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Quanto tempo spendi su Internet?

Lo so che la domanda è banale e che già ci chiedemmo quanto tempo spendi per fare il blogger ma secondo un recente sondaggio i britannici strascorrono online un tempo di 22 ore e 15 minuti in un mese.

D’altronde in UK stanno pensando ad un ministro per la banda larga mentre qui non riusciamo a sbloccare 800 milioni o giù di lì. Questo blog è letto da poche persone però magari se pubblichi sul tuo blog questa domanda raggiungiamo un numero soddisfacente.

Quanto tempo spendi su Internet?
tempo: 6 ore al giorno – professione: studente/lavoratore del web

Steve Jobs vs Bill Gates

steve jobs versus bill gates

Questa serie di vignette che raccontano un dialogo surreale tra Steve Jobs e Bill Gates è davvero molto divertente. Puoi creare anche tu il tuo usando questo template.

Come cercare tra gli status update degli utenti di Facebook

openbook search statusupdate facebook

Con Openbook è possibile cercare, anche se non si è connessi a Facebook, informazioni tra gli status update degli utenti di Facebook (che ovviamente hanno un account pubblico e con una privacy poco ristretta).

Ho provato a cercare scopare su Facebook ottenendo risultati molto divertenti. :-)

Via [Bruce Sterling | Twitter]

It’s got me

its got me

Il Lunedì è sempre un po’ così (il disegno non è mio).

Single Ladies è il video virale dell’anno

E’ stato rifatto da centinaia di utenti su YouTube, ripreso in show televisivi con bambine di 8-9 anni, addirittura citato in una serie TV italiana (n.d.r. “Tutti pazzi per amore”), ripreso in svariate parodie ha creato l’invidia delle agenzie di comunicazione.
Insomma il videoclip “Single Ladies” di Beyoncé uscito a fine 2009 secondo me può essere definito come video virale del 2010 più che per il numero di visite (che può essere confrontato con le clip di Lady Gaga) per le innumerevoli emulazioni e citazioni.

D’altronde è questo il significato del brutto termine “virale”…

P.S. Dimenticavo: tanti auguri a YouTube che compie 5 anni ed ha raggiunto i 2 milardi di views al giorno.

[UPDATE - AGGIORNAMENTO Maggio 22]

- Per dire in Sex and the city 2 c’è Liza Minnelli che canta Single Ladies.

Lavorare su Internet non conviene?

Luogo: Italia. Data: 2010. Parola chiave-tag: Precarietà.

Storie di persone (italiani, si, italiani!!) costrette a togliersi il sangue giorno per giorno e poi a morire per rivendicare il diritto allo stipendio ed al lavoro, neomamme “costrette” a rapinare banche in compagnie dei neonati, operai che decidono di vivere in celle buie ed umide o sui tetti, ispettori di sicurezza che si suicidono, nascita di organi come il coordinamento di giornalisti precari.

In questo scenario sembrano quasi surreali discussioni come queste sul lavoro in Internet ed in particolar modo sul giornalismo web (mi pare si possa fare lo stesso con la carta stampata) che paga articoli o post a 3 euro cadauno, roba che quando 3 anni fa parlai di quel diavolo del nanopublishing molti mi considerarono arrogante, presuntuoso, indisponente. Per i freelance invece ora si aspetta che l’ODG pubblichi la sua ricerca smascherando i cattivi che sottopagano i giornalisti: controllati e controllori non sono mai esistiti in questo Paese.

Non ci sono solo giornalisti, content manager, esperti di marketing, web designer e sviluppatori a questo mondo.
Ti sei mai chiesto la Internet italiana a quante persone dà da mangiare e quale rapporto ricavi-perdite produce? Se hai delle cifre precise segnalamele così cominciamo finalmente a ragionare su qualcosa di concreto.

Dicevamo? Ah, la precarietà e gli stage. Quest’ultimi sono regolamentati per legge, no? Ed allora – perdonate la mia ignoranza sulle leggi che regolamentano l’industria editoriale – che senso ha fare una carta dello stagista? L’idea è bella, certo, ma i sindacati a cosa servono?
Forse sto mettendo troppa carne a cuocere e sto perdendo il motivo per il quale ho scritto questo post. In altri Paesi anche uno sguattero può arrivare a prendere 1500 euro al mese. E si: ci sono sistemi di previdenza e sanità diversi da quello italiano.
Ad esempio in Germania dopo la riforma fiscale del 2007 fino a 400€ al mese non si pagano tasse e contributi (uno studente potrebbe essere agevolato), fino a 800€ in maniera ridotta mentre al di sopra non ci sono riduzioni. Ovviamente le tasse variano anche lì in funzione del reddito, non è il paradiso.

In Italia non esiste un mercato del lavoro e quindi devi costruirtelo con un mix di competenza, determinazione (o meglio
“coraggio”), furbizia e fortuna in una indefinita miscela che ha nella meritrocrazia un ingrediente con percentuali random. Troppo facile dire “fai un lavoro che ti piace e non lavorerai per tutta la vita“: se penso alle storie di sopra mi verrebbe da dire con rabbia che è meglio non lavorare e campare di loschi espedienti, soluzione geniale trovata da molti uomini malavitosi.

Per fortuna c’è ancora chi insegue sogni e progetti e – guarda un po’ che stupidi! – proprio nel giornalismo.

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