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Meno male che Il Post c’è

Mentre la novità su Facebook di oggi è lo spostamento di alcune sezioni del profilo nella pagina principale e la notifica sulla sicurezza dell’account nel caso qualcun altro usi il tuo profilo collegandosi con un pc diverso dal tuo, Elliot Schrage, vice president for public policy a Facebook risponde a delle domande su Facebook poste dai lettori del New York Times.

Volevo tradurle ma per fortuna l’ha già fatto Il Post. Escono fuori alcune cose interessanti: ad esempio che iscriversi a Facebook è un atto libero (chissà quanto consapevole però) fatto da un gran numero di persone e che dunque nessuno è obbligato con la forza ad usarlo per condividere informazioni personali.

Altri due punti importanti anche se non chiariscono del tutto le voci che girano sono:

1) “I dati che rendono identificabili i singoli utenti non vengono inviati ai produttori delle Nike o di formaggini che fanno pubblicità su Facebook. Le informazioni a chi fa pubblicità sono offerte in forma aggregata, un dato omogeneo senza elenco di nomi, cognomi o altre informazioni sensibili”.

2) “Se non vuoi utilizzare mai più Facebook, puoi invece cancellare il tuo account. L’eliminazione è permanente, e l’account non può essere riattivato. Quando procediamo alla cancellazione, rimuoviamo immediatamente tutte le informazioni personali collegate al tuo account. I messaggi e i post in bacheca rimangono, ma vengono attribuiti a un utente anonimo di Facebook. Il contenuto da te inserito viene invece rimosso nel corso del tempo, ma risulta inaccessibile su Facebook, e non è collegato con alcuna informazione personale sul tuo conto.”

Contro l’obbligo di rettifica dei siti web: hai firmato su No Bavaglio?

La petizione contro la legge Alfano della quale ho parlato l’altro ieri sta andando a gonfie vele non solo su Facebook ma anche su No Bavaglio.

L’appello per il web libero continua e invito tutti a firmare, commentare, mettere “like-mi piace” sui social network per diffondere il più possibile la petizione e la legge: non ho visto ancora un post o una parola spesa a favore di questa iniziativa dai cosiddetti top blogger italiani. Dormite?

Vi spiego perchè bisogna firmare. E’ necessario scongiurare il famoso obbligo di rettifica dei siti web che portò il 14 Luglio 2009 ad una protesta che potrebbe ripetersi inevitabilmente. Il punto della discordia per quanto riguarda Internet è l’articolo 28 della legge che recita:

28. All’articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il terzo comma è inserito il seguente:

«Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono»;

d) al quinto comma, le parole: «trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma» sono sostituite dalle seguenti: «trascorso il termine di cui al secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, e sesto comma» e le parole: «in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo e quarto comma» sono sostituite dalle seguenti: «in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, quinto e sesto comma»;

e) dopo il quinto comma è inserito il seguente:

«Della stessa procedura può avvalersi l’autore dell’offesa, qualora il direttore responsabile del giornale o del periodico, il responsabile della trasmissione radiofonica, televisiva o delle trasmissioni informatiche o telematiche non pubblichino la smentita o la rettifica richiesta».

Se ci fosse veramente una volontà politica basterebbe approvare l’emendamento 1.290 di VITA, VIMERCATI, CASSON a questa legge sulle intercettazioni trasformando il comma “incriminato” che riguarda la Rete in questo modo:

Al comma 28, lettera a), capoverso, secondo periodo, sostituire le parole da: «siti informatici» fino a: «accesso al sito» con le seguenti: «giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 5, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche».

Conseguentemente, al medesimo comma:
nella lettera d): sostituire le parole: «siti informatici, e sesto comma» con le seguenti: «giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, di cui al secondo periodo del medesimo quarto comma, e sesto comma»; e le parole: «siti informatici, quinto e sesto comma» con le seguenti: giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, di cui al secondo periodo del medesimo quarto comma, quinto e sesto comma»;
nella lettera e), capoverso, sostituire le parole: «delle trasmissioni informatiche o telematiche» con le seguenti: «dei giornali quotidiani o periodici di cui al quarto comma».

