? Non è propaganda e manipolazione allo stato puro?

[UPDATE, 18:00]

- Dopo una discussione su Friendfeed ho analizzato e in effetti “illegale” non è il termine più corretto, meglio “ingannevole“.

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