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Ho lavorato gratis per Roberto Saviano

Sto leggendo le reazioni di queste ore e diversi post riguardo il caso di Paola Caruso e devo essere onesto: inzialmente era apparsa anche a me una brutta storia così come quella dei giornalisti della redazione di Libero.it che sono a rischio per alcune strane dinamiche interne all’azienda che credo siano già note all’Ordine dei Giornalisti e alla FNSI (anche qui mi sono arrivati messaggi che mi chiedevano della veridicità della cosa che arriva da un cdr interno, non da mie fantasie).

Tra parentesi: i blogger che hanno partecipato al concorso Libero Blog Awards e ai quali ho scritto se sono sono altamente fregati, non hanno neanche risposto ai miei messaggi. Il che è tutto dire di come è messa una certa parte della blogosfera.
Non vorrei si capisse che lavorare su Internet non conviene mai, non è così.

C’è una cosa della quale vado fiero e che dal punto di vista del curriculum non mi è servita a nulla perchè non faccio il giornalista ma che umanamente e professionalmente mi ha donato molto: ho collaborato con Roberto Saviano per circa un anno alla gestione del suo sito GRATUITAMENTE finchè ho potuto. Tra l’altro non ero solo e avevo una mole di lavoro non eccessivamente pesante che ci si rimpallava con gli altri dello staff.
Ne vado fiero. Sono stato fesso? Probabilmente si, non lo so. Però non potevo rifiutare l’appello che mi scrisse via email Roberto tempo fa chiedendomi di collaborare. Quando non ce l’ho più fatta me ne sono andato.

Credo che la politica debba aiutare queste persone ad avere un futuro più certo. In questo contesto due attori sono importanti: da una parte la società civile che dovrebbe muoversi con azioni più concrete che garibaldine, dall’altro i lavoratori che dovrebbero esigere i diritti e la meritocrazia ma anche darsi da fare di più, creandosi nuovi lavori o semplicemente facendo bene il proprio mestiere.

A parte sparare post su questo blog, a volte anche volutamente provocatori, nel mio piccolo ho già un mio metodo che uso spesso non per pietà ma per creare opportunità, perchè solo se intorno a te crei e favorisci nuove opportunità il contesto in cui vivi e lavori migliora.
Il metodo che uso è semplice e banale: fate in modo che ognuno di voi diventi una piccola agenzia interinale. Sta a me ed a voi il compito di non confonderlo con la bieca spintarella o l’abituale raccomandazione rivalutando quell’onestà, anche intellettuale, continuamente disgregata da chi ha la puzza sotto il naso in questo Paese.

Nuovo sito dell’INPS, vecchie pensioni

A proposito di lavoro ma lo sapete che da un po’ c’è un nuovo sito dell’INPS? Ogni anno lo cambiano, miscelano la grafica, spostano i contenuti, c’erano anche dei banner in giro che annunciavano nuovi servizi. Quando feci l’analisi di quale sito Internet istituzionale tagliare, www.inps.it era il più visitato.

Ogni anno poi vengono spesi soldi in comunicazione istituzionale: a questo giro vanno via 6 milioni di euro. Peccato che le pensioni non cambino mai e restino sempre le stesse…ma tanto che importa? I blogger son buoni solo a lamentarsi e poi tra un po’ cade anche questo Governo.

[UPDATE]

- Tra un po’ si fa per dire: giusto il tempo che gli onorevoli maturino la pensione.

Paola Caruso: una precaria come voi

Ne ho già accennato alla fine dell’ultimo post e senza scoprire l’acqua calda l’avevo detto che molti posti di lavoro nell’editoria in Italia sono a rischio. La Finanziaria ha aumentato i soldi destinati all’editoria ma non basta, non serve.

Paola Caruso è una giornalista de Il Corriere della Sera: stanca di 7 anni di precariato e di aver visto passare avanti insieme ad altri un giornalista non professionista ha deciso di cominciare da 24 ore lo sciopero della fame e della sete (che ha interrotto ieri sera grazie all’appello di alcuni utenti su Friendfeed). In questo post spiega i suoi motivi.

Molti blog hanno già espresso solidarietà a Paola che ha pubblicato una foto del suo peso: Macchianera ad esempio ha sostituito la sua prima pagina con il post di Paola Caruso mentre Alessandro Gilioli ne ha scritto sul blog e Nicola Mattina ha scritto una lettera aperta a De Bortoli e tanti altri che solo a citarli per fortuna l’elenco è lungo quindi continua a far girare il caso di Paola e usa gli hashtag #paolacars, #paolaprecaria e #stopcorsesa4paola.

Secondo me ci vorrebbe lo stesso casino per ogni precario indipendentemente da lobby, aziende, quasi un sindacato di blogger che uniti insieme siano in grado di creare un nuovo media che parli del singolo caso e lo esponga. A quel punto sono sicuro che non se ne potrebbe non parlare, che si smuoverebbe anche la televisione e forse saremmo un Paese migliore.