Infine fatemi dire che sono contento ed orgoglioso che il sito No Bavaglio.it sia stato messo su da Fausto Napolitano di ADDs+ con il quale collaboro ormai in maniera continuativa.

Lombardia Unoo!

Quel sogno del giornalismo partecipativo a Scampia

I veri SMS di solidarietà dovrebbero andare a giovani come Francesco Piccini di Agoravox affinchè realizzino i propri sogni e progetti.
Ho conosciuto Francesco a Parigi qualche tempo fa ed ho apprezzato la sua determinazione e voglia di mettersi in gioco, ci siamo ritrovati ad un party di MySpace e abbiamo familiarizzato subito anche perchè siamo entrambi campani. E’ una persona che stimo, un bel simbolo dell’Italia all’estero.

Solo molti mesi dopo quella serata a Place Maillot Francesco mi raccontò della sua idea di portare la redazione di Agoravox a Scampia per fare giornalismo partecipativo. Sul blog di Vittorio Zambardino leggo una amara lettera di Francesco:

Fa rabbia. Tanta. Leggere certe notizie non può lasciare indifferenti. Leggere che il Comune di Napoli dovrà restituire 360 mila euro di fondi europei non utilizzati per la Piazza Telematica di Scampia non lascia indifferenti.

Non lascia indifferenti perché abbiamo presentato, da un anno, un progetto di riqualificazione e sviluppo che prevede il trasferimento della redazione di AgoraVox da Parigi a Scampia. Un progetto che predeva, da qui a cinque anni, di aprire una web tv, una web radio e, con la collaborazione delle università, un laboratorio di sviluppo di tecnologie per il web.

Si invoca tanto l’emigrazione al contrario eppure non viene sostenuta. Parole vuote, che si scontrano con la realtà dei fatti.
Non volevamo impiantare una start-up bensì una realtà europea, la più grande realtà europea di citizen journalism: l’intero network di AgoraVox conta quasi 5 milioni di lettori. Esistiamo da 5 anni. Volevamo impegnarci per cambiare le cose.
A casa nostra.

Spero che Francesco riesca a realizzare il suo sogno e progetto, ne scrivo anche perchè magari c’è qualcuno che può aiutarlo. La vera solidarietà va a persone come lui, agli operai che lottano all’Asinara, a chi cerca nelle istituzioni uno stato democratico di diritto e difesa del cittadino ovvero del lavoratore.
Non sono il Veneto o la Lombardia che devono tirare il Sud ma zone come Scampia. E devono farlo cominciando a coltivare idee e passioni come quelle di Francesco.

Caro Comune di Napoli che usi Twitter per comunicare perchè non ti dai da fare ed utilizzi quei benedetti fondi?

[UPDATE]

- Devo dire che la risposta del Comune di Napoli è arrivata mediante un messaggio su Twitter e per questo li ringrazio. Eccolo:

comune napoli twitter

Internet in Perù nel film: “Web, La Selva”

Web: La Selva from Web on Vimeo.

Questo filmato lo dedico a chi ha i paraocchi e guarda (o per meglio dire abita) solo una parte della rete e del mondo quando l’attualità è così varia e profonda. Ecco come vivono Internet ed il computer alcuni bambini di un piccolo villaggio del Perù raccontato in questo trailer del film “Web“.

Angelino is watching you

angelino alfano legge

Nei giorni scorsi ne hanno parlato in molti tra cui Guido Scorza e Stefano Rodotà su Repubblica. Su No Bavaglio ho firmato anche io l’inutile e pericolosa legge Alfano sulle intercettazioni telefoniche che coinvolge anche l’informazione online ed i blog.

Se sei d’accordo firma e fai girare. Speriamo che lo sciopero dei blogger dello scorso 14 Luglio non sia stato vano e che dopo 1 anno sia cambiato qualcosa.

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