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Da Haiti al Pakistan

La cattiva politica è una brutta cosa, che sia americana, russa, cinese o italiana poco importa. Che differenza c’è tra ciò che è successo da Haiti ed il dramma del Pakistan? Non sono due disastri ambientali ugualmente terribili?
Com’è stata trattata la sciagura del Pakistan rispetto al clamore ed al movimento pro Haiti (che continua tutt’ora, basti pensare alla gara tra i candidati americani) sui media e dalla politica?

Tu scendi dalle stalle, Walter

Walter scrive e dice cosa deve fare l’Italia. Lo fa al momento sbagliato, con colpevoli anni di ritardo, senza carica e posizione alcuna quando è facilissimo fare da opposizione visto che non ha nessun ruolo nel partito.

Il guaio del PD e di molta parte dell’Italia è che troppi giocano a fare i radical chic ma sono pochi quelli che studiano, fanno proposte concrete, si mettono in gioco, prendono la politica come un lavoro serio e non come l’n-esima partita al circolo del bridge. E quando gli dai del borghese da salotto fanno specchio riflesso rispondendo che sei proprio tu quello che ha rovinato e distrutto la sinistra e una vera alternativa politica alla destra. In Italia gli uomini di cultura sono al posto sbagliato, le competenze diventano appannaggio di tutti, i tecnici vogliono fare i politici e viceversa.
Il risultato è che nessuno fa bene il proprio lavoro, non ci sono statisti e quei politici di spessore si concentrano e sono abili a fondare e costruire partiti sul vuoto, sempre pronti a galoppare l’onda di iperboliche candidature e alleanze acchiappa voti.

Come guadagnare con YouTube usando la demenza

E’ più facile utilizzare i luoghi comuni su Internet che in un altro media? YouTube sta diventando il MySpace del 2010? E’ la community che fa un contenuto o il contrario? L’introduzione della pubblicità su YouTube ha abbassato il livello dei video?
Se YouTube racconta la storia e la storia siamo noi allora la nostra società è spacciata?

Ogni giorno su YouTube ci sono tanti ragazzi che si danno da fare girando e montando video al fine di realizzare filmati divertenti: alcuni, come Willwoosh, sono diventate vere e proprie star del Web tanto da finire sul grande schermo.

Dai un’occhiata ai video presenti in YouTube Charts: spiegare fenomeni del web come “Gemmadelsud” come fa il video sopra è abbastanza deprimente ma vale la pena ricordare che questa generazione, alla ricerca di notorietà e soldi attraverso gli annunci pubblicitari di YouTube, popola il grande fratello della Rete ed ha due matrone.
La prima è la televisione il cui vuoto culturale sta spingendo molti verso Internet e i canali satellitari ma che ha alla base la consapevolezza nella scelta di cosa guardare, l’altra l’esercito del like che abita in molti luoghi digitali e che ha fagocitato tutti i difetti di Facebook.

YouTube è ad una svolta: con Google Tv verrà raggiunta anche la massa e sarà frequente usare il cellulare e lo smartphone come telecomando di YouTube. Molti vorranno guardare ma aumenteranno quelli che vorranno partecipare attivamente e bucare Internet invece che lo schermo: questa volta non per fare i lamer ma per diventare famosi.

Come organizzare la dieta digitale con i recommender system

Sono un consumatore di notizie e approfondimenti e sto cercando di risolvere il problema di come organizzare la mia dieta digitale visto che la carta è quasi scomparsa dalla mia scrivania.

La prima cosa che ho fatto è sistemare Google Reader ordinando i feed RSS per cartelle, argomenti (tag) e infine lingua. Ho già una serie di fonti che leggo spesso perchè mi piacciono e le trovo autorevoli ma stavo cercando un motore che raccolga i miei interessi automaticamente (magari trovando nuove fonti) e mi semplifichi la lettura.

Li chiamano sistemi di “recommendation systems“. Uno di questi è stato lanciato da Worio lo scorso Marzo: si tratta di Zite.
Zite si definisce come una sorta di “personal web filter” cioè un filtro organizzato in maniera che tu possa scegliere quali fonti leggere in funzioni dei tuoi interessi: nella procedura di iscrizione Zite chiede subito il tuo profilo Twitter e quello di del.iciou.us e li analizza per capire quali sono gli argomenti che leggi più spesso.

E’ proprio questa analisi automatica che fa la differenza rispetto a Google Reader: è possibile comunque nella sidebar di destra aggiungere o rimuovere gli argomenti che ti interessano (le keywords) in funzione dei tuoi bisogni e Zite compilerà per te una lista di blog e siti web di discreta qualità. Ho scoperto infatti diversi link interessanti da fonti che non conoscevo.

Se ti interessa ho due inviti per provare Zite (UPDATE: gli inviti sono finiti!): i più veloci nei commenti saranno invitati a questo servizio.

Ci sono altri motori che fanno il lavoro di Zite. Ne cito alcuni affinchè tu possa provarli, scegliere il migliore e segnalarmene qualcun altro: Yourversion, Oneriot, Lazyfeed.

Chi non guarda il porno scagli la prima pietra

I sondaggi di questi scienziati canadesi sono (ahimè!) un po’ come quelli di Berlusconi che si sono poi avverati.

Via [emmanuelnegro]

Googled: il film su Google

Le cifre dell’economia di Google

Mentre ero fuori la novità più interessante è stata quella del lancio di Facebook Places ovvero la possibilità di geolocalizzazione dei profili all’interno del social network. Non solo cosa stai facendo, cosa condividi ma anche dove sei e con chi lo fai.

Intanto, dopo i film su Facebook e Twitter dobbiamo aspettarci quello sulla storia di Google: la Groundswell Production e il produttore John Morris hanno acquistato i diritti per creare un film dal libro “Googled: The End of the World as We Know It” di Ken Auletta. Sembra che la storia di Larry Page e Sergey Brin finirà in un movie meno “romanzato” rispetto a The Social Network.

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