Non ci resta che leggere il suo Twitter e il suo blog per attendere le novità che ci saranno. Tanti auguri Paola.

Ritirati dal Libero Mobile Awards: difendi il lavoro

Clicca sull’immagine per ingrandirla e inserirla sui tuoi blog oppure copia il link:

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Premessa: non voglio fare il sindacalista, non lavoro per Libero (e non conosco nessuno che vi ci lavora) e non ho nulla contro Libero, Wind e i ragazzi che si sono occupati di questa campagna che come ho già detto in un altro post e hanno scritto anche altri considero comunque interessante.

Domani scade la prima fase del concorso Libero Mobile Awards al quale avevo deciso di partecipare. Avevo, perchè in seguito a questa notizia ho deciso dopo pochi giorni di non partecipare più: la redazione di Libero.it infatti rischia di essere cancellata e diverse persone potrebbero perdere il lavoro dopo il riassetto di Wind.

Nonostante fossi stato con il mio blog per lunga parte in “buona posizione” questo è l’ultimo screenshot che ho catturato:

Non leggo Libero.it e come alcuni di voi probabilmente considero quei contenuti fuori dai miei interessi: insomma dal punto di vista di alcuni utenti quella redazione potrebbe anche non esistere, non se ne accorgerebbe nessuno. Questo ragionamento però a mio avviso è sbagliato e abbastanza snob considerando che quei giornalisti hanno prodotto un grande valore (anche economico) in uno di quelli che è tra i maggiori portali italiani (lasciatemi passare il termine “portale”).

Lo so che la maggior parte dei blogger se ne fregheranno e continueranno a partecipare al concorso che mette in palio circa 70 mila euro IVA inclusa, una cifra che immagino rappresenti delle briciole sul costo annuale della redazione ma che si potrebbe comunque destinare a loro indipendentemente dalla strategia che Wind-Libero ha deciso di adottare per i suoi servizi.

Insomma cari blogger, se come diceva Simone c’è bisogno di più attivismo e che non si fermi soltanto a un click o una firma su di una petizione, allora questo è il vostro momento.

Ritiratevi dal concorso in massa, tutti. O se volete fare i furbi e vincere restando da soli in corsa dedicate i post del vostro blog alla redazione di Libero.it parlando del loro problema ogni giorno: per farlo basta collegarsi a http://tutti.libero.it/ ed eliminare il proprio sito e poi cancellarsi dalla community di Libero e Libero Tutti (attenzione: se siete un utente di Libero e usate la loro posta o altri servizi perderete tutto).

Lo so che per domani che è prevista la prima scadenza non ce la farete tutti ma vi invito a farlo comunque nei prossimi giorni anche e soprattutto se avete superato la prima fase.

Esco dal Libero Mobile Awards e mi disiscrivo da Libero Tutti con l’illusione di salvare anche solo un posto di lavoro. Chiedetevi se valga davvero la pena continuare a giocare con il mobile quando qualcuno rischia, è proprio il caso di dirlo, la mobilità.

[UPDATE 20:21]

- Al solito siamo un pessimo Paese. Quei pochi contatti che mi hanno scritto sono corsi a segnalare il post al supporto di Libero invece di chiedersi se stavo scrivendo stronzate (nel caso preferirei essere smentito dai diretti interessati), altri hanno detto che non si ritireranno per niente. Insomma la solita Italietta, una società che va oltre l’individualismo, l’indifferenza, il sospetto, cose che alimentano da un pezzo la parte marcia e la politica di questo Paese.

E allora ne approfitto per segnalare il caso di Paola Caruso che sta protestando per la sua condizione di precaria al Corriere della Sera facendo lo sciopero della fame. Non si conoscono ancora le cause precise di questo gesto che mi sembra altamente preoccupante, spero che Paola ci ripensi e che torni ad essere serena risolvendo i suoi problemi lavorativi.

 


Tanti auguri al Web: l’ipertesto oggi compie 20 anni

Il 12 November 1990 Tim Berners-Lee e l’ingegnere Robert Cailliau inviavano via email una proposta per un nuovo linguaggio, il World Wide Web. Non mi pare ne abbiano parlato in molti e non si tratta solo di festeggiare un compleanno ma di ricordarne l’origine, da dove è nato tutto questo.

Serve per scongiurare il rischio che questa immensa Rete venga abitata da persone che non ne capiscono le potenzialità e non comprendono i meccanismi che ci sono dietro: non mi stupirebbe che di fianco alla matematica e al disegno tecnico il Web diventi una materia da insegnare fin dalla scuola primaria.

Morire di Fede

Pezzi di storia della televisione (e della politicaccia) italiana che lasciamo ai posteri affinchè ci deridano.

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