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Ogni nuovo iPod è un deficit commerciale futuro

Lo dice Romano Prodi in un articolo su l’Unità:

Abbiamo una debolezza molto significativa nei settori fortemente innovativi. Siamo l’ottavo Paese industriale mondo, ma partecipiamo all’innovazione solo per un decimo di quanto fa ad esempio Israele. È un problema enorme: pensiamo all’innovazione dei prodotto di massa: non c’è un telefonino inventato o fabbricato in Italia. Ogni nuovo iPod è un deficit commerciale futuro.

Oggi dobbiamo puntare su scienze della vita, energia, ambiente. In questi campi possiamo fare moltissimo. Ci vuole politica industriale che scomponga i sottosettori, crei rapporti diversi con le Università. E poi ci vuole una grande logistica: oggi il sistema industriale funziona solo con una subfornitura aperta a tutto il mondo.
C’è stato un crollo dell’imprenditorialità dei servizi. Non c’è una sola catena alberghiera nazionale, una catena di pizzerie o di caffè. Sono tutte straniere.

Google Buzz fuori da Gmail

Ho già parlato di Google Buzz ed il mio pensiero è simile anche a quello di altri: ho bisogno di un solo social network, Facebook, Twitter e Friendfeed sono già abbastanza e trovo inutile alimentare il rumore e duplicare i contenuti rimbanzandoli da un aggeggio sociale ad un altro. Ed integrarli tutti su Gmail sarebbe assurdo.

Se lo scopo di usare Buzz e gli altri servizi fosse meramente “autopromozionale” sarebbe veramente poco efficace e mi sarei già stancato. Buzz ha degli evidenti problemi di privacy e forse anche per questo Google sta pensando di estenderlo anche agli utenti che non usano Gmail:

It’s clear that interest in Buzz may extend beyond the current Gmail base, and we’re open to serving that community,” said Bradley Horowitz, Google’s VP of Product Marketing, when I spoke to him about some Buzz issues at the TED Conference.

Mi pare sia una buona notizia per chi considera fastidioso dare in pasto la propria posta elettronica a tutti.
Un passo indietro da parte di Google o una mossa già prevista? Nel secondo caso sarebbe stato intelligente e geniale lanciare Buzz partendo da Gmail, il social network targato Google più diffuso: considerando tutti gli account attivi già decine di milioni di utenti usano Buzz. Arrivare a 400, il numero di persone che attualmente utilizza Facebook, sarebbe piuttosto facile prima di rilasciare Buzz a tutti.

[UPDATE]

- Proprio mentre scrivevo Google cambia alcune cose in Google Buzz per sistemare la privacy anche se non basta. La cosa più grave come dice Stefano è che abbiano usato dati raccolti per una finalità ben precisa e che solo cancellando il Google Profile sparisca anche Buzz perchè “turn off Buzz” non spegne Google Buzz ma lo nasconde.

Posta con la pòtta (versione reloaded)

woman man duckface

Posta con la pòtta era un titolo ironico ma a quanto pare molti giovani lo fanno davvero usando un’altra parte del corpo, riflesso di una vita sessuale abbastanza precoce che si manifesta nella vita reale oltre che in Internet.

Non è quindi colpa di Badoo, Netlog e simili se l’8% (che diventa il 4% dei minori dai 12 ai 14) dei ragazzi tra i 15 ed i 17 anni pubblica in rete foto che li ritraggono nudi o in pose osè secondo un indagine pubblicata per il Safer Internet Day 2010.
Quasi preferisco le duck face diffusissime nei social network, quasi…

The Pirate bay: chi pedina un pirato è!

Spiato chi scarica gratis. Il Garante: privacy violata

Centinaia di migliaia di italiani sono stati “pedinati” mentre praticavano uno degli sport nazionali preferiti: downloadare da Internet (ovviamente gratis) i migliori film, le canzoni del momento, i software più costosi.
E’ la Federazione che combatte la pirateria audiovisiva. Proprio Fapav ha incaricato una società francese (la CoPeerRight) di tenere d’occhio 11 siti che regalano film e canzoni. Nel mirino dei controllori sono finiti soprattutto i navigatori che hanno visitato questi siti. La Fapav – dal 2008 ad oggi – ha accertato 2 milioni 200 mila casi di scarico illegale. E subito ne ha chiesto conto a Telecom. Chi scaricava era un abbonato di Telecom “tra il 57 e il 65% dei casi”.

Nel suo atto di citazione, rivolto proprio contro Telecom, la Fapav chiede al colosso telefonico di comunicare alle “autorità di pubblica sicurezza tutti i dati idonei alla repressione dei reati“.

Una azione semplicemente ridicola anche se sul suo sito la FAPAV prende le distanze affermando di non raccogliere alcun dato sugli IP perchè solo gli ISP possono farlo ma ammette di aver assoldato una società per raccogliere statistiche su chi scarica.
Mentre nessuno tranne Punto Informatico e Webnews, parla del fatto che The Pirate Bay non è ormai più raggiungibile dall’Italia, questo scontro tra Telecom Italia e FAPAV sarà solo uno dei tanti che dobbiamo aspettarci nei prossimi anni.

Affidarsi a probabili comitati antipirateria come quelli attuali sarebbe insufficiente e deleterio perchè niente hanno concluso. Finora il Garante italiano si è sempre schierato con i provider che pur volendo collaborare non possono fornire dati degli utenti, nel caso di Telecom Italia rischierebbero una vera e propria rivolta. Colpirne uno per educarne cento, filosofia di chi difende il copyright a spadatratta, non funziona più, non ha mai funzionato.

Tanti auguri anche a Flickr

Il 2004 è stato un anno fortunato per le web company. Flickr compie 6 anni, la stessa età di Facebook.
Più che la quantità di utenti è impressionante la mole di foto (molte di alta qualità) che vengono condivise ogni giorno attraverso Flickr: qualche miliardo.

La COOP tortura gli animali?

ipercoop macelleria halal

Rispetto per le diversità, per il crocifosso, per ciò che volete ma le barbarie non possono passare inosservate. Copio-incollo un post sull’apertura di una macelleria halal dentro ad un supermercato IperCoop di via Casilina a Roma:

Il motivo: a Roma la Coop, senza chiedere opinioni ai soci Coop, ha aperto una macelleria halal dentro al supermercato del quartiere multietnico di via Casilina. La prima macelleria halal, ci informano, perché altre ne seguiranno.

Sapete come funziona la macellazione halal? Una barbarie, una lunga tortura sugli animali che in Italia era sparita ed è poi stata riammessa con un decreto del 1980?

L’animale sano viene portato al macello dove, invece dello stordimento e uccisione senza sofferenza, viene sgozzato con un taglio netto alla giugulare. Deve morire “cosciente e per dissanguamento”, questo prescrive la legge musulmana. Un vitello, mi informa un veterinario, può impiegarci un’ora a morire dissanguato. Un manzo può impiegarci un’ora e mezza, anche due, durante la quale è perfettamente cosciente. Ma non è tutto. Se per caso l’addetto alla macellazione halal sbaglia la mira o fa un taglio poco profondo, non è possibile intervenire con un secondo taglio, perché non sarebbe più carne halal quindi in alcuni casi l’animale viene lasciato agonizzare per più tempo.

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